Il volo MH17- l’imperialismo e l’arte dell’ipocrisia - Falcemartello

Breadcrumbs

La morte di quasi 300 uomini, donne e bambini che viaggiavano su un volo della Malaysian Airlines ha sconvolto il mondo intero. Il volo MH17 diretto da Amsterdam a Kuala Lumpur stava sorvolando la zona del conflitto quando è scomparso dai radar. A bordo c’erano 283 persone, tra cui 80 bambini, e 15 membri dell’equipaggio.

Scioccati, gli abitanti del villaggio ucraino di Rassypnoye, dove sono caduti dei pezzi dell’aereo, hanno dichiarato “piovevano persone dal cielo”. Uno di loro, Nikolai, ha raccontato: “Erano circa le 17:00. Si è sentito un fortissimo rombo d’aereo, poi c’è stata una specie di esplosione e poi le persone hanno cominciato a cadere dal cielo. Le persone sono apparse dalle nuvole, dopo è comparsa la fusoliera dell’aereo ed è precipitata, schiantandosi a una cinquantina di metri da qui”.

Un altro abitante di Rassypnoye, Alla, rincara: “Abbiamo sentito dei rumori, sembravano delle esplosioni. Pensavamo fosse un bombardamento. Ma quando siamo corsi fuori abbiamo visto un pezzo dell’aereo precipitare verso le nostre case.”

Queste dichiarazioni fatte dai testimoni oculari contengono un commento molto importante: “pensavamo di stare subendo un bombardamento”. La popolazione di queste regioni martoriate è fin troppo abituata ad essere bombardata e presa di mira dalle forze militari inviate da Kiev per annientarli. Ma questo aspetto della cosa è stato attentamente taciuto dai media occidentali che si sono occupati della questione.

Lo scaricabarile

Lo scaricabarile è cominciato immediatamente. Senza aspettare nessuna indagine e senza avere uno straccio di prova, la macchina della propaganda si è messa in moto con una velocità scandalosa. Washington non ha perso tempo nel puntare il dito contro Mosca. Il Segretario di Stato Americano John Kerry ha dichiarato di essere stato “profondamente sconvolto” dalla notizia. “Non ci sono parole per esprimere il nostro cordoglio alle famiglie delle quasi 300 vittime”. Il vice-presidente Joe Biden ha detto di essere convinto che non si sia trattato di un incidente ma che “l’aereo sia stato fatto esplodere in volo”. I servizi americani hanno dichiarato che l’aereo è stato abbattuto da un missile terra-aria ma che “non è ancora chiaro chi lo abbia sparato”.

Il Primo Ministro australiano Tony Abbott non è stato così cauto. Ha dichiarato davanti al Parlamento: “è un giorno buio per il nostro Paese ed è un giorno buio per il mondo intero”. Ha detto che il volo MH17 è stato abbattuto “sembra dai ribelli appoggiati dalla Russia”.

La Casa Bianca ha fatto appello alla Russia per una de-escalation del conflitto e per una collaborazione nel percorso di pacificazione. Ma non c’è stato nessun appello al governo di Kiev per un cessate il fuoco e la fine dei bombardamenti delle città controllate dai ribelli.

Dopo poche ore dei funzionari americani hanno espresso il sospetto che l’MH17 fosse stato abbattuto da un missile di fabbricazione russa. Questo “sospetto” arrivava dritto dritto da Kiev. Un consigliere del Ministero degli Interni ucraino ha diffuso ben presto la notizia che il missile fosse stato sparato da un lanciarazzi Buk di manifattura russa. Non è stata fornita nessuna prova di questa accusa, ma è stata immediatamente accettata come oro colato da Washington e subito diffusa in tutto il mondo come un dato di fatto.

Tutte le “informazioni” sono arrivate dritte dritte da Kiev. Ma tuttora gli Ucraini non hanno pubblicato nessuna informazione che possa fare davvero luce sui fatti. Ad esempio, perchè non hanno reso pubblica la conversazione tra il Controllo Aereo ucraino e il pilota dell’aereo? Gli Americani hanno detto “Siamo sicuri del fatto che non ci sia stato alcun lancio di missili da parte delle forze ucraine”. Come fanno ad esserne così sicuri?

Dal momento che il governo di Kiev possiede missili Buk sarebbe stato molto semplice ottenere questo tipo di immagini e presentarle al mondo come “prova definitive” a favore delle accuse mosse da Poroshenko.Ci ricordiamo bene delle cosiddette “prove definitive” sulle armi di distruzione di massa dell’Iraq. L’affidabilità di queste “prove” è più o meno la stessa.

L’esperto di politica estera Americano Damon Wilson ha dichiarato alla BBC che il presidente russo Putin sembra usare la sua solita tattica anche davanti all’ultimo disastro: “Dando la colpa all’Ucraina per qualcosa di cui viene accusato lui”.

Un’”indagine preliminare dell’intelligence statunitense” è arrivata alla conclusione per cui l’MH17 sarebbe stato probabilmente colpito da un missile sparato dai ribelli filo-russi dell’Ucraina orientale, riporta la rete televisiva statunitense CNN, citando un “anonimo funzionario della Difesa Americana”. Ma come si può svolgere una qualsiasi indagine senza prima avere perlomeno visto il relitto dell’aereo? Un’indagine del genere è nel migliore dei casi una speculazione, nel peggiore propaganda.

Alla fine, quando Obama si è deciso a dire qualcosa è stato più cauto degli altri: “è troppo presto per ipotizzare quali fossero le reali intenzioni di coloro che hanno lanciato il missile terra-aria. Le indagini andranno avanti”. Ma subito dopo ha aggiunto che l’aereo è stato effettivamente abbattuto da un missile terra-aria. “Il colpo proveniva dai territori controllati dai separatisti filo-russi”. Quindi non era poi così presto!

