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Dopo tanta attesa la Corte Costituzionale si è espressa in merito al blocco dei Contratti Nazionali del lavoratori pubblici dopo quasi 6 anni: il blocco del contratto è illegittimo ma... solo da oggi.


Che fosse illegittimo che le retribuzioni (e non solo) di più di 3 milioni di lavoratori fossero ferme da così tanto tempo non c'era bisogno, in realtà, di aspettare l'espressione della Consulta. Di certo sul piano della giustizia sociale così è.
Una sentenza scritta senz'altro non da una sola mano, Matteo Renzi e il suo governo sono sicuramente tra i redattori. Evidentemente la reprimenda di membri del governo e "illustri" economisti in seguito alla giusta sentenza in merito al blocco delle rivalutazioni delle pensioni ha avuto il suo effetto. Così come gli inviti dell'Avvocatura di Stato a bocciare l'illegittimità facendo riferimento al vincolo del pareggio di bilancio previsto in Costituzione dà il senso di quale sia il nodo vero del problema: tutto si riduce alle compatibilità della crisi e di questo sistema economico.
A tal proposito colpisce che alla dichiarazione dell'Avvocatura per cui una pronunzia di illegittimità del blocco a partire dal 2010 sarebbe costato alle casse dello Stato 35 Miliardi di euro, tentativo certamente strumentale di convincere la Consulta a non esprimersi in tal senso, la risposta delle Direzioni sindacali sia stata quella di spiegare che i costi sarebbe sicuramente stati più bassi. Come se i vertici sindacali dichiarassero sin da subito che sarebbero stati ben più ragionevoli per quanto riguarda gli arretrati.
L'apertura di un tavolo per il rinnovo dei Contratti, dopo 6 anni, ormai è diventato inevitabile anche per il governo, l'obiettivo di fondo di questa sentenza, invece, è quello di sottrarre dalla contrattazione il periodo di assenza contrattuale. In sostanza l'invito molto esplicito è: sì trattate pure ma non vi sognate di rivendicare quanto spetterebbe davvero alle lavoratrici e ai lavoratori, prendetevi pochi spiccioli, magari in cambio di qualche notevole peggioramento normativo.
Di segno totalmente opposto deve essere l'iniziativa sindacale. Questa sentenza deve essere una ragione in più per lanciare una piattaforma avanzata con rivendicazioni audaci, che non si esima dal chiedere ed ottenere la restituzione del maltolto. Questo andrebbe fatto a partire dalle Assemblee Nazionali del 1/2/3 Luglio. La proposta di piattaforma che sarà presentata in questi giorni dalle Segreterie Nazionali di categoria di Cgil-Cisl-Uil è proprio quello che non ci vuole.
I Contratti Nazionali vanno rinnovati subito e per questo va lanciata una mobilitazione determinata e di grandi dimensioni che sia in grado di mettere in ginocchio il governo Renzi. Si è aspettato già troppo.

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