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ROMA - La mattina di venerdi 9 marzo, in occasione del corteo nazionale della Fiom a Roma, gli studenti del liceo Righi organizzavano un presidio davanti alla loro scuola insieme ai compagni dei Giovani comunisti per promuovere la partecipazione alla manifestazione che si sarebbe svolta da lì a poco. Dopo pochi minuti si sono presentati davanti alla scuola una quindicina di giovani fascisti del gruppo ControTempo (uno dei tanti della galassia neofascista romana) che, dopo qualche minaccia, hanno deciso di caricare il presidio mentre i compagni srotolavano uno striscione per il corteo. Armati di caschi, i neri colpivano in modo molto duro mandando tre studenti all’ospedale. Questo episodio molto grave si inserisce in un contesto generale di ripresa delle aggressioni fasciste a Roma nell’ultimo periodo. In particolare il 7 marzo a Roma Nord due compagni di Senza Tregua, che volantinavano davanti ad una scuola sempre per il corteo della Fiom, sono stati assaliti e malmenati.
Da questi episodi innanzitutto risulta evidente come per i fascisti nelle scuole sia necessario reprimere ogni iniziativa politica tesa a costruire l’unità tra studenti e lavoratori, in particolare in occasione della partecipazione al corteo della Fiom per l’importanza di quest’ultimo.
Infatti è chiaro come l’idea che il movimento studentesco debba lottare al fianco dei lavoratori contro il sistema che vuole far pagare la crisi solo ai più deboli metta in crisi tutta la propaganda nazionalista, razzista e populista dei fascisti nelle scuole. Queste aggressioni sono l’ennesima dimostrazione del ruolo che giocano queste organizzazioni che, nonostante il loro ribellismo di facciata, difendono sempre e comunque gli interessi dei padroni e dello Stato.
In un contesto come Roma, dove i fascisti godono di coperture istituzionali a tutti i livelli e sono così pericolosi, il tema dell’antifascismo è sempre fondamentale. Per questo è necessario agire su diverse questioni: innanzitutto andrebbe organizzata una campagna contro i fascisti nelle scuole con volantinaggi, assemblee e presidi per coinvolgere la grande massa degli studenti nella lotta contro i fascisti spiegando il ruolo che giocano nella società e facendo un ragionamento serio ed approfondito sull’autodifesa dell’iniziativa politica antifascista.
Chiaramente tutto questo da solo non basta, infatti l’antifascismo si deve sviluppare come un singolo aspetto di una lotta complessiva contro il sistema, per cambiare la società, perché solo attraverso un movimento di massa (come è già stato in passato) si possono ribaltare i rapporti di forza e cacciare i fascisti dalle scuole e dai quartieri della nostra città.

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