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Il trasporto pubblico locale è stato oggetto nell’ultimo decennio di un interesse spasmodico dei poteri forti che, dietro il motto di razionalizzare ed ottimizzare la spesa pubblica, mirano ad attaccare la nostra categoria e cancellare i diritti conquistati in decenni di lotte.

La regione Lombardia è intervenuta in materia con la legge regionale del 29/10/1998 e, sulla base della stessa, la provincia di Milano nel 2001 aveva avviato la propria “rivoluzione” con l’istituzione del Programma Triennale dei Servizi 2001-2003 che conteneva come cambiamento più significativo il mancato rinnovo annuale per le concessioni dei contratti di servizio per i gestori di autolinee e l’indizione di gare per l’assegnazione dei contratti per i successivi 7 anni.

Considerata la dimensione della rete di trasporto di Milano, la provincia aveva provveduto alla suddivisione in sotto-reti che sono state oggetto di gare a seguito della quali alcuni lotti sono stati vinti da società diverse rispetto ad Atm che ha gestito e gestisce a tutt’oggi il servizio.

Dopo ricorsi e sentenze, la provincia dovrà cedere la linea di collegamento tra Melegnano e la stazione della metropolitana di San Donato (linea 120) che dal 1 luglio passerà alla società Autoguidovie (Agi), mentre le linee di superficie interurbane che garantiscono i collegamenti tra Milano e Monza/Brianza dovranno essere affidate ad un consorzio costituito da Tpm, Cnmt ed Agi a partire dall’1 novembre. Oltre alle linee dovrà essere ceduto anche il personale col rischio per i lavoratori di perdere salario, prestazioni e diritti acquisiti in tutti gli anni di servizio, senza garanzie per i lavoratori e per il servizio offerto all’utenza. Si tratta di un numero di lavoratori ancora limitato, circa 40  per la gestione della linea 120 e circa 140 lavoratori dell’attuale deposito di Monza. Tuttavia, non sono i numeri che contano: con l’avvio su larga scala delle gare, domani tutti i lavoratori del trasporto saranno coinvolti. I rischi del peggioramento del servizio e delle condizioni economiche e normative per il personale sono impliciti, considerato che alcune delle aziende vincitrici sono in una situazione di difficoltà economica.

Agi, tra l’altro, ha siglato un contratto nel 2005 con la francese Transdev, che partecipa anche alla costruzione della metropolitana automatizzata di Torino ed ha già acquisito il 41% della Amt di Genova dove ha provveduto ad inserire nel proprio piano industriale l’aumento del prezzo dei biglietti dei bus del 30%, il blocco del turn over e degli integrativi salariali fino al 2011.

È necessario rompere gli indugi e procedere ad uno sciopero compatto di tutti i lavoratori. Il sindacato non può limitarsi ad attendere passivamente gli eventi, il rischio è rimanere frastornati da tutti i repentini cambiamenti che si susseguono. I lavoratori sono chiamati all’unità ed alla compattezza nella difesa del posto di lavoro, delle condizioni di lavoro e del servizio pubblico! In questa “rivoluzione” del trasporto pubblico questa è la parte che dobbiamo difendere.

23/04/07
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