Su dei vecchi dischi, prodotti sotto l’etichetta “His masters’ voice” (La voce dcel padrone) c’era un simbolo rosso con la figura di un cane intento ad ascoltare una registrazione al grammofono. È una perfetta descrizione di quella che viene definita “relazione speciale” tra USA e Gran Bretagna. Il grande capo a Washington apre la bocca e il cagnolino a Londra comincia ad abbaiare. David Cameron ha ascoltato la voce del suo padrone e l’ha obbedientemente riportata alla Camera dei Comuni. Facendo del suo meglio per imitare Winston Churchill, ha richiesto a gran voce sanzioni, comprese restrizioni alle banche e alle compagnie aeree, e ha lanciato strali contro “gli oligarchi e i compagni di merende” che sostengono Putin.

Cameron ha avvertito che la Gran Bretagna potrebbe essere costretta “a cambiare radicalmente il nostro atteggiamento verso la Russia”. Ha detto: “Se Putin non cambia il proprio atteggiamento verso l’Ucraina l’Europa e l’Occidente devono cambiare radicalmente il proprio atteggiamento verso la Russia. In Europa non abbiamo bisogno che ci si ricordi cosa succede a girarsi dall’altra parte quando le grandi nazioni tiranneggiano le piccole”.

L’arroganza di Cameron verso la Russia probabilmente non toglierà il sonno al presidente russo. L’abbaiare incessante dei cagnolini è senza dubbio una scocciatura, ma raramente è una seria minaccia. E non c’è nemmeno dubbio che “gli oligarchi e i compagni di merende” della City di Londra che adesso appoggiano Cameron, ma che ricavano immensi profitti dai propri traffici con “gli oligarchi e i compagni di merende” che appoggiano Putin, sosterranno mai qualche vera sanzione control la Russia. Nel frattempo Angela Merkel fa orecchie da mercante, mentre Francois Hollande firma un remunerativo accordo sul commercio d’armi con Mosca. Sembra che qui nessuno abbia davvero intenzione di intervenire!

(In)certezza assoluta

È difficile rintracciare anche negli annali della contorta propaganda mistificatrice un altro esempio così eclatante di manipolazione unilaterale dei fatti e dell’opinione pubblica basata sul niente se non su un’inutile speculazione e isteria. Si è fatto continuamente riferimento ad una presunta “indagine” condotta da “esperti”. Nessun tipo di indagine è possibile senza che personale qualificato abbia esaminato il relitto, cosa per cui ci vorranno settimane o addirittura mesi. Gli “esperti” di Washington e di Londra hanno tratto le proprie conclusioni già prima che chiunque vedesse il relitto, figuriamoci esaminarlo. È colpa di Putin! Bisogna punire la Russia! Bisogna punire la Russia!

In un primo momento, escludendo il guasto meccanico, erano ancora possibili molte spiegazioni. La prima: poteva essersi trattato di un attacco terroristico compiuto a bordo dell’aereo stesso. Questa ipotesi era rafforzata dalla vicenda della recente scomparsa nel Pacifico di un altro aereo della Malaysian airlaine, di cui non si è saputo più nulla. La seconda possibilità, quella fatta immediatamente propria dai media occidentali, era che l’aereo fosse stato abattuto da un missile proveniente da una regione ucraina controllata dai ribelli. La terza: avrebbe potuto essere stato abbattuto da un missile proveniente direttamente dalla Russia, o addirittura da un caccia russo. Infine, avrebbe potuto essere stato abbattuto dall’esercito ucraino. Tutte queste opzioni devono essere prese in considerazione nell’indagine e la verità potrà essere accertata soltanto quando investigatori esperti in incidenti areei avranno avuto accesso al relitto e ai suoi registratori di volo (le scatole nere).

La totale mancanza di prove significative è stata riempita da qualche trovata creativa e da affermazioni piene di certezze, tutte provenienti dal governo di Kiev e dai suoi portavoce, che hanno dichiarato che è stato lanciato un missile “da una zona del sud-est dell’Ucraina controllata dai ribelli”. C’è da dire che il Sud-Est ucraino è molto esteso, una parte è sì controllata dai ribelli, ma un’altra parte è sotto il controllo del governo, un’altra ancora è presa tra i due fuochi. Da dove è stato lanciato il missile? Se hanno davvero le prove (come sostengono) che il missile sia stato sparato proprio dalla zona controllata dai ribelli, dovrebbero essere in grado di usare le tecnologie a propria disposizione per individuare il luogo esatto del lancio. In passato siamo stati sommersi da immagini satellitari dettagliatissime che mostravano i movimenti delle truppe russe lungo il confine. Ma il fatto è che non ci sono prove, solo dichiarazioni vaghe e accuse feroci, il cui scopo non è fare informazione ma gettare benzina sul fuoco.

Il primo ad affermare che l’aereo sarebbe stato colpito da un missile sparato da un lanciarazzi Buk, un sistema missilistico terra-aria a medio raggio di manifattura russa, è stato Anton Herashchenko, un membro del governo di Kiev, non certo una fonte indipendente. La sola “prova” a sostegno di questa affermazione e di quella per cui il missile sarebbe stato sparato dai separatisti filo-russi è un breve video sfocato comparso misteriosamente qualche ora dopo lo schianto e che dovrebbe mostrare un convoglio di miliziani filo-russi mentre riporta in Russia un apparato missilistico terra-aria Buk.Questo video è stato pubblicato da Herashchenko su Facebook.

Secondo il servizio della BBC queste immagini dal giornalista pro-Kiev Dmytro Tymchuk, che viene descritto come “un autorevole reporter di guerra ucraino” (quando in realtà è dedito alla propaganda di bassa lega ed è stato beccato parecchie volte a fare pronostici fasulli e a diffondere informazioni false). Ma queste immagini generano più domande che risposte. Tymchuk dove ha trovato queste immagini in modo così rapido e opportuno? Chi le ha riprese e dove? Se sono vere si suppone debbano essere state filmate nel bel mezzo di una zona di guerra controllata dai ribelli. Ma non è in vista nessuna informazione al riguardo.

Qualcuno ha fatto notare che nel video si vede un cartellone pubblicitario (che sembra promuovere la vendita di un’automobile) di un’azienda di Krasnoarmeysk, una cittadina sotto il controllo delle autorità di Kiev da almeno due mesi, Non sappiamo se questo sia vero o meno, ma è piuttosto strano che tutte le dichiarazioni rilasciate da Washington si basino su dubbie “prove” di questo genere e su sentito dire.

