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La notizia della morte di Eric Hobsbawm il 1° ottobre, ha provocato un’esplosione senza precedenti di elogi e adulazione nei media borghesi. Nelle ultime settimane, il diluvio di necrologi ossequiosi ha superato ogni limite. È stato variamente descritto come “l’intellettuale e storico britannico più letto, influente e rispettato della tradizione marxista”, “lo storico marxista più illustre della Gran Bretagna” e anche “uno degli storici più importanti del 20° secolo”.

Oggi è il 95° della Rivoluzione d'Ottobre. Un avvenimento che come marxisti riconosciamo come il più importante della storia dell'umanità: il giorno in cui le masse in Russia decisero di prendere il destino nelle proprie mani e cambiare il futuro. Riproponiamo un articolo scritto da Alessandro Giardiello 5 anni fa, quando, in occasione del 90° anniversario, la redazione di FalceMartello decise di pubblicare due classici di Lenin: Stato e rivoluzione e le Tesi d'Aprile.

Si mandano a memoria le formule astratte, quello che il cervello non può capire ma solo ricordare. E l'unico destino di quello che si impara a memoria é che presto o tardi verrà dimenticato. Nome peggiore quindi non poteva essere scelto per il 27 gennaio: giorno della memoria.

Ci dicono che sia importante non dimenticare. Ed è con questo spirito genuino che probabilmente migliaia di persone hanno partecipato a quella giornata. Non abbiamo nulla contro le migliori intenzioni di questa partecipazione, ma ad un giorno della memoria noi preferiamo una vita di comprensione.

A tanti discorsi commossi, preferiamo alcune domande dirette: a chi giovava l'esistenza dei campi di concentramento, quali ne furono la cause? Quale movente economico finì per crearne uno psicologico?

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