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Oltre ai continui tagli alla scuola pubblica italiana, che da tempo sta crollando gradualmente sia per quanto riguarda le infrastrutture che per la qualità di insegnamento, con la legge di stabilità si prevede che dal 2015 saranno destinati 200 milioni di euro alla scuole private.

Ma non basta, di pochi giorni fa è una lettera appello di 44 deputati appartenenti a gruppi parlamentari di maggioranza, che hanno richiesto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di porre un occhio di riguardo verso le scuole private destinando a queste non solo più fondi, ma anche detrazioni fiscali. Questo modus operandi del governo di voler favorire le scuole paritarie a discapito di quelle pubbliche sta negando un futuro a milioni di studenti che, peraltro, hanno voluto manifestare il proprio dissenso durante il corteo che si è tenuto il 12 marzo 2015. Per di più, secondo quanto è emerso dai dati Eurostat, l’Italia si pone al penultimo posto seguita solo dalla Grecia per percentuale di spesa in istruzione (l’8,5% a fronte del 10,9% dell’Ue a 27). Quindi questa lettera dei 44 deputati è un affronto e un insulto verso la scuola pubblica e verso milioni di studenti in Italia.

Inoltre è inammissibile che, data la situazione in cui molte scuole italiane versano (assenza di materiali necessari alla didattica e mancanza di ristrutturazioni degli edifici, un pericolo per la sicurezza degli studenti e degli insegnati), si presti più attenzione alle strutture private che sono prevalentemente frequentate da studenti più o meno ricchi e dunque possiedono i mezzi finanziari per sostenere certe spese scolastiche. Molte famiglie di lavoratori sia italiani che stranieri si trovano in una posizione di svantaggio visto che non ricevono nessun aiuto per far fronte alle spese scolastiche che in questo periodo di crisi si stanno dimostrando veramente onerose. Ma al governo non interessa tutto questo: si preferisce privatizzare la scuola pubblica e avere così un popolo che, non essendo istruito, risulta più facilmente manovrabile.

Sempre in lotta si oppone al rifinanziamento delle scuole private, e propone invece un aumento sostanziale, a partire dall’immediato raddoppio, dei fondi per le scuole pubbliche. I soldi si prendano innanzitutto abolendo il finanziamento pubblico alle scuole private, le cosiddette paritarie, e dal taglio alla spesa militare o dall’abolizione delle agevolazioni fiscali alla Chiesa cattolica. A svendere la nostra scuola ai privati i figli dei lavoratori non ci stanno, a questo e agli altri attacchi risponderemo con la lotta e l’organizzazione.

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