La CIA possiede tecniche di spionaggio e di raccolta dati estremamente sofisticate, La zona in questione è di grande interesse per l’imperialismo statunitense. Il lancio di un missile Buk implica l’utilizzo di un radar. Va aldilà delle capacità della CIA individuarlo? Sembra improbabile. Ma nonostante questo il meglio che possono offrire è qualche immagine sfocata di dubbia origine presa dai social media!

È stato detto che i ribelli hanno sottratto all’esercito ucraino un sistema di difesa aerea SA-11. Questa notizia è stata smentita con forza dall’esercito ucraino, smentita ripresa dal Procuratore di Stato dopo l’abbattimento del volo MH17. È stato detto che uno dei leader dei ribelli, Igor Strelkov, abbia twittato di aver abbattuto un aereo da trasporto russo Antonov 26 e che questo tweet sia stato successivamente cancellato. Anche se questo fosse vero, sarebbe solo un indizio. Un criptologo russo ha analizzato una delle tracce audio che avrebbe dovuto “provare” il coinvolgimento russo nell’abbattimento dell’aereo, e ha dimostrato che si tratta di un falso, formato da frammenti di diverse conversazioni fatte in momenti diversi e che qualcuno ha montato insieme per ottenere l’effetto desiderato.

Su imbeccata di Kiev gli “esperti” stranieri si sono uniti entusiasticamente al coro. In un articolo sul Daily Telegraph, Shashank Joshi, membro dell’Istituto Reale dei Servizi Uniti, argomenta che “Le cose si stanno mettendo male per Mosca”. Dice che dopo mesi passati a sostenere una guerra clandestina ai confini ucraini “sembra sempre più probabile, anche se ancora lontano dall’essere una certezza, che qualcuno dei loro alleati possa essere responsabile del peggiore attentato terroristico della storia dell’Europa moderna (persino l’esplosione del treno di Madrid del 2004 ha ucciso meno persone, facendo 191 vittime).

Da notare il tono, dove “sembra sempre più probabile” (cioè “Credo che”) viene mitigato da quel “ancora lontano dall’essere una certezza”. Ma nella frase immediatamente successiva questa assoluta mancanza di certezze si trasforma in una certezza assoluta. Non solo, ma ora si è assolutamente certi che Mosca (o comunque qualcuno dei suoi alleati) sia “responsabile del peggiore attentato terroristico della storia dell’Europa moderna (persino l’esplosione del treno di Madrid del 2004 ha ucciso meno persone, facendo 191 vittime)”.

Qui il cinismo politico si mescola con l’analfabetismo grammaticale e l’assurdità logica. L’attentato di Madrid fu un atto deliberato di terrorismo, progettato per uccidere il maggior numero possibile di civili. Nessuno, e non certo Shashank Joshi, ha osato pensare che anche se si fosse trattato effettivamente di un missile lanciato dai ribelli (cosa che, ricordiamocelo, è ancora lontano dall’essere una certezza) possa essere stato semplicemente un incidente, dal momento che i ribelli non hanno niente da guadagnarci e tutto da perderci.

“Non possiamo escludere che ci sia stata assistenza tecnica da parte del personale russo...Questo episodio [l’attacco all’aereo] rientra in una strategia dei separatisti appoggiati dai russi” ecc ecc. La vaghezza di queste frasi rivela la totale mancanza di qualsiasi prova concreta e il desiderio di rilasciare dichiarazioni generali e non comprovate che però sono tutte dirette a puntare un dito accusatore in una direzione ben precisa.

“Manomissione delle prove”

In ogni caso, dovrebbe essere possibile risolvere in modo scientifico la questione. Stando agli esperti, gli investigatori specializzati in incidenti aerei dovrebbero essere in grado di determinare la causa dell’incidente dalle tracce presenti sui rottami Se le cose stanno così dovrebbe essere facile scoprire chi ha sparato il colpo fatale. Per mettere le mani avanti, nel caso in cui i dati raccolti non confermino la “prova definitiva” del governo di Kiev, il Consiglio Nazionale di Difesa e Sicurezza ucraino ha già accusato i miliziani filo-russi di avere boicottato le indagini sull’incidente.

Sia i ribelli che Putin hanno chiesto “un’indagine approfondita e obiettiva sul disastro aereo”. Questo farebbe pensare che non hanno niente da nascondere. Putin ha chiesto anche la completa libertà d’accesso al sito dell’incidente, assieme alla richiesta della fine delle ostilità, e ha dichiarato che la responsabilità di questa tragedia è del governo di Kiev. In molti si stanno chiedendo come mai non sia stata già avviata un’indagine accurata. Siccome si chiede a gran voce un’inchiesta internazionale per stabilire come siano andati realmente i fatti, l’Occidente ha immediatamente intrapreso una campagna mediatica volta a far credere che i ribelli abbiano impedito l’accesso al sito dell’incidente, abbiano manomesso le prove e rimosso dei corpi che, dicono, “sono scomparsi”. È una menzogna dall’inizio alla fine.

Le autorità della zona controllata dai ribelli hanno dichiarato sin dal primo giorno che avrebbero permesso l’accesso agli investigatori e che erano pienamente a favore di un’indagine indipendente. Hanno richiesto la concessione di un corridoio umanitario e del cessate il fuoco per facilitare le indagini. Una richiesta ragionevole, si potrebbe pensare, ma bruscamente rifiutata dal governo di Kiev, che si ostina a portare avanti la sua feroce offensiva contro la popolazione delle regioni orientali.

I soccorsi hanno setacciato i rottami sul luogo dell’incidente sin dal primo giorno. Nonostante l’estrema mancanza di risorse, la gente del posto ha fatto ogni sforzo per favorire il recupero dei corpi. AP riporta che tra i tanti volontari sul luogo dell’incidente c’erano anche polizioni e “minatori in pausa”. In tutto il mondo i minatori sono sempre tra i primi a prestare aiuto nel caso di simili emergenze. Sono talmente abituati a subire tragedie che si immedesimano nella sofferenza degli altri. Ci sono foto di minatori di carbone ucraini che attraversano un campo di girasoli vicino al villaggio di Rozsypne alla ricerca dei corpi dei passeggeri dell’aereo malese.

