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Lo scontro tra Fini e Berlusconi ha portato alla luce tutte le divisioni interne alla destra nel Lazio, in uno scontro i cui confini vanno ben al di là dell’aspra dialettica che si è aperta tra i due fondatori del Pdl.

Tensioni destinate ad aumentare, se pensiamo ai riflessi che avrà nel Lazio la manovra finanziaria decisa dal Governo, in conseguenza della quale ci sarà un taglio del 60% ai finanziamenti che dovrebbero ripianare il debito del Comune di Roma e che porterà i lavoratori residenti del Lazio, alla fine di tutte le varie addizionali regionali, a pagare l’Irpef più alta d’Italia.

Alemanno a Roma è in preda ad una crisi di nervi. Non c’è il bilancio, tutte le municipalizzate registrano un rosso nei conti economici, gli uomini del vecchio picchiatore fascista salito al Campidoglio sono al centro dello scandalo degli appalti affidati direttamente senza gara e l’Assessore all’urbanistica è indagato.

In più, con Roma in lizza per le Olimpiadi 2020, si prepara il nuovo sacco della città.

Oltre a questo, la possibile entrata dell’Udc in Regione e l’eventualità che possa accadere lo stesso al Campidoglio hanno provocato una levata di scudi sia degli ex-An (che hanno dato vita al Laboratorio Roma) che degli uomini più vicini alle formazioni neo-fasciste.

Proprio il rapporto del Pdl con le formazioni neofasciste a Roma e nel Lazio è sempre più articolato. In tutta la zona dei Castelli Romani c’è più di una commistione tra il Pdl e Casa Pound. Il sindaco di Marino ha appoggiato, alle ultime comunali, il candidato di Casa Pound a Grottaferrata e c’è più di un deputato del Pdl di questa zona alle porte di Roma che foraggia il Blocco Studentesco e che, non a caso, ha protestato vivacemente per il fatto che la prevista “marcia per la giovinezza al potere” del 7 maggio è stata trasformata in un “semplice presidio”.

Con Casa Pound che ha mille agganci con il Pdl, non mancano rigurgiti di altre formazioni neo-fasciste che mettono sul banco degli imputati la “svolta moderata” di Alemanno, come ultimamente ha fatto Militia.

Ma i problemi a destra non sono solo coi settori estremisti fuori dalle istituzioni, riguardano anche chi le poltrone dei consigli comunali e regionali le occupa da anni, come la Destra di Storace.

Questa formazione, che alle ultime regionali ha avuto un vero e proprio exploit ha piazzato uno dei suoi leader storici, Buontempo, all’assessorato alla casa della Regione Lazio. Posizione dalla quale ha già avuto modo di polemizzare con il resto della Giunta per le sue uscite di classico stampo demagogico e populista sull’abbattimento di Corviale (un palazzo di un kilometro e 1.200 appartamenti con 8mila persone che ci vivono senza lo straccio di un servizio).

Buontemponaturalmente critica Corviale, salvo poi dare il via libera ad un nuovo progetto di speculazione all’Eur: i fascisti non cambiano mai, fanno proposte demagogiche per asservirsi poi agli interessi privati quando serve.

Non è possibile stabilire se ci sarà più o meno a breve una crisi di Alemanno o della Polverini, ma non è questo il punto.

Pensiamo sia un errore, come accaduto in occasione dell’ultima manifestazione del centrosinistra a Roma (alla quale hanno partecipato anche Action e la Federazione della Sinistra) pensare che, con Alemanno in crisi e prossimo a cadere, occorra cogliere al balzo la situazione in fretta e furia e ricostruire un fronte democratico col Pd a Roma e nel Lazio, cancellando le responsabilità delle giunte Veltroni e Rutelli nell’ascesa della destra e non preoccupandosi delle responsabilità odierne del Pd. Il Pd, infatti, con Veltroni, sostiene Alemanno nella sponsorizzazione della candidatura di Roma come città ospitante delle prossime Olimpiadi del 2020 e vede anche il proprio precedente assessore all’urbanistica (Morassut) indagato al pari di quello di Alemanno.

Sono in troppi ancora, a Roma, a pensare che debba essere mantenuto un dialogo con il Pd per far cadere Alemanno (da Sinistra e Libertà ad Action, che non a caso ha scritto una lettera al Pd per trovare punti di convergenza nell’azione di opposizione alla giunta comunale). è bene che Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra si smarchino in fretta e costruiscano la vera alternativa ad Alemanno nei quartieri, nei comitati di lotta per la casa, tra i lavoratori che vedono rapidamente peggiorare le proprie condizioni con la destra che governa.

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