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Un grande passo avanti

Il congresso mondiale 2010 della Tendenza Marxista Internazionale (di cui FalceMartello fa parte), che si è tenuto a Marina di Massa, dall’1 all’8 agosto, ha rappresentato un grande passo avanti per l’Internazionale. 

C’erano 250 compagni, dagli Stati Uniti, Canada, Messico, El Salvador, Venezuela, Bolivia, Brasile, Argentina, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania, Austria, Svizzera, Italia, Grecia, Svezia, Danimarca, Iran, Iraq, Serbia, Pakistan e Nuova Zelanda. A causa di problemi con visti e passaporti non hanno potuto partecipare compagni dal Marocco, dalla Nigeria e dalla Russia.

Prospettive mondiali

 

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 Alan Woods introduce
la discussione su Prospettive mondiali

La discussione sulle prospettive mondiali è il fondamento da cui deriva tutto il resto in termini di prospettive e di lavoro in ogni paese, le nostre priorità, i nostri compiti. Il compagno Alan Woods ha fatto un’introduzione molto ampia, sottolineando che le direttrici principali delle prospettive dell’Internazionale risultano del tutto confermate dallo sviluppo degli eventi. L’instabilità su scala mondiale si è aggravata da quando è stato scritto in bozze il documento di prospettive mondiali, nell’autunno del 2009.

La dimensione di questa crisi è immensa, riflettendo tutte le contraddizioni che si sono andate accumulando per trent’anni. Entriamo ora in un periodo che non sarà come il precedente. Non solo la borghesia non può permettersi nessuna nuova riforma. Non può nemmeno permettersi di mantenere le riforme conquistate nel passato. Ci sono molti soldi per le banche, ma non per gli ospedali, le scuole o le pensioni. La prospettiva è di anni o decenni di peggioramento delle condizioni di vita, disoccupazione, tagli e austerità. Ma la borghesia ha di fronte un problema serio. La classe operaia si è enormemente rafforzata negli ultimi cinquant’anni. Le sue organizzazioni sono fondamentalmente intatte. I lavoratori in Francia, Italia e altri paesi non accetteranno la distruzioni degli elementi di un’esistenza civile senza combattere. Si prepara la strada per un’esplosione della lotta di classe su scala mondiale.

“Il punto non è dunque se i lavoratori lotteranno”, ha sottolineato Alan, “il punto è se questa Internazionale sarà nella posizione di intervenire in modo serio nei movimenti che per forza si svilupperanno.”

Dopo l’introduzione di Alan c’è stato un dibattito approfondito, franco e democratico, in cui sono anche stati analizzati un gran numero di emendamenti al documento. La maggioranza è stata accettata, alcuni no. C’è stata una discussione interessante su un emendamento della sezione italiana sul fascismo e il bonapartismo. Anche se molte osservazioni dei compagni erano valide, la maggioranza dei compagni ha ritenuto che alcune formulazioni non fossero precise e che si trattasse di prospettive valide per il futuro, non per l’immediato. È stato accettato un emendamento sullo stesso tema formulato dalla Segreteria Internazionale.

Alcuni emendamenti dei compagni brasiliani sono stati ritirati per cominciare, invece, una discussione di tutta l’Internazionale sui temi sollevati. La versione finale del documento di prospettive mondiale, con i documenti approvati, è stata votata all’unanimità

Le organizzazioni di massa

Anche la discussione sul lavoro nelle organizzazioni di massa è stata eccellente e ha dimostrato un alto livello di maturità politica. L’introduzione è stata fatta dal compagno Fred Weston.

Fred ha sottolineato che la TMI deve condurre una battaglia continua sia contro l’opportunismo sia contro l’estremismo. Le differenze nelle nostre file che hanno portato alla separazione della maggioranza della ex sezione spagnola e a alcuni compagni in altri paesi lo scorso anno erano, alla fine, differenze su questo punto.

Fred ha evidenziato il messaggio contenuto nel Manifesto comunista e nell’Estremismo malattia infantile del comunismo di Lenin, ossia che l’approccio dei marxisti è di stare dove si trova la classe operaia, ovunque sia. Nel corso di un dibattito molto vivace ci sono stati molti contributi interessanti, da cui quelli del compagno Lal Kahn dal Pakistan, che ha spiegato gli sviluppi nel PPP. Nonostante l’orribile degenerazione della direzione del PPP, ha osservato che nel 2007, quando Benazir Bhutto è tornata dall’esilio, c’erano due milioni di persone per le strade ad accoglierla. “Dobbiamo essere dove sono le masse”, ha detto.

