No alla distruzione della sanità in Calabria! - Falcemartello

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Nessun affare sulla nostra pelle, organizziamo la rivolta!

Nel 2009 la giunta Loiero, dopo aver raggiunto un deficit sanitario da record (due miliardi e mezzo), dovette concordare con il governo un piano sanitario di rientro che riducesse la spesa nella sanità pubblica in Calabria.

Sulle cause di questo enorme deficit ci sarebbero molte cose da scrivere, ma basta seguire un filo logico determinato alla sua base da un ragionamento di smantellamento della sanità pubblica, con gestioni dall’alto volutamente inefficienti e inefficaci, per screditare e rendere quasi come un atto dovuto lo smantellamento della sanità pubblica.


Si fa presto a capire come la causa dell’enorme deficit sulle casse della regione sia il processo di privatizzazione completa del servizio sanitario.

La Calabria ha la maggior percentuale di posti letto gestiti dai privati, il 32%, contro una media nazionale del 19%, inoltre il 97% dei servizi socio-sanitari sono gestiti da privati, una frattura al femore è operata entro due giorni, nell’83% dei casi a Bolzano, in Calabria solo nel 21%, la colecisti nel 49% dei casi in Toscana viene operata in laparoscopia, in Calabria solo nello 0,8%. E ancora: sono i calabresi ad avere la spesa farmaceutica più alta d’Italia, 277 euro pro-capite.

Questa corsa ai privati ha generato in Calabria decine di indagini giudiziarie che documentano migliaia di sprechi, di truffe, favoritismi, infiltrazioni della ’ndrangheta, macrodisservizi, appalti truccati e rimborsi privati.

Ma la ricetta per far rientrare questo enorme debito, posta in essere dalla giunta Loiero e proseguita con quella Scopelliti (con buona pace degli amanti del centro-sinistra quando si tratta di peggiorare la vita alla povera gente gli interessi sono gli stessi), non può che acuirne gli effetti: tagliare 100mila ricoveri l’anno, 1.200 posti letto, chiudere 18 ospedali (di cui 6 già chiusi), dare l’avvio della domiciliarizzazione dell’assistenza per far diminuire i tempi di degenza ospedaliera. Oltre questo l’idea che basta avere un grosso centro ospedaliero per ogni provincia è inutile se questo è irraggiungibile, la viabilità ha un peso nel pronto intervento e i piccoli ospedali sono necessari nei comuni montuosi o collinari, privarli significa attentare alla salute di quella popolazione. Facciamo un esempio: solo nell’area del basso cosentino si prevedono la chiusura di due ospedali, quello di Trebisacce e quello di Cariati, e la creazione di un grande ospedale fra Rossano e Corigliano, secondo questo progetto si lascerebbero alla sibaritide 200 posti letto, quando i parametri Lea ne prevederebbero 800!

Nel frattempo il signor Scopelliti non ha perso tempo portando a termine tramite un accordo con l’Aiop (Associazione nazionale delle aziende private) “la riorganizzazione della sanità Calabrese attraverso un rilancio delle strutture private convenzionate”...sic!

È sin troppo chiaro il progetto di smantellare quel poco che rimane di pubblico e consegnare il tutto, nostre vite comprese, agli squali della sanità privata.

È arrivato il momento di reagire, di dire basta, di organizzare una vera e propria rivolta di popolo. Non si può far finta di niente come fa Sel a Cosenza che guarda caso sceglie come proprio sindaco Paolini, presidente dell’Aiop, dimostrando definitivamente quanto sia subalterna ai poteri forti. Vorremmo chiedere a questi “compagni”, come dovremmo curarci noi?

Serve un’alternativa netta, senza compromessi Rifondazione ha accettato in questi anni molti, troppi compromessi, si è avventurata in una tragedia greca come lo è stata la giunta Loiero, oggi è arrivato il momento di stare dalla parte della gente di Cariati, di Melito p.s. di Trebisacce, Chiaravalle, San Giovanni in Fiore, che non vuole più ascoltare menzogne è decisa a difendere il suo diritto alla vita. Ma oltre questo serve unificare queste lotte, coinvolgere studenti e lavoratori, chiedere la ripubblicizzazione della sanità, licenziare manager super pagati, lottare per una scuola pubblica e contro la disoccupazione. Tanti, troppi anni abbiamo concesso alle promesse di una classe politica criminale, mandiamoli tutti a casa, riprendiamoci il diritto alla vita!