Grazie al lavoro instancabile di questi soccorritori sono state ritrovate le scatole nere, che ora sono state consegnate alle autorità malesi. Ciononostante, dato il loro odio verso i ribelli, il governo di Kiev li ha accusati di aver tentato di distruggere le prove di “un crimine internazionale”. Il governo ha dichiarato che i ribelli, guidati dalla Russia, hanno impedito ai rappresentanti internazionali e agli esperti ucraini di avviare le indagini. Anche queste sono bugie. È il governo di Kiev che non ha fatto assolutamente nulla per favorire le operazioni di soccorso e di recupero. Anzi, le ha attivamente sabotate rifiutando il cessate il fuoco e intensificando l’offensiva nella zona dello schianto.

Alexander Borodai, il leader della Repubblica Popolare separatista di Donetsk, ha espresso la propria volontà di permettere che i corpi delle vittime dell’incidente venissero trasportati nella vicina città di Kharkiv, controllata dal governo di Kiev, perchè “noi non abbiamo sufficienti celle frigorifere dove mettere i corpi”. Oggi i servizi della BBC hanno riportato che ormai sono stati recuperati e inviati a Kharkiv quasi tutti i corpi, come promesso. Chissà poi chi potesse avere interesse a far “sparire” i corpi. È invece un dato di fatto che il capo della squadra di esperti olandesi inviati sul posto ha detto di essere rimasto “davvero impressionato” dal lavoro che è stato svolto sul luogo dell’incidente e che, considerate le circostanze, deve essere stato un “lavoro infernale”.

Le interviste agli abitanti del luogo dimostrano che sono sinceramente sconvolti e commossi dal terribile destino delle vittime. Ma non è interesse del governo di Kiev e dei suoi sostenitori occidentali mostrare questo volto umano. Al contrario, sono ansiosi di ritrarre la popolazione dell’Ucraina sud-orientale come mostri disumani, terroristi assetati di sangue, “bastardi” per citare le parole gentili del Primo Ministro Ucraino Arseniy Yatsenyuk: in breve, persone che meritano solo di essere bombardate e macellate come animali, che è quello che stanno facendo da un po’ di tempo a questa parte, con tutto l’appoggio di Washington e dei suoi alleati.

L’organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea ha inviato un team di osservatori internazionali sul luogo del disastro e questi hanno confermato che è stato loro garantito accesso sicuro al sito venerdì (cioè immediatamente). L’organizzazione ha dichiarato che i “separatisti” hanno persino collaborato con le autorità ucraine nel corso delle operazioni di soccorso. Nonostante questo i media occidentali hanno pubblicato servizi che descrivono ronde di miliziani “mezzi ubriachi” intorno al sito dell’incidente. Per rendere più accattivanti queste notizie hanno aggiunto che i miliziani hanno aperto il fuoco contro i membri dell’OCSE inviati sul posto per le indagini.

Ci sono due punti deboli in questa storia. In primo luogo i membri dell’OCSE non sono investigatori esperti in materia. Il loro compito è quello di fare da mediatori tra il governo di Kiev e i ribelli per un cessate il fuoco, cessate il fuoco sabotato da Kiev. In secondo luogo, loro stessi hanno dichiarato che nessuno gli ha sparato contro. Non importa! Il servizoi sui ribelli che sparano all’OCSE ha già fatto più volte il giro del mondo, e nessuno ha dato voce alla smentita. Non bisogna permettere che i fatti rovinino una bella storia.

I reportage dei media occidentali però in pratica contraddicono la bugia secondo cui i ribelli avrebbero impedito l’accesso al luogo dell’incidente. Abbiamo visto giornalisti della BBC gironzolare senza problemi sulla scena dell’incidente, filmando, commentando e persino prendendo in mano pezzi dei rottami (questo non è “manomissione delle prove”?).

Ci sono molti ispettori internazionali a Kiev. Quindi come mai l’indagine internazionale è stata ritardata in questo modo? La ragione per cui non si sono recati sul posto è che non è stato loro permesso dal governo di Kiev. Quest’ultimo non ha nessun interesse in un’indagine internazionale, ma è molto interessato ad intensificare la campagna militare contro Donetsk. Finchè gli uomini di Kiev penseranno di stare vincendo non accorderanno mai un cessate il fuoco, perchè pensano che servirebbe solo a concedere respito ai ribelli. Intanto il tragico destino di 300 persone ha fornito materiale perfetto per la macchina della propaganda di Kiev.

Le prove e le provocazioni del governo di Kiev

Il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha detto: “Abbattere un aereo civile è un atto di terrorismo internazionale. È un allarme per il mondo intero. Ci aspettiamo una risposta adeguata da parte della comunità internazionale. Siamo sentitamente vicini ai familiari dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio che non hanno potuto riabbracciare i propri cari. Per settimane abbiamo pianto i nostri morti. Ci restano ancora lacrime per le vittime innocenti di questo crimine. Oggi l’Ucraina è in lutto con voi”.

La reazione dei media ucraini al disastro è praticamente unanime su un punto, ripreso con forza da vari giornali, compreso il quotidiano popolare, Segodnya. Qui si dice che l’incidente è un “punto di svolta” nel conflitto armato tra le forze del governo ucraino e i separatisti filo-russi e che questa guerra ormai non è più un conflitto locale.

Il governo di Kiev vorrebbe fare da accusa, giudice e giuria in questa vicenda. Il Servizio di Sicurezza ucraino (SBU) ha dichiarato di avere avviato un’indagine riguardo allo schianto dell’aereo malese che ha definito “un atto di terrorismo”. Ma se si sa già che si è trattato di un “atto di terrorismo” e se è già stato “definitivamente provato” che gli autori di questo “atto di terrorismo” sono Vladimir Putin e i ribelli, perchè dovrebbe essere necessaria un’ “indagine”?

