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Uno sciopero che non si vedeva da 30 anni

 

Dalle colonne del nostro mensile abbiamo spesso spiegato che l’epoca che stiamo attraversando si caratterizzerà per lotte esplosive, improvvise e di massa, generate spesso da eventi secondari. Lo abbiamo visto tante volte a livello macroscopico in molti paesi. Ma questo tipo di lotte possono rivelarsi in modo altrettanto significativo anche a livello locale.

 

E' quanto accaduto pochi giorni fa, il 6 maggio, a Roma. Un’assemblea di dipendenti comunali si trasforma in una protesta di massa proprio sotto il Campidoglio. Gli organizzatori hanno parlato di 10mila partecipanti alla protesta. L’oggetto in questione è la decurtazione dello stipendio di circa il 15% sul totale. Vale a dire di circa 200 – 300 euro per chi ne percepisce tra i 1.200 e i 1.500 al mese. Si tratta del cosiddetto salario accessorio, ovvero la parte di stipendio che va a remunerare le prestazioni lavorative accessorie, che il Ministero dell’Economia ha deliberatamente tagliato ai lavoratori del comune di Roma, in quanto ha considerato “illegittime” alcune indennità sullo stesso salario accessorio. Questi tagli veri e propri sul salario interessano ben 24mila dipendenti comunali (amministrativi, educatrici di asili nido, vigili urbani).

Solo qualche giorno prima, il vicesindaco Nieri e il sindaco Marino avevano assicurato che le coperture in bilancio c’erano. Poi arriva l’imposizione del governo e Marino afferma candidamente che vorrebbe… ma non può. Ovvero, non può andare contro la legge, e passa la patata bollente al governo.

Eppure le indicazioni su come e cosa fare sono venute dalla piazza. Gli striscioni più significativi recitavano: “Non pagheremo il vostro debito con i nostri stipendi” e “ Tagli ai dipendenti soldi ai consulenti”. Infatti, la verità è che, nonostante Marino assicuri che i fondi ci siano, l’enorme debito accumulato dalla Capitale e dallo Stato sta mettendo seriamente a rischio tutti i servizi pubblici e gli stipendi dei relativi lavoratori del settore. Già le dipendenti degli asili nido sono state attaccate tempo fa (come ad esempio le educatrici di III fascia), se a questa protesta aggiungiamo l’altra esplosiva contestazione dei dipendenti ATAC, il quadro è completo. Il punto è che con la scure del Governo che pesa sulle teste e gli stipendi dei dipendenti pubblici e con l’enorme debito del Comune, nessun lavoratore si trova più al sicuro.

campidoglio2I dipendenti comunali riunitisi in protesta sotto la statua di Marc’Aurelio hanno lanciato una parola d’ordine chiara: “Sciopero! Sciopero!”. Ed è questa l’unica arma di cui possono godere. E sembra che il 19 maggio ci sarà effettivamente il blocco delle attività presso tutti i servizi del Comune, mentre per il 13 maggio sono annunciate assemblee in tutti i luoghi di lavoro.

I lavoratori hanno inoltre annunciato che si asterranno dal prestare servizio accessorio, cioè gli straordinari, e in concomitanza con le elezioni molti si presenteranno solo se di turno, facendo saltare molti servizi elettorali. Il clima è incandescente ed erano più di trent’anni che i dipendenti del comune di Roma non alzavano la testa in questo modo. D’altra parte è comprensibile: garantiscono servizi in una città al limite del collasso, con il loro tempo e i loro sacrifici, e ora il Governo decide che quanto spetta loro di diritto è “illegittimo”. A coronamento di ciò le parole del ministro Madia che afferma sprezzante che non si prevedono decreti sul salario accessorio, ma è notizia di oggi (12 maggio) che un vertice a Palazzo Chigi stia prendendo in considerazione di emanare una circolare ministeriale che salvi il salario accessorio per i 24mila dipendenti. Evidentemente la sola minaccia dello sciopero e la rabbia espressa il 6 maggio hanno seriamente preoccupato il Governo e il Comune. Ma c’è chi pensa che in realtà questo attacco al salario sia solo il primo di una lunga serie che potrà portare dritto alla modifica unilaterale del contratto (decentrato) per i dipendenti pubblici. Nel frattempo si paventano licenziamenti di precari precedentemente assunti, poiché dichiarati assunti irregolarmente (come nel caso dei vigili urbani), si trattengono artificiosamente inattive le educatrici di III fascia mentre gli asili nido soffrono di carenza di personale, e via disfacendo…

Campidoglio1In questo contesto USB ha scelto, di dividere il fronte e anticipare la data dello sciopero al 14 maggio. Crediamo che, sebbene sia giusto e doveroso sostenere posizioni alternative, in particolare rispetto a chi ha condiviso tutte le scelte fondamentali in materia di attacchi alla contrattazione, oggi più che mai sia deleterio dividere i lavoratori magari solo per guadagnare in immagine o cavalcare l’onda prima degli altri. E’ necessario che la parola passi ai lavoratori, convocando assemblee unitarie che discutano una piattaforma ed eleggano propri rappresentanti, municipio per municipio, zona per zona, posto di lavoro per posto di lavoro. Questo potrà permettere ai lavoratori di condividere una piattaforma, discussa e votata democraticamente, al di là degli steccati sindacali e la direzione dello scioperi potrà trasferirsi direttamente nelle loro mani.

Ora la parola sta ai lavoratori e alla loro capacità di mobilitazione: la loro forza risiede nella loro capacità di bloccare qualsiasi tipo di attività e mettere alle strette Governo e Comune. Ma lo sciopero di per sé non può bastare: è necessaria una piattaforma rivendicativa all’altezza dello scontro. Non solo non va toccato il salario accessorio, ma bisogna rivendicare un aumento salariale uguale per tutti, nuove assunzioni a tempo indeterminato per distribuire i carichi di lavoro su più lavoratori, trasformare tutti i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato assumendo tutti i precari. Basta con le consulenze esterne, taglio dei megastipendi dei dirigenti! Le lotte di amministrativi, educatrici e vigili urbani devono saldarsi a quelle dei dipendenti ATAC minacciati dalla privatizzazione e sfiancati da ritmi di lavoro proibitivi. Lo stesso vale per i dipendenti di AMA e ACEA. Un ampio fronte di lotta, uno sciopero ben organizzato, una piattaforma di rivendicazioni avanzate possono essere garanzie di vittoria.

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