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Renzi ha dichiarato che è giunto il momento di semplificare la pubblica amministrazione,‭ ‬di sburocratizzarla,‭ ‬di renderla più efficiente.‭ ‬E questa volta fa sul serio,‭ ‬col dl.‭ ‬90‭ ‬della ministra Madia,‭ ‬siamo in presenza di un nuovo attacco all’impiego pubblico e ai servizi.‭ ‬L’ultimo annuncio dell’esecutivo,‭ ‬secondo cui anche nel‭ ‬2015‭ ‬i salari del pubblico impiego resteranno al palo,‭ ‬costituisce un’ulteriore,‭ ‬ennesima,‭ ‬provocazione.


Renzi e Madia hanno deciso di aprire dapprima una fase di‭ “‬consultazione‭” ‬nel mese di maggio,‭ “‬consultazione‭” ‬che è stata un vero flop per le scarse dimensioni di coinvolgimento dei lavoratori,‭ ‬nonostante il credito dato a questa modalità da Cgil-Cisl-Uil.
In quei punti il governo parlava apertamente della riduzione delle aziende municipalizzate.‭ ‬Si rilancia,‭ ‬dunque,‭ ‬la politica delle privatizzazioni e dell’attacco ai servizi pubblici.‭ ‬Se a questi punti aggiungiamo l’obiettivo di modificare il codice degli appalti pubblici previsto recentemente nella bozza di decreto‭ “‬sblocca Italia‭” ‬non è difficile immaginare che dietro tutto ciò si nasconde come sempre l’apertura di spazi ai privati attraverso il meccanismo delle esternalizzazioni e/o degli appalti,‭ ‬fonte importante di profitti.
L’articolo‭ ‬3‭ ‬del provvedimento,‭ ‬il cui oggetto è‭ “‬semplificazione e flessibilità nel turn over‭”‬,‭ ‬in realtà parla molto chiaro:‭ ‬“le amministrazioni dello Stato,‭ ‬anche ad ordinamento autonomo,‭ ‬le agenzie e gli enti pubblici non economici potranno procedere,‭ ‬per l’anno‭ ‬2014,‭ ‬ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al‭ ‬20‭ ‬per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente.‭ ‬La predetta facoltà ad assumere è fissata nella misura del‭ ‬40‭ ‬per cento per l’anno‭ ‬2015,‭ ‬del‭ ‬60‭ ‬per cento per l’anno‭ ‬2016,‭ ‬dell‭’‬80‭ ‬per cento per l’anno‭ ‬2017,‭ ‬del‭ ‬100‭ ‬per cento a decorrere dall’anno‭ ‬2018‭”‬.
Il blocco parziale del turn over è in netta continuità con le scelte dei governi precedenti.‭ ‬è la‭ ‬spending review applicata agli organici della pubblica amministrazione che rende sempre più complicato garantire alcuni servizi pubblici.‭
Non tutto quanto è previsto nella riforma Renzi-Madia è‭ “‬semplicemente‭” ‬in continuità con i governi precedenti.‭ ‬Col nuovo decreto,‭ ‬infatti,‭ ‬saranno possibili trasferimenti coatti entro‭ ‬50‭ ‬chilometri,‭ ‬è la mobilità obbligatoria.‭ ‬Il lavoratore pubblico,‭ ‬per evitare di‭
‬essere licenziato dopo due anni in‭ “‬disponibilità‭”‬,‭ ‬potrà chiedere una mobilità‭ “‬volontaria‭” ‬con decurtazione salariale e del percorso professionale acquisito,‭ ‬in sostanza il più classico‭ “‬demansionamento‭”‬,‭ ‬un processo di deprofessionalizzazione inaccettabile.
All’attacco politico al sindacato e al suo ruolo negoziale e di contrattazione degli ultimi anni si aggiunge l’attacco alle agibilità con il taglio del‭ ‬50‭ ‬per cento per distacchi e permessi sindacali di sigla.‭ ‬La sola Cgil,‭ ‬complessivamente,‭ ‬ha visto un taglio di circa‭ ‬500‭ ‬sindacalisti.‭ ‬Aldilà delle differenze importanti tra l’istituto dei permessi‭ (‬un diritto contrattuale e previsto dallo Statuto dei lavoratori‭) ‬e quello dei distacchi,‭ ‬questo è un attacco vero all’attività sindacale di tanti attivisti che garantiscono una presenza del sindacato in tanti posti di lavoro.‭ ‬Dovrebbe essere compito dei lavoratori decidere se un proprio dirigente deve continuare a rappresentarli o meno,‭ ‬non possiamo permettere che siano il governo o i padroni a farlo per noi‭!
Ci sarebbero tutte le ragioni per mettere in atto una mobilitazione vera ma non lo si fa per la scarsa credibilità che oggi ha il sindacato.
Il governo Renzi gioca facile,‭ ‬c’è una grande forza sociale,‭ ‬la classe lavoratrice,‭ ‬che le direzioni sindacali non chiamano alla lotta o al massimo a manifestazioni di sabato quando l’ennesimo attacco è già passato.‭
Non è mai troppo tardi nel decidere di cambiare le sorti della lotta di classe di questo paese.‭ ‬La disponibilità alla lotta,‭ ‬quella seria,‭ ‬è stata dimostrata.‭ ‬Non c’è altra alternativa all’ipotesi di organizzarsi e generalizzare le lotte con piattaforme e programmi avanzati in difesa del lavoro e dei servizi pubblici.

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