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La mattina del 29 settembre del 1944, quattro reparti delle truppe naziste, accerchiano e rastrellano il territorio tra le valli del Setta e del Reno. Nelle frazioni di Panico, di Vado, di Quercia, di Grizzana, di Pioppe e in tutta la periferia di Marzabotto iniziano a uccidere e bruciare tutto quello che si trova sul loro cammino.

Nella sua prefazione ai Saggi sulla Romania firmati da Rakovsky e lui stesso, pubblicati a Mosca, Trotsky ricordava:

“Il destino storico di Rakovsky, Bulgaro di origine, Francese e Russo per la sua formazione politica generale, cittadino rumeno per il passaporto, più di una volta cacciato dalla Romania per la sua intransigente attività rivoluzionaria, fu di divenire capo del governo sovietico dell’Ucraina.”1

Gli anni 70 in Europa seminario

Domenica 6 Luglio 2014 si è svolto, nel contesto della Festa Rossa 2014, il seminario sugli anni '70 in Europa. Lo scopo del seminario era quello di approfondire lo sviluppo delle lotte operaie e giovanili nei contesti delle differenti situazioni storiche nazionali presenti nel territorio europeo.

Gli eventi del giugno 1914 sono esemplificativi come pochi altri nel Novecento delle potenzialità rivoluzionarie che si aprono improvvise nelle crisi di legittimazione della classe dominante, così come della forza della reazione che riconsolida il proprio potere quando la rivolta non si arma di un programma di transizione per la conquista del potere politico.

 L'eredità di Enrico Berlinguer viene rivendicata da buona parte dei partici politici di governo e di opposizione di questo paese. La tragica morte, avvenuta l'11 giugno 1984, pochi giorni dopo un malore accusato mentre parlava a un comizio a Padova, ha contribuito sicuramente ad alimentare il mito di colui che rivestì la carica di segretario del Partito comunista italiano in un decennio decisivo per il movimento operaio italiano.

In questi giorni per ricordare il settantesimo anniversario della liberazione di Roma dal nazifascismo il Comune ha riempito la città di un manifesto in cui campeggiano la bandiera britannica e quella statunitense. Siamo certi che nel ricordo delle istituzioni sentiremo un fiume di parole in cui ci diranno che senza gli eserciti alleati la Capitale non sarebbe mai stata liberata.

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