Questa discussione, che ha riflesso l’esperienza degli ultimi 15 anni, è stata la benvenuta e costituisce una necessaria componente della formazione politica dei quadri della TMI.

Il bilancio sulle vicende nell’Internazionale

Le vicende che hanno coinvolto la TMI nell’ultimo anno e mezzo sono state discusse nel congresso mondiale. L’ambiente era di entusiasmo fiducioso ma sobrio per il futuro, con le nostre prospettive politiche confermate dagli eventi e i nostri metodi che gradualmente ma costantemente danno risultati, sia in termini di quantità che di qualità.

Il bilancio dell’ultimo periodo è stato fatto da Fred Weston. I compagni hanno considerato la sua una introduzione molto buona che si è concentrata sulle basi politiche delle recenti controversie nell’Internazionale.

Il compagno Fred ha tratto un bilancio dell’esperienza in cui siamo passati con un’analisi misurata delle radici principali e della genesi della crisi, gli errori compiuti e soprattutto ha analizzato le differenze politiche che si sono accumulate per un periodo e sono poi esplose improvvisamente, proprio con il precipitare della crisi economica mondiale.

Non c’erano ragioni perché queste differenze portassero a una scissione, ma è del tutto errato dire che non vi erano differenze politiche. C’erano effettivamente serie divergenze, anche se potevano e dovevano essere dibattute nell’Internazionale e non usate come pretesto per spaccare la TMI.

Le rotture nella TMI non sono state il risultato di discussioni secondarie o di piccole differenze di opinione e ancor meno di “toni”. Queste differenze si andavano sviluppando da molto tempo. La goccia finale è il risultato di qualcosa che sembra banale, ma la necessità si manifesta attraverso accidenti casuali.

L’ultimo anno ha messo a dura prova l’Internazionale. Tuttavia, saremo emersi rafforzati se potremo usare l’esperienza per aumentare il livello politico di tutti i compagni. Uno degli aspetti positivi della discussione è stato quello che ha permesso di aprire la discussione sul lavoro nelle organizzazioni di massa. Anche questo fa parte del bilancio da trarre dell’intero periodo.

I dirigenti della ex sezione spagnola hanno preferito spaccare l’Internazionale anziché accettare di aprire un dibattito politico. Ma se ne sono andati con veramente poca gente. Avevano un qualche sostegno solo in due sezioni (Messico e Venezuela). Anche così, la gran parte della sezione messicana e un’ampia maggioranza dei militanti attivi in Venezuela sono rimasti saldamente con l’Internazionale. Stiamo riorganizzando le nostre forze in Spagna dopo la scissione della ex maggioranza spagnola. Abbiamo compagni ad Alava, nelle Asturie, in Galizia, a Barcellona, Valencia, Malaga, Maiorca e Madrid. In autunno, i compagni terranno il congresso e pubblicheranno un giornale.

Dovevamo combattere una battaglia su due fronti. In Spagna c’era chiaramente una deviazione settaria ed estremista. In Svezia, il problema era l’esatto opposto: una tendenza revisionista e organicamente opportunista. Tuttavia, quest’ultima ha aggregato attorno a se un piccolo manipolo di persone a livello internazionale e non ha provocato effetti nel lavoro dell’Internazionale. La ferma opinione dei compagni svedesi è che la scissione è uno sviluppo positivo e inevitabile. Lo stesso pensano i compagni in Venezuela, Messico e Iran.

Molti compagni sono intervenuti nel dibattito. È stato riconosciuto che dobbiamo analizzare i nostri errori onestamente e trarne le conclusioni necessarie ma il punto di vista della gran parte dei compagni, per quanto riguarda la TMI, è che la faccenda è chiusa. Come ha sintetizzato il compagno Greg Oxley della sezione francese, esprimendo la visione di molti delegati, “giriamo pagina e andiamo avanti”.

Il rapporto organizzativo

Il rapporto organizzativo è stato fatto dalla compagna Ana Munoz, che ha fornito una visione approfondita dell’Internazionale.

La compagna Ana ha spiegato che, dati i molti fronti del lavoro internazionale e le nuove possibilità che sorgono e gli sviluppi in molte sezioni, era impossibile trattarli tutti. Al momento, abbiamo 24 sezioni in 5 continenti. Vi sono sezioni in via di formazione in Iran, Serbia, Indonesia, Olanda e Australia. In India, ci sono compagni in 4 stati differenti, che producono un giornale e si preparano a lanciare presto un sito; hanno centinaia di persone che stanno discutendo con loro.

