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Leggo di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano 'per malattia' il 31 dicembre. Ecco perché nel 2015 cambiamo le regole dei pubblico impiego”, questo Renzi ha dichiarato l'1 Gennaio twittando dal suo I Phone sulla neve di Courmayeur.

Mai affermazione fu più chiara: usare un pretesto per rilanciare l'attacco ai lavoratori pubblici. La verità? Chissenefrega. In guerra la verità è la prima vittima, ricorda un noto aforisma di Eschilo e questo vale per la più classica e permanente delle guerre, quella di classe.

vigili roma

 La protesta dei vigili romani contro
il loro comandante, Raffaele Clemente

Col passare delle ore e dei giorni, però, è emerso che quel dato era assolutamente falso. Era un dato calcolato su circa 1000 agenti ma in realtà i vigili urbani a Roma sono circa 6000, gli altri erano semplicemente in ferie legittimamente autorizzate dall'amministrazione. Dei circa 830 assenti circa 571 lavoratori erano in malattia, gli altri usufruivano di permessi contrattualmente previsti. Dunque la percentuale degli agenti in malattia sul totale di quelli in organico è al di sotto del 10%, un tasso di assenza per malattia assolutamente in linea, dunque, con la media stagionale.

Di numeri di casi di sospetta falsa malattia ne sono girati dei più disparati, 44 prima, 90 poi. Di vero si sa che sono partiti 30 procedimenti disciplinari, che di per sé vuol appunto dire invio di una contestazione prima del “processo” dunque, dopo l'invio di ispettori da parte della ministra Madia. Insomma dalla denuncia iniziale di 83% di lavoratori assenti allo 0,5% di presunte assenze non giustificate che potrebbero ovviamente, e ce lo auguriamo, trasformarsi in un nulla di fatto (siamo certi che se dovesse essere così alla notizia non sarà data la stessa rilevanza).

Poco importa infatti se gli stessi dati dicono che tra i dipendenti pubblici ci si assenta per malattia 16,7 giorni di media all'anno mentre nel settore privato i giorni di assenza per malattia salgono ad oltre 18. Conta poco ricordare che le regole sulle malattia sono già oggi molto più penalizzanti per il pubblico impiego.

Tutta la vicenda in realtà nasce da una vertenza in corso tra i dipendenti del Comune di Roma e nello specifico tra i vigili e la Giunta Marino. L'amministrazione, infatti, prevede, nuove privatizzazioni delle municipalizzate come indicato nel bilancio e la riduzione del salario accessorio di alcune centinaia di euro con un aumento delle ore da lavorare, in particolare nel settore scolastico.

Tra gli stessi vigili del Comune di Roma c'è una carenza notevole degli organici visto che secondo disposizioni regionali dovrebbero essere 9000 unità in servizio (ne mancano 1/3!). Per i dipendenti capitolini vige, peraltro, un Contratto Decentrato Unilaterale (un regolamento firmato solo dall'azienda di fatto) che ha previsto un taglio dei salari, un aumento dei carichi di lavoro e la possibilità di modificare unilateralmente l'orario di servizio con un preavviso di 48 ore. Esattamente com'è successo per centinaia di vigili (la maggior parte di essi con famiglie) la notte di Capodanno dopo che l'appello alla volontarietà all'orario straordinario per quella notte (che prevede un compenso di circa 250 euro) era andata deserta.

La lotta di classe contro i lavoratori, in questo caso quelli pubblici, la fanno senza pietà e la risposta deve essere decisa e determinata. A nulla di positivo porta legarsi al carro degli accusatori dei vigili come ha fatto pure il gruppo dirigente della FP CGIL il giorno dopo. Non vi è una “brutta pagina” della pubblica amministrazione a causa dell'assenza dei vigili a Roma, denuncia ancora presente sul sito del sindacato, ma la brutta pagina è tutta della politica del centrosinistra capitolino e della Giunta Marino.

La lotta va fatta sul serio e questa vicenda dimostra che non si può tentennare. Il governo è stato pronto ad approfittare dell'occasione per lanciare un attacco complessivo ai dipendenti pubblici: l'obiettivo è di rendere più facile il licenziamento per “scarso rendimento” e, sostanzialmente, di uniformare al ribasso il trattamento dell'impiego pubbligo alla stregua di quello privato.

Tornando al Capodanno romano è bene ricordare che le organizzazioni sindacali avevano giustamente convocato un'assemblea sindacale per la notte di capodanno come forma di lotta contro i provvedimenti di Marino, assemblea che è stata revocata, con un disorientamento generale, dopo minaccia del Garante che in questi giorni continua a minacciare sanzioni per responsabilità “in ordine al mancato esercizio di potere di vigilanza sindacale sui propri iscritti”. In buona sostanza, per il garante il sindacato non avrebbe fatto abbastanza per convincere i propri iscritti malati ad andare a lavorare!

E' sempre più necessario farla finita con l'arroganza di chi pensa che qualche falsa notizia può spezzare la schiena e colpire la dignità di chi lavora per un salario sempre più misero. Una volta di più, a Roma come altrove, la lotta va rilanciata fino in fondo, in questo caso, fino alla cacciata della giunta Marino.

 

 

*Direttivo Nazionale CGIL

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