Indagine che è stata inscenata alla velocità della luce. Esattamente due minuti dopo questa dichiarazione, il governo di Kiev ha pubblicato quelle che sostiene essere intercettazioni di conversazioni telefoniche tra separatisti e quelli che “sembrano essere ufficiali militari russi” in cui si dice che i separatisti hanno abbattuto il volo MH17. La notevole prontezza dei Servizi Segreti ucraini è in sorprendente contrasto con la scioccante inettitudine dell’intelligence russa che, dovremmo credere, discute di simili questioni al telefono con chiunque. Ecco qui un altro mistero che lascia perplesso un cervello pensante.

Yatseniuk ha definito l’abbattimento dell’MH17 un “crimine internazionale” e una “dichiarazione di guerra contro il mondo intero”. Ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. “è stato oltrepassato ogni limite,” ha asserito, avvertendo la popolazione di prepararsi ad un blocco totale e bilaterale del commercio con la Russia. “Le mie previsioni sono queste: dobbiamo prepararci per un blocco totale e bilaterale del commercio” ha dichiarato Yatseniuk, quasi augurandoselo. (Da un sevizio di Interfax-Ucraina).

Tutti sanno che Yatseniuk è un burattino dell’imperialismo americano e la sua belligeranza riflette fedelmente la linea di Washington. Ma in realtà dietro a tutto ciò c’è ben poca sostanza. Per dirla con le parole del Macbeth di Shakespeare: “è una storiella raccontata da uno sciocco, piena di rumore e di rabbia, che non significa nulla”. Tutto questo è stato progettato per creare un clima di paura e disprezzo verso la Russia e verso gli insorti e guadagnare l’appoggio internazionale alla guerra sanguinosa che il governo di Kiev sta portando avanti contro la popolazione del Sud-Est ucraino.

L’esempio più disgustoso della campagna d’odio di Kiev verso i ribelli è stato un fotogramma che sembrava mostrare un miliziano armato sulla scena dello schianto mentre stringe il bambolotto appartenuto a qualcuno dei bimbi che erano sull’aereo. Questa immagine è stata immediatamente pubblicata su internet e riprodotta sulla prima pagina dei giornali di tutto il mondo come “prova” del fatto che iribelli siano mostri disumani, pronti a prendersi gioco della morte di un bambino. Il primo ministro olandese, che sta cercando di farsi pubblicità a basso costo attaccando la Russia, ha fatto un discorso isterico in cui ha denunciato il fatto come un terribile scandalo. Ma quando è stato reso noto l’intero contenuto del video ne è emersa un’immagine completamente diversa. L’uomo, evidentemente commosso da quel povero resto, lo mostra alla videocamera prima di farsi il segno della croce e inginocchiarsi a pregare di fronte alla scena.

È questo il modo in cui il governo di Kiev sta usando una tragedia umana per spingere i governi occidentali a fornirgli maggiori aiuti militari, o almeno ad inasprire le sanzioni contro la Russia. Ma c’è un piccolo problema. Obama, che è ben consapevole del fatto che la maggioranza degli Americani è stanca di guerre e avventure all’estero, non vuole farsi trascinare in un intervento miliater in Ucraina. Non vuole intervenire direttamente, ma vorrebbe che gli Europei adottassero un atteggiamento più aggressivo verso la Russia. Fino ad adesso non ci è riuscito.

Gli Americani sono insofferenti verso la Merkel e l’Unione Europea per la loro timida reazione alla crisi ucraina. Questa insofferenza è stata espressa dal leader dei Neo-Con Paul Wolfowitz rilasciata all’edizione serale del telegiornale della BBC venerdì scorso. Ha fatto un lapsus freudiano quando ha accusato Putin di “gettare benzina sul fuoco”, prima di correggersi rendendosi conto che piuttosto che di gettare benzina in Europa e in Ucraina, l’uomo del Cremlino potrebbe essere tentato di chiudere del tutto il rubinetto.

Cui bono?

In ogni inchiesta su un omicidio la prima domanda da farsi è: cui bono: chi ci guadagna? È chiaro a tutti che putin non ha niente da guadagnare dall’abbattimento di un aereo civile in Ucraina orientale. Al contrario, come sottolinea allegramente la stampa occidentale, ha tutto da perdere. Lo stesso vale per i ribelli che ora, oltre ad essere massacrati dalle forze militari inviate da Kiev, si trovano messi alla gogna come “assassini” e “terroristi” dalla stampa mondiale.

La Russia ci ha guadagnato qualcosa dall’abbattimento di un aereo civile e dalla morte di 300 persone? Ci hanno guadagnato qualcosa i ribelli? No, ci hanno perso tantissimo. Quindi, chi ci ha guadagnato? Il leader dei ribelli Alexander Borodai ha accusato il governo ucraino di avere attacato l’aereo. “A quanto pare si tratta proprio di un aereo passeggeri, abbattuto sicuramente dall’areonautica militare ucraina” ha dichiarato alla rete televisiva nazionale russa Rossiya 24. Questa affermazione è tanto assurda quanto quelle dei media occidentali? Può essere vero o meno, ma non è assurdo.

Gli uomini di Kiev in realtà sono gli unici ad avere un movente ben chiaro per questo crimine. Avevano i mezzi per architettarlo? Sì, perchè mentre nessuno può dimostrare che i ribelli possiedano i missili Buk che si dice abbiano abbattuto l’aereo, è noto che l’esercito ucraino li possiede. Stando al servizio di garanzia della BBC, giovedì scorso l’esercito russo ha individuato un radar appartenente ad una batteria di missili terra-aria Buk ucraina. La notizia è stata riportata dalla TV di stato russa. Se questo fosse vero il sospetto non cadrebbe più sui ribelli ma sullo stesso esercito ucraino.

Gli ucraini si sono lamentati più volte della presunta violazione del proprio spazio aereo da parte dei Russi. È possibile che abbiano abbattuto l’aereo pensando che si trattasse di un veivolo militare russo. Questo però sembra improbabile, dato che ci sono segnali elettronici che identificano automaticamente un aereo civile. L’alternativa è che abbiano abbattuto l’aereo deliberatamente. A primo acchito questa è un’ipotesi talmente mostruosa da essere pressocchè inconcepibile. È sicuramente mostruosa, ma non del tutto inconcepibile.