In Italia, la situazione nello stabilimento Fiat di Pomigliano è un punto di svolta decisivo per la classe operaia e per la sezione (come si può leggere negli articoli del sito dedicati a questo argomento). I compagni italiani sono al centro dell’azione. Il lavoro in Rifondazione Comunista mantiene tutta la sua importanza. La tendenza marxista ha avuto il sostegno di 40 circoli nell’ultimo congresso del partito, ed ha l’appoggio di molte federazioni dei Giovani comunisti e di diversi circoli

Al congresso è stata descritta la situazione della sezione neozelandese, che ha fatto un grande sacrificio per arrivare in Europa e partecipare ai lavori del Comitato Esecutivo Internazionale e al congresso. Negli ultimi 3-4 anni i compagni hanno sviluppato pazientemente il lavoro e passo per passo sono diventati una sezione vera e propria. Producono ora regolarmente un giornale e lavorano nel partito laburista e nei sindacati.

Il Marocco è la nostra prima sezione nel mondo arabo. Purtroppo, per difficoltà coi visti, i compagni non hanno potuto partecipare al congresso. Hanno contatti con tutto il mondo arabo, soprattutto attraverso il sito in arabo della TMI (Marxy.com). Pubblicano anche un giornale e lavorano tra gli studenti. Stanno facendo lavoro politico in molte aree del paese e ora hanno iniziato un lavoro nei sindacati.

Il lavoro in Iran

Il lavoro in Iran merita una menzione speciale. Dopo l’abbandono di un piccolo gruppo di persone, il gruppo iraniano si va sviluppando più rapidamente e meglio di prima. È opinione unanime dei compagni iraniani che erano queste persone a impedire il lavoro e a screditare la TMI agli occhi degli attivisti politici iraniani e che sarebbe stato impossibile fare progressi finché eravamo associati a loro.

Il compagno iraniano che ha parlato al congresso ha fatto un’ottima impressione. Ha spiegato che il gruppo ha lanciato il nuovo sito Mobareze.org; inoltre, hanno distribuito 1.000 copie del nostro primo volantino in almeno 4 città il 12 giugno, l’anniversario del broglio elettorale del 2009. Una settimana dopo hanno pubblicato il giornale (Mobarezeye Tabagathi), che è stato distribuito in due città ed è stato accolto molto bene. I compagni stanno traducendo il libro di Trotskij sul fascismo e il libro sul bolscevismo di Alan Woods.

Vi sono piccoli gruppi o contatti con gruppi e individui in una decina di paesi come Cuba, Colombia, Paraguay, Cile, Uruguay, Ungheria, Niger, Iraq, e Palestina (Gaza), vi sono persone in stretto contatto con l’Internazionale in Slovacchia, Honduras, e altri paesi. Il lavoro in Irlanda ha fatto un importante passo avanti con la nascita di un nostro periodico. Stiamo preparando il congresso di fondazione in India.

Il quadro complessivo del lavoro nelle sezioni è molto positivo, senza traccia di pessimismo, ma al contrario con un senso di sobrio e fiducioso ottimismo.

Il Pakistan

La sezione pakistana della TMI lavora nelle più difficili e pericolose condizioni del mondo. C’è una serie di orrori quotidiani di cattive notizie: black-out, disastri aerei e ferroviari, esplosioni suicide. Muoiono più persone in violenze come esplosioni e omicidi in Pakistan che in Afghanistan e Iraq messi insieme. Oggi, a tutto ciò, si aggiunge la peggiore inondazione da decenni. Una delle responsabilità dei nostri compagni che lavorano a tempo pieno per la sezione è di chiamare ogni zona tutti i giorni per sapere se i compagni sono vivi.

Il compagno Lal Khan del Pakistan ha parlato delle terribili devastazioni causate dall’alluvione: migliaia di persone sono morte per la calamità e 20 milioni sono state colpite. Le inondazioni sono state incanalate lontane dai campi dove avrebbero distrutto i raccolti, verso villaggi dove avrebbero colpito solo le persone! La distruzione è stata senza precedenti.

cong2010_2Durante il congresso si è anche riunito il bureau panamericano, formato per aiutare la Segreteria Internazionale a sviluppare il lavoro nelle Americhe. Il lavoro in America Latina si sta sviluppando molto bene, con nuovi successi in Venezuela, Messico e Brasile. La nuova edizione di America Socialista è appena uscita e nel marzo del 2011 è programmata una nuova scuola di formazione panamericana della TMI in Brasile (presto daremo dettagli sull’argomento).

