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Il 70esimo anniversario della liberazione si preannuncia come un ulteriore passo verso la mummificazione e la distorsione “di Stato” della resistenza. La lotta partigiana e operaia di quegli anni è costretta in modo grottesco dentro una serie di luoghi comuni liberali. Il Partito democratico utilizza il 25 aprile per rafforzare la sua politica di unità nazionale; la dirigenza dell’Anpi invoca astrattamente democrazia, Costituzione e lavoro – seguita dai gruppi dirigenti della sinistra – chiede vanamente a questo Stato di diventare “antifascista”.

Nel 78° anniversario della morte di Antonio Gramsci, ripubblichiamo un ricordo del comunista sardo scritto da Pietro Tresso pochi giorni dopo la sua morte. Tresso è stato per diversi anni fra i dirigenti del Pcd'I più vicini a Gramsci; membro dell'Ufficio politico del Pcd'I, verrà espulso dal partito nel 1930 per essersi opposto alle politiche staliniane.

11109450_10205678096543936_8233625559897739110_n.jpgIl 70mo anniversario della liberazione si preannuncia come un ulteriore passo verso la mummificazione e la distorsione "di Stato" della resistenza. La lotta partigiana e operaia di quegli anni è costretta in modo grottesco dentro una serie di luoghi comuni liberali. Il Partito Democratico (PD) utilizza il 25 aprile per rafforzare la sua politica di unità nazionale; la dirigenza dell'ANPI invoca astrattamente democrazia, Costituzione e lavoro - seguita dai gruppi dirigenti di SEL e Rifondazione Comunista – e chiede vanamente a questo Stato di diventare "antifascista".

Pietro IngraoOggi Pietro Ingrao compie 100 anni. I festeggiamenti si sprecano, ed è naturale per un traguardo che pochi riescono a raggiungere. Tuttavia quello che riteniamo più utile è un bilancio politico della vita dell'ex Presidente della Camera, che su tutti i mass media viene definito “l'impersonificazione stessa della storia della sinistra italiana”.

023.jpgCon una legge del 2004 è stato istituito per ogni 10 febbraio il "giorno del ricordo", una giornata di commemorazione delle cosiddette vittime delle foibe. Una legge fortemente voluta e sostenuta dagli ambienti della destra italiana con un chiaro intento revisionista, per compensare in un qualche modo le atrocità commesse dai nazi-fascisti e così ripulirsi agli occhii dell'opinione pubblica. Da allora è stato un susseguirsi di pessime produzioni televisive, libri, articoli di giornale. Ogni mezzo che potesse tornare utile alla riscrittura della storia è stato utilizzato. Proponiamo quindi oggi tre articoli che possono essere letti come valido antidoto ad un revisionismo storico che manca di qualsiasi credibile fonte storica, e che invariabilmente e inevitabilmente dimentica i crimini commessi dai fascisti durante la guerra in Istria e sul confine orientale.

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