Il Ministero della Difesa russo è in possesso di immagini che sembrano dimostrare la presenza di un aereo da guerra ucraino nelle vicinanze dell’aereo malese poco prima che quest’ultimo precipitasse a terra. Cosa ci faceva lì? È in possesso anche di prove della mobilitazione di missili Buk da parte dell’esercito ucraino nella zona vicino a quella dove è precipitato l’aereo. Mosca ha sfidato Kiev a fornire particolari sull’attività del suo sitema anti-aereo al momento dell’incidente.

Fino ad ora non è arrivata nessuna risposta da Kiev, solo smentite indignate. Ma ci sono altre contraddizioni che restano ancora da speigare. Prima di precipitare il volo MH17 stava volando lungo una rotta diversa da quella abituale . Questo cambio di rotta deve essere stato concordto con il Controllo Aereo ucraino. Perchè la conversazione tra il controllo aereo e il volo MH17 non è stata resa pubblica?

Ma il governo di Kiev e il suo esercito sarebbero capaci di un gesto così efferato? Non solo sarebbero capaci di cose simili, ma le hanno già fatte. Da quando i ribelli hanno dichiarato l’indipendenza delle regioni orientali di Donetsk e Luhansk ad aprile, si stima che siano state uccise nella feroce offensiva lanciata dal governo di Kiev più di 1000 persone, tra civili e combattenti. Solo giovedì scorso, il giorno prima della tragedia, un caccia ucraino ha bombardato la città ribelle di Snizhne, colpendo un condominio e uccidendo 11 persone. Gli esponenti del governo ucraino smentiscono il coinvolgimento dei propri mezzi aerei e accusano la Russia. Questa menzogna è talmente clamorosa che persino riviste occidentali vicine a Kiev, come l’Economist, l’hanno ridicolizzata. Questo significa che il governo di Kiev ha già colpito obiettivi civili cercando poi di dare la colpa alla Russia.

All’epoca non ci sono riusciti. Non è possibile che ci stiano provando di nuovo, anche se stavolta sono in gioco interessi ben più alti? In fondo è una possibilità che non può essere esclusa. Quali potrebbero essere state le loro motivazioni? Anche questo è piuttosto chiaro. Anche se le truppe ucraine stanno avanzando la guerra nell’Est sta andando avanti in modo lento e doloroso. I ribelli combattono per ogni metro quadrato di terreno e a Kiev sta crescendo il senso di frustrazione. Vorrebbero più sostegno da parte degli Americani e degli Europei e sono delusi da questa mancanza. Yatseniuk sa fin troppo bene di non poter contrastare militarmente la Russia. Perciò lui e la sua cricca di Kiev vorrebbero coinvolgere anche altri nel conflitto. L’abbattimento dell’aereo malese fornisce loro la scusa ideale per fare proprio questo.

La storia della guerra conta molti esempi in cui degli incidenti sono stati architettati o provocati per creare un clima di isteria e giustificare le aggressioni: l’esplosione del Maine, Paerl Harbour, il Golfo di Tonkino...l’abbattimento del volo MH17 potrebbe essere solo l’ennesimo caso del genere. Poroshenko e il governo di Kiev di sicuro non hanno perso tempo nell’usare questa tragedia umana per fomentare il sentimento anti-russo nel modo più isterico e aggressivo: “è colpa dei russi” ha dichiarato con aria trionfale il Primo Ministro Arseniy Yatseniuk “si tratta di un crimine internazionale su cui deve investigare il tribunale internazionale de L’Aia”. Parlando ad un’assemblea a Kiev ha detto anche che l’Ucraina dovrebbe prepararsi ad un “blocco totale” del commercio con la Russia (quindi alla guerra) e ha chiesto la testa dei “bastardi responsabili di tutto questo”. La domanda è: chi sono questi “bastardi”?

È stato un errore dei ribelli?

È possibile che l’aereo sia stato abbattuto per errore durante un attacco da parte dei ribelli. Dopo mesi di bombardamenti da parte delle forze di Kiev, è possibile che uomnini senza esperienza possano aver scambiato l’aereo malese per l’ennesimo caccia ucraino arrivato per bombardarli, e lo abbiano quindi abbattuto per errore. È un’opzione, ma non significa che sia l’unica.

Interfax cita il rappresentante dei ribelli Sergey Kavtaradze che accusa “la parte ucraina” per lo schianto dell’aereo malese. “Noi semplicemente non abbiamo sistemi contraerei di questo tipo” ha detto. E comunque l’esercito ucraino ha accusato duramente i Russi e non i ribelli ucraini dell’abbattimento dell’aereo malese.

È chiaro che nel sanguinoso caos dell’Ucraina orientale nessuno ha il pieno controllo della situazione. È per questo che è assurdo pretendere che Putin risolva la questione. L’idea che ci si è fatti in occidente è che i ribelli a causa dell’inesperienza nel maneggiare sistemi missilistici sofisticati abbiano commesso un errore, credendo che l’aereo fosse un caccia ucraino mandato a bombardarli. Siccome è una cosa che succede tutti i giorni è un’idea ragionevole. Il sistema Buk ha un sofisticato sistema radar che gli permette di distinguere gli aerei civili da quelli da guerra. Ma se chi lo ha usato non era in grado di gestire questo sistema l’aereo sarebbe apparso più piccolo di un puntino nel cielo. Se questo puntino fosse stato male interpretato il risultato sarebbe stato disastroso.

Alexander Nekrasov, un ex consigliere del Cremlino, ha fatto notare che “il sistema Buk è formato da 4 automezzi e 2 radar. Bisogna essere veramente pratici del mestiere per controllarlo. Quindi presumo ci dovesse essere un gruppo di disertori o tra le forze ucraine o tra i cosiddetti separatisti”. Nekrasov dice che in occidente si ha l’idea che la Russia controlli tutti i ribelli ucraini. “Non è così semplice” dice “ci sono molti gruppi diversi che hanno i propri programmi e le proprie riserve di armi”. Alcuni soldati ucraini hanno cambiato schieramento ed ora combattono con i ribelli.

