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Sciopero generale contro il caro petrolio

dal sito web In Defence of Marxism

La Nigeria è sconvolta da un nuovo sciopero generale contro le politiche del Presidente Obasanjo. Il paese africano è uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio, ma la stragrande maggioranza dei suoi abitanti non gode affatto dell’aumento dei prezzi del greggio. Tutti i profitti vengono intascati dalle grandi multinazionali e dalla borghesia locale.

Sembra incredibile in un paese che è il quinto produttore di petrolio che per i lavoratori e le loro famiglie ci sono solo aumenti continui del combustibile. Ciò ha già portato a tre scioperi generali negli scorsi diciotto mesi, quello a cui stiamo assistendo in questi giorni è stato convocato dal Nigerian Labour Congress (Nlc), la confederazione sindacale, in risposta ad un aumento del 25% del prezzo della benzina.

Il combustibile per i nigeriani è essenziale non solo per i mezzi di trasporto ma anche per cucinare e riscaldarsi. L’attacco del governo rappresenta un vero e proprio salasso per il tenore di vita delle masse nigeriane. Questo paese, ricchissimo oltre che di petrolio di altre materie prime come diamanti e oro, vede il 90,8% di abitanti che vive con meno di due dollari al giorno!

Le statistiche dimostrano anche come il numero di persone che guadagna meno di un dollaro al giorno è cresciuto dal 28,1% del 1980 al 46,4% dell’86, fino ad arrivare al 65,6% nel 1996! Questi sono i risultati delle politiche di privatizzazione dei vari governi succedutisi negli anni novanta, che hanno svenduto 88 delle 111 aziende statali allora esistenti.

Spesso veniamo informati dei tremendi conflitti etnici, specialmente tra le etnie musulmane e cristiane. Questo aspetto, certamente vero, ma comunque creato e fomentato dai crimini dell’imperialismo in Africa, offusca completamente la più grande novità dell’ultimo periodo, l’ascesa della lotta di classe in tutto il paese, che supera le divisioni religiose ed etniche. La classe operaia nigeriana è la più numerosa del continente, insieme a quella del Sudafrica. Nel giugno del 2003 i lavoratori scioperarono per una settimana, sempre contro l’aumento del prezzo della benzina, ma le aspettative della base furono tradite dai dirigenti del Nlc che accettarono un compromesso al ribasso. Nell’ottobre 2003 bastò invece solo la minaccia di sciopero per far ritirare un nuovo aumento già annunciato.

Il governo vorrebbe andare a fondo nell’attacco al movimento operaio, ma non ha la forza necessaria. Il generale Obasanjo si vanta di essere il primo presidente “democratico” della Nigeria ma le sue elezioni sono state viziate da clamorosi brogli. Di fronte a una legittimità popolare piuttosto scarsa ha deciso quindi di passare alla repressione. Il giorno prima dell’inizio dello sciopero, domenica 10 ottobre, il segretario generale del Nlc, Oshiomhole, è stato arrestato e malmenato dai servizi di sicurezza. Il governo ha avvisato il sindacato che non permetterà manifestazioni non autorizzate dalla Polizia. Al momento in cui scriviamo la Corte suprema si è rifiutata di assecondare la richiesta del governo di sospendere lo sciopero. Ciò rivela la forza del movimento e le divisioni all’interno della classe dominante.

Comunque si concluderà questo sciopero, lo scontro fra il padronato e le masse diseredate non potrà che aumentare di intensità. Obasanjo deve obbedire agli ordini delle multinazionali del petrolio e ai ricchi parassiti che lo mantengono al potere. Il segretario del Nlc Oshiomhole subito dopo il suo rilascio ha dichiarato: “i disoccupati e i piccoli commercianti soffriranno dei disagi (per lo sciopero, ndr), ma è meglio soffrire per qualche giorno piuttosto che diventare schiavi nel proprio paese. La scelta è chiara: lottare oggi per avere un futuro migliore domani oppure prostrarsi in ginocchio come schiavi”.

Queste parole riflettono la combattività dei lavoratori in Nigeria. Questa combattività può e deve portare alla caduta di Obasanjo. Il movimento operaio non dispone tuttavia di un proprio partito: è compito dei sindacati costruirlo. Con un partito e un programma a difesa degli interessi dei lavoratori e delle classi oppresse, il proletariato nigeriano sarà invincibile.

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