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Per una risposta rivoluzionaria alla repressione

In tutto il Messico decine di migliaia di lavoratori e giovani hanno manifestato nelle ultime 48 ore in solidarietà allla popolazione di Oaxaca, oggetto di una dura repressione da parte del governo reazionario di Vicente Fox. La lotta non è affatto conclusa!

Pubblichiamo le proposte che la tendenza marxista Militante in Messico sta diffondendo all'interno delle mobilitazioni.

 

La frusta della controrivoluzione

Domenica mattina, 29 ottobre, quattromila agenti della Polizia federale preventiva sono entrati nella città di Oaxaca, ponendo fine all’occupazione da parte dell’Assemblea popolare dei popoli di Oaxaca (Appo) del centro della città che durava da centosessanta giorni.

Messico

 

Il 16 settembre 1.025.724 delegati provenienti da ogni regione del paese hanno riempito Plaza Zocalo di Città del Messico per la Convenzione nazionale democratica (Cnd) convocata da Lopez Obrador, leader del Partito della rivoluzione democratica (Prd), il principale partito della sinistra messicana. Questa è l’ultima tappa di circa due mesi di mobilitazioni che stanno bloccando il paese contro i brogli elettorali seguiti alle elezioni presidenziali del 2 luglio.

 

“E’ un colpo di Stato”, così ha commentato Andres Manuel Lopez Obrador (“Amlo”) il verdetto con cui il 29 agosto scorso il Tribunale Elettorale Federale ha sancito la regolarità dello scrutinio dei voti alle elezioni presidenziali del 2 luglio dopo il riconteggio del 9,07% dei 70 milioni di schede. Amlo, candidato del Partito della Rivoluzione Democratica (Prd, principale partito della sinistra), avrebbe raccolto appena 240mila voti in meno del rivale Felipe Calderon del Partito dell’Alleanza Nazionale (Pan, destra), uno 0.58% in più per colui che dovrebbe continuare le politiche contro i lavoratori, i contadini e i poveri portate avanti dall’attuale presidente, Vincente Fox (Pan), e dai suoi predecessori. Tutto ciò con il beneplacito dell’oligarchia messicana, dell’imperialismo Usa e dell’Unione Europea, schierate a sostegno di Calderon.

La mobilitazione in Messico contro i brogli elettorali sta assumendo un carattere rivoluzionario. Dopo le tre grandi manifetazioni a Città del Messico che hanno coinvolto milioni di persone, la denuncia della corruzione del sistema e il rifiuto della maggioranza governativa ha assunto il punto più alto nello Stato di Oaxaca. Qui la popolazione sull’onda della mobilitazione generale ha preso misure concrete organizzandosi nell’Assemblea popular del pueblo de Oaxaca (Appo), un organismo consiliare nel quale sono rappresentate tutte le forze sociali che sono entrate in conflitto con il governo e che contende a quest’ultimo il potere.

Il 2 luglio, al termine di una campagna elettorale arroventata, il Messico ha votato per eleggere presidente e parlamento. Il candidato della sinistra Lopez Obrador, esponente del Prd (Partido de la revolucion democratica, il principale partito della sinistra messicana) che è stato perennemente in testa su quello della destra Felipe Calderon in tutti i sondaggi si è visto soffiare la vittoria presidenziale a causa di brogli evidenti che per ora hanno sancito seppure con solo lo 0,5% dei voti di vantaggio, la vittoria dell’esponente di destra.

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