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Rendiamo disponibile ai nostri lettori un articolo di Friedrich Engels sull’Afghanistan, apparso in due puntate sul quotidiano il Manifesto il 30 marzo ed il primo aprile scorsi. Il testo è ancora di grande attualità, le grandi potenze dimostrarono di non comprendere le caratteristiche del paese dell’Asia centrale allora come gli Stati uniti e gli altri paesi imperialisti fanno oggi.

Poche riviste nel movimento operaio possono vantare come la nostra vent’anni di storia basandosi fondamentalmente sulla vendita militante. A costo di grandi sacrifici siamo riusciti in questi anni a tenere in attivo il nostro giornale grazie al contributo fondamentale dei nostri sostenitori e dei tanti compagni che hanno acquistato la rivista alle manifestazioni, nelle assemblee o più semplicemente nei propri luoghi di lavoro e di studio.

Foibe e lotta partigiana:

contro il revisionismo storico

Le dichiarazioni di Giorgio Napolitano in occasione della "Giornata del ricordo" sulle vicende della guerra partigiana nel nordest sono particolarmente gravi. Su questo tema la redazione di FalceMartello ha già fornito numerosi approfondimenti ai nostri lettori, che invitiamo a rileggere. Pubblichiamo oggi un Ordine del giorno approvato alla conferenza di organizzazione del circolo del Prc di Tavagnacco (Ud), che riteniamo faccia un po' di chiarezza rispetto alla propaganda unilaterale a cui abbiamo assistito in questi giorni.

 

Pochi anniversari sono stati contrassegnati da una campagna di disinformazione così massiccia e organizzata come quello della rivoluzione ungherese del 1956. Le falsità della stampa borghese sono state accompagnate dalla confusione seminata dai dirigenti dei Ds e del Prc. Già all'inizio di questo mese avevamo provato a gettare un po' di luce sugli avvenimenti. Ci ritorniamo offrendo ai nostri lettori un articolo del grande storico marxista Pierre Broué. 

25 anni fa

Sono passati 25 anni dalla fine dello sciopero della fame del 1981, che terminò con la morte dei prigionieri irlandesi che lottavano per i più elementari diritti umani e democratici.

Durante i primi anni del movimento per i diritti civili nell’Irlanda del nord, i detenuti repubblicani avevano ottenuto uno “status speciale” che permetteva loro di essere trattati come prigionieri di guerra, con i diritti specificati dalla Convenzione di Ginevra. Ma dalla metà degli anni settanta, il governo laburista inglese, che non era riuscito a placare la protesta degli unionisti nel 1974, fu risoluto nel reprimere il movimento repubblicano irlandese e abolì lo status speciale per i prigionieri, che da allora in poi vennero considerati dallo Stato come criminali.

 


le lezioni di una grande rivoluzione

 

Ricorre quest’anno il settantesimo anniversario dell’inizio della Guerra civile spagnola. Ripercorriamo con questo articolo gli avvenimenti che a partire dalla nascita della Repubblica (1931) portarono al golpe di Franco e agli avvenimenti rivoluzionari del luglio 1936. Alla fine degli anni Venti la classe dominante spagnola si trovava in grosse difficoltà per mantenere il controllo sulla società. La guerra coloniale nel Marocco risucchiava ingenti risorse economiche e decine di migliaia di morti. L’economia, dopo che la I Guerra Mondiale aveva permesso di sviluppare i commerci con i due schieramenti in conflitto, versava in difficoltà croniche che non potevano che aumentare dopo il crollo delle borse mondiali nel 1929. La dittatura del generale Primo de Rivera era arrivata al capolinea, senza essere riuscita a distruggere il movimento operaio. Questa volta dovevano fare i conti non solo con gli sfruttati di sempre della storia spagnola, i contadini, ma anche con una giovane classe operaia industriale, che aveva dimostrato più volte la sua decisione di lottare per cambiare le sue condizioni di vita e di lavoro.

 

Sono passati 50 anni dalla rivolta operaia ungherese, da quell’ottobre 1956 nel quale milioni di operai e giovani ungheresi tentarono di rovesciare lo stalinismo per stabilire un regime di autentica democrazia operaia.

La borghesia ha sempre mistificato i fatti ungheresi tentando di farci credere che si sia trattato di una rivolta anticomunista quando in realtà l’obiettivo dei consigli operai che si formarono in quel frangente era proprio quello di applicare i principi autenticamente comunisti combattendo la burocrazia del partito e dello Stato ungherse. Questo è stato loro facilitato dal comportamento complice di tanti dirigenti dei partiti comunisti anche qui in Italia.

 

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