Calabria: giù le mani dagli spazi autogestiti! - Falcemartello

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Da alcuni mesi assistiamo ad una serie di gravi attacchi ai centri sociali ed agli spazi autogestiti del territorio regionale. Un mese fa un incendio ha distrutto il Csoa Angelina Cartella di Reggio Calabria.

L’incendio ha una chiara matrice fascista anche se a non volere il centro sociale nella città del “boia chi molla” è anche la ‘ndrangheta che non gradisce l’impegno politico ed il lavoro di aggregazione sociale che i compagni quotidianamente svolgono a Gallico, un quartiere periferico della città. Ma i compagni non si piegano e con una bella e partecipata manifestazione il 26 maggio è stata avviata una campagna di solidarietà per la sua ricostruzione.


Nessun incendio ma un’ordinanza di sgombero, invece, per i compagni del Cpoa Rialzo e delle varie associazioni che gestiscono l’area delle ex officine delle Ferrovie della Calabria a Cosenza. Il motivo dello sgombero è quello della bonifica dell’area dai tetti in amianto, ma sappiamo bene che su quest’area ci sono forti interessi speculativi da parte dei grandi costruttori edili e dell’amministrazione comunale, con in testa il sindaco l’arch. Mario Occhiuto, particolarmente attento al “restyling” dell’area urbana.


L’area, in pieno centro cittadino, con il lavoro volontario di tante compagne e compagni, è stata recuperata dall’abbandono e dal degrado ed è divenuta da anni luogo di iniziativa politica, centro di aggregazione e di organizzazione delle lotte antifasciste, per il diritto alla casa, per la difesa del territorio.


I compagni sono coscienti della necessità di bonificare l’area e del rischio per la salute dei volontari e dei tanti migranti, bambini rom che ogni giorno ricevono supporto ed assistenza ed anzi invitano l’Amministrazione comunale ad intervenire per affrontare la questione dell’amianto anche nel resto del quartiere, ma il rischio concreto è che, malgrado i plausi dell’amministrazione comunale per le attività che si realizzano in questi luoghi, la rimozione dei tetti sia solo un escamotage per porre fine a questa esperienza con la quale i giovani cosentini si sono riappropriati dell’unico spazio non ancora cementificato della città, e dare il via ad una ulteriore speculazione edilizia.


Come circolo Unical del PRC saremo al fianco dei compagni e delle compagne per la difesa del Rialzo e del Parco sociale come luogo di solidarietà ma soprattutto quale spazio di organizzazione e sviluppo delle lotte nel territorio cosentino.