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Intervista a Dante De Angelis


Il 13 aprile i ferrovieri sono scesi in sciopero contro il nuovo piano industriale del gruppo Ferrovie dello Stato, che prevede nuovi tagli agli organici e alla rete, in una mobilitazione indetta da tutti i sindacati.

Il nuovo piano è stato annunciato con entusiasmo dal ministro dell’economia Padoa Schioppa che, non contento dei tagli che hanno portato il personale delle ferrovie da 220.000 a 90.000 lavoratori, si è detto favorevole all’ipotesi di ulteriori riduzioni di personale, scandalizzato dal fatto che “in ferrovie ci sono troppi macchinisti!”. Intanto i lavoratori delle ferrovie continuano a morire, ultimo in ordine di tempo un manovratore di Terni rimasto schiacciato da una locomotiva mentre predisponeva un treno merci lavorando in una squadra chiaramente sotto organico, quindi senza sufficienti condizioni di sicurezza.

Abbiamo intervistato Dante De Angelis, macchinista di Roma e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, licenziato e successivamente riassunto dopo essersi rifiutato di salire su un treno Eurostar nella cui cabina era presente il famigerato Vacma (cosiddetto “uomo morto”), il congegno/pedale introdotto per sostituire il co-conduttore, dichiarato nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori da molte Asl e dagli ispettori del ministero del lavoro che hanno intimato a Trenitalia già entro la fine del 2006 la reintroduzione del secondo macchinista sui treni in cui era stato introdotto l’agente unico.

Padoa Schioppa dice che le ferrovie per diventare un’azienda d’eccellenza devono tagliare personale e introdurre l’agente unico. Cosa risponderesti?

L’obbiettivo di un’azienda come le ferrovie deve essere quello di fornire un moltiplicatore di ricchezza sociale, economica e culturale a vantaggio di tutto il paese, garantendo la mobilità delle persone e delle merci con criteri di sicurezza, efficienza, razionalità. Le ferrovie debbono rinforzare la loro funzione democratica di riequilibrio sociale ed ambientale a vantaggio di tutti. Temiamo che Padoa Schioppa intenda come eccellenza esclusivamente il pareggio dei bilanci aziendali e non i risultati complessivi del servizio. Solo cosi si può spiegare la caduta di stile manifestata nei giorni scorsi manifestata con le offese a tutti i ferrovieri e la dichiarata volontà di tagliare rami secchi e rami verdi della rete. Sul macchinista unico il ministro si è fidato, sbagliando, della tecnocrazia ferroviaria. Denunciamo da anni che Mauro Moretti, oggi amministratore delegato del gruppo, con un atteggiamento quasi ossessivo individua nell’equipaggio di guida i guai delle Fs. L’Italia mantiene il primato della sicurezza nonostante l’arretratezza tecnologica rispetto alle principali reti europee, proprio per la presenza in cabina di guida di due macchinisti: tagliare anche sull’equipaggio di guida dei treni che portano centinaia di viaggiatori a grande velocità sarebbe un vero e proprio attentato alla sicurezza pubblica, come accaduto a Crevalcore il 7 gennaio 2005.

Quale è il bilancio dell’introduzione del macchinista unico sui treni regionali?

A quasi sei anni dalla progressiva estensione dell’agente unico (macchinista e capotreno in cabina e nessuno a bordo) i dati sugli incidenti, ci dicono che sottrarre un macchinista dall’equipaggio è circa dieci volte più pericoloso. Il palliativo del pedale a “uomo morto” ha tragicamente dimostrato a Crevalcore che far “pedalare” un macchinista per ore è molto più rischioso. Inoltre, sui treni guidati ad agente unico scompare anche qualsiasi tipo di assistenza ai viaggiatori. Ma l’obbiettivo dell’azienda è quello di lasciare il macchinista completamente da solo in cabina, sia sui treni locali sia quelli a lunga percorrenza che sui merci, con ripercussioni psico-sociali enormi sui lavoratori, cosi come già accaduto in altri paesi.


Come valuti lo sciopero del 13 aprile e quali sono secondo voi i passi necessari dopo quella data?

Sarà per certi versi uno sciopero storico che vede la partecipazione, pur su motivazione diverse, di tutte le sigle sindacali, confederali, autonome, di base e dei lavoratori autoconvocati dell’Assemblea Nazionale dei ferrovieri. Unica eccezione il SdL. La vertenza delle Fs è cruciale e l’attacco sferrato ai ferrovieri non consente neanche ai sindacati più sensibili alle richieste aziendali di ignorare le ricadute occupazionali, salariali e di qualità del lavoro. Crediamo che dopo questa azione di lotta sia necessario un momento di riflessione politica sul futuro del servizio ferroviario: vogliamo sapere se questo governo lo intende come una merce da comprare e vendere per farci profitto, o meglio, per farlo fare ad altri, oppure come una risorsa strategica necessaria allo sviluppo ed un “bene comune” paragonabile all’acqua, alla sanità, alla scuola e al patrimonio artistico. Le intenzioni di liberalizzazione e privatizzazione appaiono ai ferrovieri una insanabile contraddizione in seno al governo di centro sinistra. Ci aspettiamo un’inversione di rotta, a cominciare dall’apertura di un dibattito nazionale con i pendolari, gli Enti locali, le forze politiche ed anche i lavoratori.


Quali sono le rivendicazioni più urgenti da avanzare fra i ferrovieri?

1) Impedire il taglio e/o la cessione di “pezzi” di rete ferroviaria alle regioni, o a privati i servizi  remunerativi. Sarebbe la fine della rete ferroviaria nazionale. 2) Impedire la frammentazione del gruppo Fs per mantenere una capacità industriale tale da garantire efficienza, affidabilità ed economie di scala. 3) Impedire i tagli al personale con particolare riguardo al personale dei treni e di quello addetto a mansioni di sicurezza.


Quale è il ruolo che in questo momento hanno i diversi sindacati?

È quasi imbarazzante dirlo, ma le sei sigle firmatarie del contratto, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fast e Orsa, hanno sposato la filosofia aziendale e stanno lavorando per attuarla lentamente. Ma i ferrovieri pur iscritti in maggioranza al sindacato, soffrono della loro distanza dai temi reali del lavoro. Ma questa categoria che ha fatto la storia del sindacato non è rassegnata e non lascerà che condizioni di lavoro e il servizio ferroviario tornino ad essere quelli dell’800.

 

23/04/07 

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