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L’esercito partigiano di Tito il Primo maggio del 1945, liberò o occupò Trieste? Sulla risposta a questa domanda, dopo 70 anni, a Trieste si sta giocando una partita che più che storica è tutta politica.

Il 70esimo anniversario della liberazione si preannuncia come un ulteriore passo verso la mummificazione e la distorsione “di Stato” della resistenza. La lotta partigiana e operaia di quegli anni è costretta in modo grottesco dentro una serie di luoghi comuni liberali. Il Partito democratico utilizza il 25 aprile per rafforzare la sua politica di unità nazionale; la dirigenza dell’Anpi invoca astrattamente democrazia, Costituzione e lavoro – seguita dai gruppi dirigenti della sinistra – chiede vanamente a questo Stato di diventare “antifascista”.

Nel 78° anniversario della morte di Antonio Gramsci, ripubblichiamo un ricordo del comunista sardo scritto da Pietro Tresso pochi giorni dopo la sua morte. Tresso è stato per diversi anni fra i dirigenti del Pcd'I più vicini a Gramsci; membro dell'Ufficio politico del Pcd'I, verrà espulso dal partito nel 1930 per essersi opposto alle politiche staliniane.

11109450_10205678096543936_8233625559897739110_n.jpgIl 70mo anniversario della liberazione si preannuncia come un ulteriore passo verso la mummificazione e la distorsione "di Stato" della resistenza. La lotta partigiana e operaia di quegli anni è costretta in modo grottesco dentro una serie di luoghi comuni liberali. Il Partito Democratico (PD) utilizza il 25 aprile per rafforzare la sua politica di unità nazionale; la dirigenza dell'ANPI invoca astrattamente democrazia, Costituzione e lavoro - seguita dai gruppi dirigenti di SEL e Rifondazione Comunista – e chiede vanamente a questo Stato di diventare "antifascista".

Pietro IngraoOggi Pietro Ingrao compie 100 anni. I festeggiamenti si sprecano, ed è naturale per un traguardo che pochi riescono a raggiungere. Tuttavia quello che riteniamo più utile è un bilancio politico della vita dell'ex Presidente della Camera, che su tutti i mass media viene definito “l'impersonificazione stessa della storia della sinistra italiana”.

023.jpgCon una legge del 2004 è stato istituito per ogni 10 febbraio il "giorno del ricordo", una giornata di commemorazione delle cosiddette vittime delle foibe. Una legge fortemente voluta e sostenuta dagli ambienti della destra italiana con un chiaro intento revisionista, per compensare in un qualche modo le atrocità commesse dai nazi-fascisti e così ripulirsi agli occhii dell'opinione pubblica. Da allora è stato un susseguirsi di pessime produzioni televisive, libri, articoli di giornale. Ogni mezzo che potesse tornare utile alla riscrittura della storia è stato utilizzato. Proponiamo quindi oggi tre articoli che possono essere letti come valido antidoto ad un revisionismo storico che manca di qualsiasi credibile fonte storica, e che invariabilmente e inevitabilmente dimentica i crimini commessi dai fascisti durante la guerra in Istria e sul confine orientale.


Thefalloftheberlinwall1989La sera del 9 novembre 1989, in una conferenza stampa in diretta su canali televisivi e radiofonici, Günter Schabowski, responsabile propaganda della Sed, il Partito comunista della Repubblica democratica tedesca, comunica le nuove regole sull’apertura delle frontiere con l’occidente, regole decise da una riunione del Politbüro alla quale lo stesso Schabowski non ha partecipato. Alla domanda di un giornalista sulla decorrenza delle stesse (che avrebbe dovuto essere alle quattro del mattino del giorno dopo), imbarazzato, il burocrate cerca una risposta tra le veline che gli sono state trasmesse, non la trova e improvvisa: “Da quel che ne so, da subito… immediatamente”. 

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