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Il 13 novembre è stato approvato l’accordo che ristruttura pesantemente lo stabilimento Titan di Crespellano. La lotta contro il licenziamento di tutti i 186 dipendenti era iniziata il 17 ottobre, con il presidio permanente ai cancelli e il blocco totale delle merci in uscita a sostegno di un “Piano sociale industriale alternativo” per rilanciare la produzione e salvare tutti i posti di lavoro. Il piano costruito dalla Rsu e dalla Fiom di Bologna – sindacato egemone a Crespellano con otto delegati su dieci (due sono SiCobas) – e approvato all’unanimità dai lavoratori, era basato sull’utilizzo per due anni del contratto di solidarietà e il rientro di produzioni delocalizzate in Cina e Turchia.

È partita da Olbia per arrivare a Cagliari la marcia organizzata dai lavoratori della compagnia aerea Meridiana che rischiano il posto di lavoro a causa delle scelte dell’Aga Khan. Ribattezzata Marcia unica per via dell’incontro con i protagonisti di altre vertenze nelle tappe di Siniscola, Nuoro, Ottana, Oristano e Iglesias (ai lavoratori Meridiana si sono stretti attorno il Movimento pastori sardi, gli studenti, i minatori Igea di Lula, i tessili ex Rosmary di Siniscola, i chimici di Ottana Polimeri e i metallurgici Alcoa), ha avuto il merito di riportare all’attenzione la desertificazione industriale che nell’isola procede a passi spediti. Nelle diverse assemblee gli “esuberi” in maglia rossa hanno rimarcato l’artificiosità della crisi in atto: “La nostra – così Marco Bardini (Ali) a Siniscola – è una compagnia aerea che opera in un mercato in crescita. Invece di licenziare 1.600 persone delle quali 850 sarde, Meridiana dovrebbe assumere e formare piloti, tecnici e impiegati prendendoli da questo territorio. (…) “Meridiana sta trasferendo le tratte alla giovane Air Italy. Liberandosi di noi, e quindi non dovendo pagare tre-quattro scatti di anzianità, si assicura maggiori profitti”.

Il‭ ‬22‭ ‬settembre ad Adria‭ (‬Rovigo‭) ‬sono morti quattro operai in una ditta per lo smaltimento di rifiuti speciali,‭ ‬la Co.Im.Po.‭ ‬Un’operazione incontrollata ha provocato esalazioni di acido‭ ‬solforico e ammoniaca:‭ ‬uno di loro è caduto perdendo i sensi,‭ ‬gli altri sono morti nel tentativo di aiutarlo.‭ ‬Non indossavano le mascherine di protezione,‭ ‬ma la verità,‭ ‬su cui indaga la procura di Rovigo,‭ ‬è che molto probabilmente non esistevano o non venivano applicate da parte dell’azienda le procedure di sicurezza.‭ ‬Impossibile dunque,‭ ‬questa volta,‭ ‬nascondere lo sporco gioco dei padroni:‭ ‬se al termine delle indagini emergeranno violazioni della normativa sulla sicurezza,‭ ‬l’azienda potrebbe subire una pesantissima multa o la confisca della proprietà.

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