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Un’altra sconfitta per l’opposizione

Mentre scriviamo ci giunge la notizia dell’assassinio di Danilo Anderson, un magistrato di Caracas che stava procedendo all’incriminazione di centinaia di membri dell’opposizione che avevano partecipato al golpe dell’11 aprile. Anderson è stato dilaniato da una bomba posta nella sua auto la notte del 19 novembre scorso. L’attentato è l’ultimo disperato tentativo dell’opposizione di ostacolare il processo rivoluzionario che si sta approfondendo in Venezuela.

Un punto di svolta per la rivoluzione venezuelana

 Lo scorso 7 settembre i padroni della Venepal, una grossa cartiera a Moron, nello stato di Carabobo in Venezuela, hanno deciso di interrompere la produzione e di non pagare i salari a tutti i quattrocento dipendenti. Già un anno fa l’azienda aveva preso lo stesso provvedimento adducendo difficoltà finanziarie e i lavoratori avevano deciso di occupare lo stabilimento in una dura lotta durata undici settimane.

    Cesar Zelada è stato liberato!

 Lo studente peruviano Cesar Zelada, arrestato dalla Polizia boliviana il 12 settembre scorso, è stato rilasciato su cauzione. Cesar era in Bolivia come componente di una delegazione di studenti dell’Università di Puno in Bolivia per esprimere la propria solidarietà con la lotta degli studenti boliviani e per partecipare a una riunione dell’organizzazione giovanile della Cob (il sindacato boliviano). Era stato arrestato con altri studenti e attivisti di sinistra boliviani e peruviani. Il suo rilascio è dovuto al successo della campagna internazionale che si è sviluppata in queste settimane.

In cinque anni e mezzo il progetto bolivariano incarnato dal presidente Chavez si è presentato ben otto volte davanti agli elettori. Ebbene, lo scorso 15 agosto - come ha dovuto riconoscere lo stesso Carter, l’expresidente Usa che “controllava” che il voto fosse democratico - un 59% (circa 6milioni di elettori) hanno votato a favore di Chavez, mentre un 41% votava contro.

Il testo che segue è la sintesi di un articolo che è stato pubblicato circa un anno fa dai marxisti venezuelani del Topo Obrero-Militante. Pensiamo che mantenga intatto il suo valore intervenendo su una questione decisiva per il movimento operaio internazionale, e cioè sulla alternativa da opporre al capitalismo e sui tentativi di controllo operaio che si sono prodotti in Venezuela negli ultimi anni.

Un successo straordinario

Il successo della campagna di solidarietà “Giù le Mani dal Venezuela” è stato senza precedenti. Molti nostri lettori sanno che nella prima metà di maggio abbiamo organizzato un tour di assemblee pubbliche con Jorge Martin, responsabile internazionale della campagna e corrispondente in Europa de El Topo Obrero, rivista marxista venezuelana. In 14 giorni abbiamo organizzato 18 assemblee pubbliche con la presenza totale di circa 1200 persone.

La lunga mano di Washington

 

Malgrado le masse abbiamo respinto per ben due volte i tentativi di colpo di stato, l’opposizione “democratica” venezuelana non rinuncia ai suoi propositi reazionari. Oggi il principale pericolo per la rivoluzione bolivariana viene probabilmente da un possibile intervento straniero che avrebbe come protagonista l’esercito colombiano.

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