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Circa 40mila aspiranti docenti, scenderanno in piazza il prossimo 5 maggio con i precari della scuola.
E' l'esercito dei partecipanti al TFA II ciclo ovvero di coloro le cui sorti non sono contemplate nel DdL la Buona Scuola.Il percorso di stabilizzazione degli insegnanti ha seguito le vicessitudini dei finanziamenti alla scuola: ogni taglio dell'istruzione si è accompagnato ad un processo che ha reso sempre più difficile l'ingresso in ruolo dei docenti.


L' abilitazione all'insegnamento fu introdotta nel 1999 con l'avvio del primo ciclo della SSIS sotto il governo D'Alema ad opera dell'allora ministro Luigi Berlinguer: erano gli anni successivi alla legge sull'autonomia varata dal primo governo Prodi (legge Bassanini '97), anni in cui il centrosinistra approvava l'introduzione dei crediti formativi e, presso l'università, il famigerato 3+2. Con una formulazione apparentemente innovativa si avviava il percorso che dall'autonomia avrebbe dato il via, negli anni successivi, a privatizzazioni e dirigenti-manager.

Il percorso abilitante all'insegnamento (SSIS), all'epoca, si svolgeva in un due anni e nasceva per rallentare l'ingresso del mondo del lavoro dei futuri docenti; la SSIS rappresentava cioè una misura successiva e contenitiva rispetto all'ultimo concorso a tempo indeterminato dell' anno 1999. Nel 2009 le graduatorie permanenti furono trasformate in graduatorie ad esaurimento (legge finanziaria 2007) e Mariastella Gelmini sospese il X ciclo della SSIS.


Nel 2012 è stato introdotto il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) ad oggi definito "laurea abilitante". I docenti abilitati del I ciclo (11mila) sono oggi iscritti nella II fascia delle GI (graduatorie di Istituto) e la loro unica speranza distabilizzazione, nei piani di Renzi, è rappresentata dal concorsone scuola. Con il concorso 2015-16 si prevedono infatti 100mila assunzioni: un numero esiguo rispetto non solo al personale presente nelle GI, ma perfino rispetto alle esigenze della scuola. Già oggi, con 3 fasce i docenti a disposizione, la scuola ha enormi difficoltà a rispondere alle esigenze formative scolastiche.


Nessun'indicazione è stata fornita ai tirocinanti del II ciclo i quali vivono in un limbo di incertezze, a fronte di un percorso cui hanno avuto accesso dopo una selezione di 3 prove e dal costo di oltre 2600 €. Essi insieme ai docenti precari non abilitati, risultano iscritti nella terza fascia delle GI e secondo l'iter previsto non riusciranno a restare nelle GI (la prima fascia verrà stabilizzata, la terza verrà fatta sparire). Renzi infatti ipotizza di ridurre l'esigenza di personale estendendo i contratti a più di 18 ore. Tuttavia già oggi i docenti lavorano molte più ore impegnandosi in programmazione didattica, consigli di classe, collegi docenti, correzione verifiche e corsi di recupero, ore che semplicemente non "appaiono", quindi non vengono conteggiate, tra quelle lavorative.

 

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L'unica prospettiva realmente efficace è la lotta per la stabilizzazione dei precari (abilitati o meno) appartenenti a tutte le graduatorie esistenti e perché si mantengano classi con un tetto massimo di 20 alunni. Occorre inoltre lottare per l' annullamento del meccanismo selettivo che oggi consente l'immissione nel mondo della scuola solo con una dispendiosa abilitazione. Per ovviare può essere sufficiente introdurre l'accesso a corsi liberi di pedagogia e didattica già durante il percorso universitario: in tale ottica è quindi inconcepibile la necessità di creare nuove lauree abilitanti all'insegnamento il cui scopo è evidentemente quello di fare pagare a caro prezzo la formazione dei docenti. Il rinvio delle prove INVALSI, voluto dal Ministero, certamente incostituzionale e provocatorio, fornisce in realtà un segnale di debolezza. L'adesione da parte della FIOM allo sciopero, superando le annose divisioni di categoria e riunendo il fronte dei lavoratori, indica chiaramente qual è la strada da intraprendere. Per un 5 maggio di lotta, per una scuola pubblica, laica, gratuita, di qualità e di massa: unità studenti e lavoratori!

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