Nonostante i “controlli” da parte delle autorità di Kiev di cui parlano i media occidentali, l’esercito ucraino continua a colpire violentemente la popolazione dell’Est. Nascosto dal denso fumo della propaganda, il governo di Kiev continua la propria sanguinosa offensiva in Ucraina orientale. I rifornimenti elettrici ed idrici sono stati tagliati in molte città ribelli di Luhansk, nell’Est dell’Ucraina, e la principale raffineria di petrolio è stata data alle fiamme, hanno riportato i media russi ed ucraini.

I ribelli stanno resistendo a testa alta. Per riconquistare Sloviansk l’esercito ucraino regolare ha impiegato diverse settimane. In questa operazione le forze ucraine hanno perso diversi aerei ed elicotteri. Il cuore della resistenza dei ribelli si è spostato a Donetsk e a Luhansk. Adesso l’esercito ucraino si trova davanti alla prospettiva di ulteriori perdite nel tentativo di mettere sotto assedio questi centri della regione, dove ogni quartiere può diventare una roccaforte della resistenza armata.

Sebbene possa sembrare il contrario, l’esercito ucraino non è più forte di quanto non fosse all’inizio del conflitto. È che il regime di Kiev ha nominato comandanti che non si fanno scrupoli nell’utilizzare armi pesanti, artiglieria e bombardieri contro obiettivi civili. La principale truppa d’assalto del regime di Kiev è la cosiddetta Guardia Nazionale Ucraina, un gruppo formato principalmente da volontari fascisti e nazisti. Questi fascisti hanno la spinta ideologica e sono pagati meglio dei soldati dell’esercito regolari. Sono quelli che stanno mettendo la popolazione dell’Est a ferro e fuoco. Questo la propaganda mediatica sta cercando di tenerlo nascosto all’opinione pubblica del resto del mondo.

Dall’altra parte i ribelli sanno di potere continuare a resistere senza sostegno dall’esterno. Se Donetsk possa essere conquistata o meno senza grosse perdite dipende proprio dalla forza dei ribelli che la difendono. Le loro munizioni stanno per finire, hanno continuamente bisogno di nuove armi. Hanno bisogno dell’arrivo di volontari dalla Russia. E i combattenti hanno bisogno anche di addestramento e di un posto dove venire addestrati.

La principale richiesta del governo di Kiev e dei suoi alleati di Washington e Londra è che la Russia chiuda le frontiere e smetta di fornire equipaggiamento militare ai ribelli. In altre parole vogliono privare i ribelli di ciò che serve loro per difenderli e dopo aver loro tolto le difese lasciarli alla mercè della Guardia Nazionale, ossia dei nazisti ucraini. È questo il succo delle grida e dei pianti sul volo MH17.

Naturalmente l’atteggiamento della Russia sarà decisivo in questa situazione. Sembra che Putin abbia escluso l’idea di un intervento militare diverso, almeno per ora. L’opinione pubblica russa lo obbliga a mantenere un tacito sostegno ai ribelli fornendo loro armamenti e volontari. Ma il Cremlino in Ucraina sta perseguendo i propri cinici interessi. Putin ha intenzione di mantenere a galla i ribelli fornendo loro i rifornimenti necessari giusto ad evitare che vengano sconfitti in modo da indebolire il governo di Kiev e costringerlo a venire a patti con Mosca. L’Occcidente accusa Putin di appoggiare i ribelli, ma nei fatti la natura così limitata del suo sostegno sta generando malcontento tra i combattenti che speravano in un aiuto da parte della Russia nella loro battaglia contro la violenza fascista.

Probabilmente l’esercito ucraino proverà a far leva sulla propri superiorità numerica per annientare i ribelli. La stima degli esperti è che 30mila soldati regolari si troveranno ad affrontare un massimo di 10mila insorti. In queste condizioni la rezione più logica da parte dei ribelli sarebbe creare gruppi di 200-300 miliziani, armati di lanciarazzi mobili e mine anti-carroarmato, e interrompere i collegamenti con Donetsk in modo da fermare l’avanzata delle truppe ucraine ringalluzzite dalla conquista di Sloviansk. Hanno già fatto saltare tre ponti lungo la strada per Donetsk e le truppe ucraine dovranno affronatre il rischio di imboscate da parte dei ribelli lungo le strade principali.

Non è possibile sapere esattamente quanti uomini ed equipaggiamenti i ribelli siano stati in grado di concentrare a Donetsk. Ma combattere in una città moderna è un incubo per l’esercito ucraino. Ogni strada può diventare un campo di battaglia, ogni casa un focolaio di resistenza. I ribelli combatteranno fino alla morte e il conto delle vittime sarà salato. Anche se Donetsk dovesse cadere, il governo di Kiev si troverebbe ad affrontare una lunga guerra di guerriglia, attentati terroristici e l’odio di una popolazione conquistata che può essere tenuta a bada solo con la repressione.

Nell’Ucraina orientale uomini, donne e bambini vengono continuamente uccisi, mutilati e fatti fuggire dalle loro case. Molti sono fuggiti in Russia. Almeno 20 civili sono rimasti uccisi nel bombardamento della città ribelle di Luhansk venerdì mattina. La Croce Rossa di Luhansk ha denunciato la morte di 44 civili in 48 ore. Il governo della città l’ha definito “un altro giorno nero”. Le bombe dell’esercito ucraino sono cadute “praticamente su ogni quartiere” della città di 427mila abitanti, mentre le truppe di Kiev si avvicinano sempre di più alla città. I suoi abitanti temono costanetemente per la propria vita. Su questo argomento i media occidentali naturalmente mantengono un silenzio discreto.

Un attentato terroristico

Chiunque sia stato il responsabile dell’abbattimento del volo MH17, si è trattato senza dubbio di un atto terroristico su cui bisogna indagare, ma non abbiamo nessuna fiducia nel fatto che il regime di Kiev abbia davvero intenzione di indagare su alcunchè. Il governo di Kiev non ha fatto nulla per indagare sul massacro di Odessa del 2 maggio, quando le persone sono state bruciate vive nella sede del sindacato e sono state uccise mentre cercavano di scappare dall’edificio in fiamme. Almeno 48 persone sono state trucidate in questo violento Pogrom ma , stando alla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, il regime di Kiev non sta collaborando alle indagini, Anzi, Yulia Tymoshenko ha ringraziato pubblicamente gli autori di questo crimine sanguinoso.

