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Il blocco dei mezzi portato avanti dai lavoratori della Amt di Genova ha suscitato enormi simpatie sia tra i lavoratori della città della lanterna che nel resto del paese.

Accadde anche dieci anni fa con la lotta degli autoferrotranvieri per il rinnovo della parte economica del contratto, che avrebbe dovuto portare nelle tasche dei lavoratori 106 euro di aumento. Il primo dicembre del 2003 ci fu il blocco dei lavoratori Atm di Milano che decisero di non fare uscire i mezzi dai depositi, non rispettando le fasce di garanzia previste dalle leggi 146/90 e 83/2000.

Dopo anni di scontro nelle aule dei tribunali e nelle piazze, la Fiom ritorna a fare le assemblee negli stabilimenti Fiat. Un passo in avanti che avviene dopo il riconoscimento delle Rsa e la riappropriazione delle salette sindacali, anche se parecchio resta ancora da fare affinché il ruolo di rappresentanza della Fiom in Fiat non sia solo formale.

Martedì scorso 14 gennaio Fabio Zerbini, un compagno del SiCobas, in prima linea nelle lotte dei lavoratori della logistica, è stato vigliaccamente aggredito. Con la scusa di voler dirimere un piccolo incidente d’auto è stato attirato ad Affori, in zona nord Milano, il pestaggio dura qualche minuto, “se i lavoratori continuano a scioperare e a rompere i coglioni, tu fai un brutta fine”, gli dice uno prima di lasciarlo a terra.

Milano Direct Line è una compagnia assicurativa economicamente florida che ha recentemente festeggiato il milione di polizze stipulate. Eppure, poco più di un mese fa le Rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) hanno comunicato ai dipendenti che l’azienda chiede dimissioni volontarie incentivate con il versamento di 30 mensilità. A detta dell’azienda va migliorato il rendimento del lavoro e per questo comincerà cercando 49 “volontari” che andranno pescati su una lista di 132 dipendenti che, secondo i canoni di un pagellino semestrale, non corrispondono ai parametri di produttività. Tali parametri sono e vengono percepiti come del tutto discrezionali. A chi rifiutasse di dimettersi l’azienda applicherà un “monitoraggio più attento”. Già cinque lavoratrici impiegate nella vendita delle polizze in diversi centri commerciali sono state licenziate e ad altre due non è stato rinnovato il contratto.

Il 25 ottobre la multinazionale svedese dell’elettrodomestico Electrolux ha avviato una indagine dei quattro stabilimenti italiani che si concluderà nell’aprile del 2014. Lo scopo è verificare la sosteniblità delle produzioni in Italia e quindi mettere in atto tutte le misure in grado di consolidare la competitività e aumentare i profitti. In esplicito, questo può significare il mantenimento, il ridimensionamento o addirittura la chiusura degli stabilimenti.

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