Israele e Palestina - Falcemartello

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Scene incredibili a Tel Aviv. Sabato scorso, 7 agosto, oltre 300.000 persone sono scese in piazza in una città con una popolazione di meno di mezzo milione. Altre manifestazioni hanno avuto luogo a Gerusalemme, con un raduno di 30.000 persone, e migliaia si sono raccolte in altre città in tutto il paese.

L’assassinio di Vittorio Arrigoni, le condizioni in cui è avvenuta la sua morte, hanno scosso e commosso vasti settori dell’opinione pubblica, non solo gli attivisti. Vittorio era un uomo che con la sua vita, il suo impegno a favore della causa del popolo palestinese spinto oltre il limite del sacrificio della propria vita, ha saputo mostrare al mondo intero cosa significhi “essere capaci di sentire nel profondo ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo”.

La morte di Vittorio Arrigoni ha scosso profondamente l’opinione pubblica e soprattutto il movimento filo palestinese, che si appresta a scendere in piazza il prossimo 14 maggio per lanciare la partenza della Freedom Flotilia 2 (nominata Stay Human, proprio in onore di Vittorio), prevista per la terza settimana di giugno, per portare aiuti alla popolazione di Gaza, strangolata dal blocco israeliano.

L’assassinio di Vittorio Arrigoni, le condizioni in cui è avvenuta la sua morte, hanno scosso e commosso vasti settori dell’opinione pubblica, non solo gli attivisti. Vittorio era un uomo che con la sua vita, il suo impegno a favore della causa del popolo palestinese spinto oltre il limite del sacrificio della propria vita, ha saputo mostrare al mondo intero cosa significhi "essere capaci di sentire nel profondo ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo".

 


Tutti ricordiamo l’attacco terrorista del 31 maggio scorso attuato dallo Stato di Israele contro la Freedom Flottilla, la nave che portava aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza strangolata dall’assedio israeliano dal 2006, attacco che ha visto la morte di 9 attivisti e la detenzione per alcuni giorni nelle carceri Israeliane dei  partecipanti.


L’ennesima farsa sulla pelle dei palestinesi

Il 2 settembre scorso si è aperta a Washington l’ennesima ronda negoziale tra israeliani e palestinesi a regia statunitense, salutata con ottimismo dall’amministrazione Obama che ha promesso una “soluzione” entro dodici mesi.

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