I piagnistei di Washington, Londra e Berlino è uno spettacolo disgustoso della peggiore ipocrisia imperialista. Più di 500 uomini, donne e bambini sono stati uccisi a Gaza, ma Obama&Co non chiedono che la classe dominante israeliana desista dalla sua aggressione criminale. Non ci sono appelli a sanzioni contro il regime criminale di Israele, solo i soliti appelli ipocriti a mettere “un freno alla violenza da entrambe le parti”, come se entrambe le parti avessero la stessa responsabilità in questo sanguinoso conflitto.

Ancora più disgustose sono le lacrime di coccodrillo del governo di Kiev che, in ultima analisi, è responsabile del bagno di sangue in Ucraina orientale e della conseguente tragedia del volo MH17. La parlamentare ucraina Valeriya Lutkovska si lamenta: “è doloroso accettare ed è ancora più difficile capire la morte di centinaia di innocenti compresi 80 bambini. Prima questi mostri delle cosiddette Repubbliche Popolari separatiste di Donetsk e Luhansk hanno ucciso, mutilato e usato come scudi umani bambini ucraini. Ora hanno allungato le loro mani insanguinate sui bambini di tutto il mondo”.

Forse ha versato anche qualche lacrima per le centinaia di vittime civili del bombardamento indiscriminato delle aree abitate di Donetsk e di Luhansk. La Croce Rossa ha denunciato che nelle ultime 48 ore sono state uccise 40 persone a Luhansk. L’argomentazione di Kiev e dei suoi sostenitori per cui donne e bambini vengano usati come “scudi umani” è ben nota dalla propaganda israeliana contro i palestinesi. In pratica vuol dire che i civili che sono talmente sconsiderati da vivere nelle città che loro vorrebbero conquistare dovrebbero essere uccisi e mutilati dalle bombe e dai proiettili ucraini. Non serve aggiungere altro.

Per quanto riguarda l’obiettivo di Mosca, sembra essere quello di mantenere il controllo sull’Ucraina facendo in modo che resti nel caos. Questo indebolirà il governo di Kiev e lo convincerà che nulla può essere fatto senza il permesso di Mosca. E in più avrà il vantaggo di dimostrare al popolo russo che qualsiasi tentativo di rivoluzione, qualsiasi tentativo di liberarsi del regime di Putin, è destinato a finire solo nel caos e nella guerra civile. Per quanto riguarda infine la sfortunata popolazione di Donetsk, loro avranno il dubbio onore di morire per la madrepatria Russia che non era pronta ad accoglierli.

Il popolo ucraino è stato crudelmente ingannato da quegli “amici”, sia stranieri che ucraini, che fingevano di difendere i loro interessi. Molti in Ucraina occidentale pensavano che la caduta di Yanukovych avrebbe portato ad un miglioramento e che l’Unione Europea sarebbe venuta in loro aiuto. Dopo qualche mese appena hanno cominciato a chiedersi cosa fosse cambiato a Kiev e si sono resi conto che non era cambiato niente, perlomeno non in meglio. A tirare le fila dietro le quinte sono sempre gli stessi oligarchi corrotti. Gli aiuti occidentali sono arrivati con il vincolo dell’austerità, delle privatizzazioni su larga scala e del peggiormaneto delle condizioni di vita. I prezzi stanno aumentando. GLi sconfitti, come al solito, sono le persone comuni.

Per la popolazione dell’Ucraina orientale la situazione è ancora peggiore. I criminali di Kiev stanno provando a distogliere l’attenzione dal fatto che a comandare siano ancora gli oligarchi battendo sul tamburo del nazionalismo e alimentando l’odio verso la Russia e i russofoni, che loro spacciano per terroristi, separatisti, subumani e bestie. Yatseniuk e Poroshenko si appoggiano sugli elementi criminali e nazisti che hanno sguinzagliato contro le regioni orientali.

Qualche sempliciotto pensa che la Russia stia agendo nell’interesse dell popolazione dell’Ucraina orientale. Nella loro confusione identificano la Russia di Putin con quella di Lenin e Trotskij. È solo una sciocca illusione! Non si rendono conto che oggi la Russia è un Paese capitalista governato da un’oligarchia rapace e corrotta, proprio come l’Ucraina.

Quando un lavoratore russo dice: “Voglio difendere i miei fratelli ucraini nella lotta contro il fascismo” possiamo credergli. È un sano sentimento di solidarietà di classe. Ma quando Vladimir Putin dice la stessa cosa non crediamo ad una sola parola. Putin e la cricca del Cremlino rappresentano gli interessi dell’oligarchia russa. Stanno facendo un gioco cinico sulle spalle della popolazione dell’Ucraina dell’Est, alimentando le loro speranze per poi tradirli e abbandonarli alla mercè del regime di Kiev e dei suoi mercenari fascisti. Sarebbe disastroso avere qualche illusione da questo punto di vista.

Lavoratori ucraini! La vera radice dei vostri problemi non è questo o quel governo, ma il sistema capitalistico. I capitalisti vi hanno saccheggiati, derubati e ingannati. Si sono arricchiti e hanno ridotto una nazione potenzialmente prospera alla miseria, alla rovina e all’umiliazione. Ora l’hanno gettata in una sanguinosa guerra civile. Questa guerra non serve al popolo ucraino.

La strada del nazionalismo e dello sciovinismo non porta a niente se non alla rivina di tutti gli ucarini. L’unica soluzione è unire la classe lavoratrice per rovesciare l’oligarchia capitalista: per un’Ucraina unita, indipendente e socialista. Non fidatevi di quei politici bugiardi che si avvolgono nella bandiera del nazionalismo ma che in realtà sono agenti degli oligarchi! Non fidatevi di quei leader stranieri, siano essi di Washington, Berlino o Mosca, che si dichiarano vostri amici ma che stanno perseguendo solo i propri egoistici interessi! Fidatevi solo di voi stessi, della forza della classe lavoratrice e della causa del socialismo. Questa è l’unica strada possibile.