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L’avvicinarsi della scadenza elettorale regionale in Veneto ha portato le contraddizioni interne alla Lega Nord ad inasprirsi fino a farle esplodere, con l’espulsione del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che adesso si candida alla carica di governatore contro il candidato ufficiale della Lega e governatore in carica, Luca Zaia. La rivalità tra Tosi e Salvini non è recente e, per quanto abbia sicuramente un forte carattere personalistico, ha delle profonde radici politiche.

Si inserisce infatti nella ridefinizione strategica che la Lega Nord ha dovuto affrontare dopo gli scandali che ne hanno affondato la credibilità e il valore sul piano elettorale. Ad essa si aggiunge la crisi più generale del centro-destra, a sua volta colpito dalle condanne impartite a Berlusconi e dall’ascesa di Renzi. Al congresso della Lega del 2013 che ha eletto Salvini segretario, la strategia decisa, di compromesso, era questa: Salvini segretario per rilanciare il partito; Tosi candidato alla leadership per l’egemonia nel centro-destra. Un compromesso che, fosse anche stato nelle reali intenzioni dei suoi ideatori, non poteva avere vita lunga.

La borghesia italiana aveva infatti scaricato il centro-destra e Berlusconi per appoggiare compatta Renzi e un Pd ormai pronto a concludere la propria trasformazione completa in partito borghese, l’unico che poteva portare avanti delle politiche anti-operaie rompendo con la Cgil e mettendo all’angolo il sindacato. In questo contesto non rimaneva altro che tentare di fare leva sul sentimento anti-istituzionale che le politiche di austerità e l’impoverimento generale hanno creato in larghi strati della popolazione, in particolare su quei settori piccolo-borghesi e sottoproletari da sempre sensibili alle sirene del razzismo e del più becero nazionalismo. La scelta di abbandonare la politica indipendentista o federalista per spingere sull’acceleratore del populismo reazionario era obbligata. Non a caso Salvini ha subito cercato alleanze con altre formazioni europee legate alla stessa pratica reazionaria, come il Front national di Marine Le Pen, e ha cercato sempre più appoggio nella destra fascista, nel tentativo di sfondare nel Sud-Italia e acquisire un carattere nazionale. Così come non è un caso che Tosi abbia seguito la stessa strada, lui che aveva già forti legami con la destra fascista. La sua Fondazione “Ricostruire il paese” ha esattamente questo scopo e in questo senso è speculare alla Fondazione di Salvini “Noi con Salvini” (non sappiamo quale dei due nomi sia più ridicolo). La strada del populismo reazionario era quindi una strada obbligata ed entrambi avevano iniziato a percorrerla, giocando le proprie carte. Era inevitabile che prima o poi si sarebbe arrivati ad una resa dei conti come era altrettanto probabile che sarebbero state le elezioni regionali in Veneto, per la loro importanza sullo scenario nazionale, ad esserne lo sfondo.

Salvini, trovandosi in una posizione di maggiore forza, potendo anche sfruttare Zaia, acerrimo nemico di Tosi nella Liga Veneta, ha potuto quindi estromettere il suo più pericoloso concorrente nella gara per conquistare la leadership del centro-destra. Ma la strada di Salvini è tutt’altro che in discesa. La Lega Nord, pur in ripresa dopo il tracollo, rimane una forza politica sostanzialmente regionale, e il suo tentativo di caratterizzarsi come forza nazionale ha di fronte grossi ostacoli, che le piccole forze del fascismo organizzato (come ad esempio CasaPound) e qualche rottame del centro-destra al Sud non possono risolvere.

La crisi del centro-destra è quindi ancora lontana dal risolversi, almeno finché la borghesia italiana può contare su Renzi e sul Pd per applicare il proprio programma anti-operaio, tanto che anche un ritorno di Berlusconi non sarebbe utile in questo senso. Ma presto o tardi, a seguito di queste politiche di attacco al tenore di vita di larghi strati della popolazione, una forza di destra populista e reazionaria potrà comunque crescere e farsi trada. Solo il movimento operaio organizzato, dotato di un partito e di un programma rivoluzionario può evitare che questo accada.

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