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Nella memoria di tutti i lavoratori è presente la vigorosa lotta condotta dai ferrotranvieri di Milano nel periodo compreso tra il dicembre 2003 ed il gennaio del 2004. Una lotta dura contro un rinnovo di contratto che concedeva solo le briciole.

A distanza di quasi cinque anni hanno incrociato le braccia quelli di Messina a causa del mancato pagamento dei salari per ben tre mesi. A questa lotta i gloriosi mezzi di informazione hanno dedicato solo un vergognoso articolo sul Corriere a firma di Gian Antonio Stella.

A questa situazione si arriva dopo anni di “allegra” amministrazione dell’azienda che mirava all’obiettivo di screditare il servizio pubblico per favorirne la privatizzazione.

I lavoratori dell’Atm di Messina hanno dimostrato una determinazione che va presa a modello per il futuro: il culmine si è avuto con i 14 giorni di blocco totale caratterizzati da cortei, assemblee, occupazione dei binari della stazione ferroviaria ed una compattezza che ha resistito a tutti i tentativi portati avanti contro di loro. Una lotta che ha trovato la solidarietà di studenti (singoli ed organizzati nei Collettivi Universitari “Iskra” “Locomotiva”) e lavoratori di altre realtà.

Questa è l’ennesima risposta che i lavoratori messinesi danno a quanti pensano di vivere in una città apatica, in cui la classe è addomesticata dal padronato. In realtà costoro (tra i quali i dirigenti locali del Prc) vogliono solo giustificare la loro incapacità di azione e scaricare tutte le loro responsabilità sui lavoratori.

La lotta ha ottenuto il primo obiettivo: il pagamento delle mensilità arretrate e della tredicesima.

Purtroppo però il problema sostanziale non è stato risolto: fare uscire dalla crisi nella quale è stata gettata l’azienda dalle scellerate gestioni susseguitesi negli anni che hanno prodotto un deficit spaventoso.

La soluzione della crisi dell’Atm non passa certamente attraverso la costituzione di una S.p.A. pubblica (come sostenuto anche dai sindacati extra-confederali). Anzi è proprio attraverso questo strumento che si spianerebbe la strada alla privatizzazione dell’azienda (ricordiamo a tal proposito il caso dell’acquedotto pugliese che ha visto la contrapposizione tra Petrella – poi dimessosi – e Vendola – propugnatore del provvedimento). Proprio quello che hanno tentato di fare le varie amministrazioni comunali che negli anni sono state capaci di tagliare risorse (nel caso specifico) e favorire il saccheggio di una città ridotta allo stremo facendone pagare i costi alla collettività.

Altre lotte caratterizzeranno le giornate messinesi nel prossimo futuro (Molini Gazzi, ex Birra Messina, Cantieri Navali Rodriguez, Messinambiente ed altre ancora) che risulteranno vittoriose solo se troveranno la capacità di unirsi in un unico fronte. Per questa prospettiva continueremo a lavorare ed cercheremo di coinvolgere tutto il Prc che si è dimostrato fin ad ora troppo assente.

17 dicembre 2008 

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