Nel movimento operaio internazionale (che è cosa ben diversa dal rarefatto sottobosco delle liste email e delle pagine facebook dei gruppetti) l’autorità politica della TMI non è mai stata più alta. Le nostre idee stano raggiungendo una platea più grande che mai e hanno un’eco. Il successo del sito marxist.com è stato fenomenale e continua a crescere. Negli ultimi dodici mesi ci sono stati 1,15 milioni di visitatori a In defense of Marxism, un aumento del 17% dall’anno passato.

Dobbiamo capire come siamo percepiti fuori dall’Internazionale. Gente di ogni paese visita il sito. C’è stato un aumento del 23% di visite dagli Stati Uniti. Il numero maggiore di accessi ha riguardato l’articolo sull’offensiva del Tet (40.000 visite). Molte persone guardano attentamente questa Internazionale, molte più di quante pensiamo. La nostra forza sono le nostre idee.

Finanze

L’ultima sessione è stata introdotta dal compagno Nillas Albin Svensson, che ha sottolineato la determinazione di molti compagni di fare grandi sacrifici per l’Internazionale, soprattutto nell’ultimo periodo. C’è una fortissima volontà di sostenere il lavoro, come mostrato dalla campagna di grande successo per pagare una macchina da stampa per la sezione boliviana e anche per stampare il libro in Indonesia.

Molte sezioni hanno deciso di aumentare le quote che affluiscono all’Internazionale del 10%. Molte sezioni hanno adottato dei provvedimenti per farsi carico di spese legate al lavoro internazionale. Abbiamo avuto la migliore colletta invernale. Anche senza il forte contributo che veniva dalla sezione spagnola in passato, il totale quest’anno è stato doppio del solito: 12.000 euro. Ultima ma non ultima, la colletta del congresso mondiale ha raggiunto 40.000 euro. È stato un altro riflesso concreto dell’ambiente generale di entusiasmo politico per il lavoro della TMI che permeava il congresso.

Il congresso ha dimostrato chiaramente che la TMI è emersa rafforzata, non indebolita, dai problemi dell’ultimo anno. Risultava con chiarezza dalla qualità ottima degli interventi tra i delegati che un importante strato di compagni giovani è emerso da questa esperienza con la determinazione di imparare, lavorare e costruire l’Internazionale.

L’ambiente nelle sedute del congresso e al di fuori di esso era improntato a un rilassato ottimismo. Ci sono state molte discussioni la sera tra i compagni delle varie sezioni. Come risultato di un’iniziativa presa da alcuni giovani compagni, si è tenuta una commissione sul marxismo e l’arte che ha attratto molto interesse, con 30 compagni presenti di 10 sezioni. Si è deciso di produrre un manifesto sull’arte, sulle linee del Manifesto per un’arte rivoluzionaria e indipendente che Trotskij scrisse assieme ad André Breton negli anni ‘30.

Il congresso mondiale del 2010 ha segnato la fine di un periodo, seguito alla dipartita degli ex dirigenti spagnoli. È il momento di orientare le nostre energie a costruire l’organizzazione, all’esterno, per sfruttare le molte occasioni che si aprono. L’entusiasmo e l’ottimismo dei delegati e degli invitati al congresso si è espressa nella raccolta di fondi record, un riflesso concreto dell’ambiente nell’Internazionale, un entusiasmo sobrio e realistico, basato su una comprensione più chiara dei nostri metodi e delle nostre prospettive.

Chiudendo il congresso, il compagno Alan Woods ha risposto a chi aveva di recente dichiarato la morte della TMI. Citando il famoso scrittore americano Mark Twain, ha detto tra l’ilarità generale, “le voci sulla mia morte sono state grandemente esagerate”.

Richiamando l’attenzione dei delegati sulla circostanza che quest’anno cade il settantesimo anniversario dell’assassinio di Trotskij, Alan ha sottolineato la necessità di non dimenticare chi siamo e da dove veniamo. Con commozione ha ricordato la terribile situazione che Trotskij affrontava nell’ultimo periodo della sua vita, la persecuzione e i tormenti personali che Lev Davidovich e Natalia Sedova affrontavano e la loro assoluta dedizione alla causa: “l’unica causa per cui valga la pena di combattere: la causa dell’emancipazione della classe operaia”.

In conclusione, tutti i delegati e i compagni invitati si sono alzati in piedi per cantare l’Internazionale con un inconfondibile spirito di lotta. Il congresso mondiale del 2010 è finito ma il lavoro è solo cominciato.

(Clicca qui per una raccolta di foto del congresso)

 


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