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Segnali di fermento negli atenei del Nord-Est!

 Da sempre per gli studenti universitari, ossessionati dagli appelli d’esame o dai lavori stagionali, il periodo estivo corrisponde solo parzialmente a quello vacanziero. Ma negli ultimi anni anche i cervelloni dell’università in estate non si sono dati pace

Per gli atenei di Udine e Trieste quest’estate si prefigura più "bollente" che mai: aumenti di tasse, tagli di fondi, riduzioni di servizi ecc. La regione stufa di sostenere finanziariamente gli studenti ("nel nord-est c’è bisogno di operai qualificati, non d’intellettuali disoccupati!") ha invitato gli enti per il diritto allo studio a "razionalizzare" il loro intervento, individuando due obiettivi: l’abbassamento delle soglie di reddito per l’accesso agli assegni e il raddoppio del costo dei bollettini-mensa (in 3 anni, per rendere, è proprio il caso di dirlo, i bocconi meno amari). Gli enti impiegheranno tutto il loro zelo nello scegliere i giorni di maggior svuotamento degli atenei per realizzare questi interventi.

Immediata è stata la convocazione di numerose assemblee (affolattissime), che hanno posto gli studenti di fronte allo spettro della "razionalizzazione". Alcune discussioni hanno fatto emergere il problema fondamentale: laddove il diritto allo studio è rimasto in qualche modo in piedi, esso viene denunciato come anacronistico e viene attaccato con intensità. A Trieste la mensa sforna pasti decenti, gli alloggi a Udine sono decorosi: proprio per questo è assurdo che gli studenti si illudano di goderne a basso costo! Fino ad oggi questa logica ha potuto dilagare anche grazie al pessimismo sparso negli atenei. Ora lo spazio per questo sentimento è destinato ad esaurirsi, mentre lo sconcerto fra gli studenti sta dando vita ai primi segnali di mobilitazione. E’ notizia delle ultime settimane che parecchie facoltà a Trieste sembrano intenzionate a scambiare i propri servizi con aumenti di tasse: se l’autunno confermerà queste voci, la spirale di aumenti a catena scatenerà la rabbia degli studenti.

Di fronte a tale fermento, i collettivi studenteschi dei due atenei hanno il dovere di moltiplicare i propri sforzi per dare una direzione al malcontento: nelle università la controriforma Berlinguer e i suoi assunti reazionari (competizione fra atenei, selezione di classe, taglio dei servizi ecc.) si concretizzano in una miriade di "furti" ai danni degli studenti, soprattutto di quelli che provengono da famiglie economicamente disagiate.

Non si tratta del ritratto di un futuro prossimo: sono le contraddizioni del presente a constringere gli studenti ad organizzarsi e a lottare contro la ristrutturazione dell’università, oltre che rivolgere la loro attenzione a tutti gli altri giovani (lavoratori, precari, disoccupati) che stanno iniziando a "muoversi" contro ogni forma di discriminazione sociale.

 

Al fianco dei lavoratori e dei disoccupati per difendere il nostro futuro

 

Alla luce degli ultimi atti di privatizzazione della scuola anche noi studenti di Marcianise (CE) abbiamo deciso di dire basta! Come studenti di ragioneria, del liceo scientifico, linguistico e dell’ITIS ci siamo riuniti per formare un Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp).

Come primo passo stiamo sostenendo le battaglie del Comitato disoccupati "in lotta per il lavoro" partecipando all’occupazione dell’aula consiliare e ad altre mobilitazioni.

Gran parte degli obiettivi per cui ci battiamo, sono gli stessi che da tempo alimentano le manifestazioni dei senza lavoro. Esempio pratico è l’esenzione dalle tasse scolastiche per coloro che provengono dai ceti meno abbienti (come può un disoccupato permettersi di fare studiare il figlio ostacolato dalle ingenti tasse?) e la faccenda diventa ancora più grave se si pensa che negli ultimi anni le tasse sono raddoppiate (dal‘90 ad oggi quelle universitarie sono aumentate del 55%). Il fronte disoccupati-studenti è accomunato dalla rivendicazione della gratuità dei trasporti pubblici e dei libri.

Al liceo scientifico di Marcianise giungono studenti da paesi circostanti costretti a pagare 70.000 lire al mese per l’abbonamento del pullman.

Le prossime finanziarie, per almeno 15 anni, colpiranno la scuola insieme al resto dello stato sociale peggiorando le condizioni di vita degli studenti, dei lavoratori e dei disoccupati. Se non lottiamo uniti per fermare questo processo, ci troveremo non solo senza lavoro ma anche in una società con pochi ricchi, pieni di privilegi, e molti poveri senza diritti.

Csp Marcianise (CE)

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