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Il Ministro dell’istruzione Carrozza continua sulla strada già delineata: distruggere l’università pubblica.

 

Con la riforma Gelmini abbiamo assistito ad un’accelerazione del processo di smantellamento del diritto allo studio che, tra i tanti attacchi in essa contenuti, ha stabilito anche il blocco del turn-over: dal 2012, ogni dieci lavoratori andati in pensione se ne potevano assumere soltanto cinque.

Il Decreto punti organico 2013 (meglio conosciuto come Dm Carrozza) è un decreto attuativo della riforma Gelmini. I punti organico servono alle università per poter assumere personale a fronte dei pensionamenti e non vengono ripartiti nei singoli atenei, ma all’interno del sistema universitario nel suo insieme. L’università che gode di più punti organico potrà assumere nuovo personale, determinando una situazione paradossale per la quale alcuni atenei potranno assumere più personale di quello che serve ed altri invece non potranno assumere nemmeno un lavoratore. Molte università, a causa di questo decreto, saranno costrette alla definitiva chiusura dell’ateneo o, nella sfrenata rincorsa ai punti organico, le università saranno costrette a fondersi tra loro su basi regionali o macro-regionali, così come previsto dalla Programmazione finanziaria 2013-2015.

Il peso della crisi è scaricato sulle spalle di studenti e lavoratori: gli studenti saranno aggravati da tasse più pesanti e servizi sempre più scadenti; ai dipendenti delle università saranno imposti carichi di lavoro insostenibili. Il Dm Carrozza legittima la pratica delle esternalizzazioni dei servizi che genera maggiore sfruttamento per i lavoratori delle ditte appaltatrici; anche i ricercatori pagheranno le conseguenze di questo decreto dato che le loro prospettive di essere assunti come docenti si assottiglieranno vertiginosamente.

Abbiamo la necessità di lottare contro quest’ennesimo attacco all’università pubblica. Il Csu-Sempre in lotta Napoli è impegnato in una campagna di diffusione del documento “Decreto Carrozza: università pubblica ultimo atto” dove vengono esposti in maniera ampia tutti gli attacchi fatti all’università pubblica da parte del Decreto punti organico 2013 e le conseguenze che esso comporta in termini di qualità della didattica, tasse universitarie, conseguenze per i lavoratori universitari, per dottorandi e ricercatori.

La campagna, che sta già riscuotendo successo, si pone l’obiettivo di coinvolgere studenti, ricercatori e lavoratori in un percorso di lotta che passerà per la convocazione di un’assemblea e che continui fin quando l’università diventi realmente pubblica di massa e di qualità!

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