Pavia - Respingere la minaccia neofascista! - Falcemartello

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Il partito neofascista Forza Nuova ha aperto a Pavia una sede praticamente affiancata al centro sociale Barattolo.

Negli anni scorsi abbiamo raccontato anche su FalceMartello una serie lunghissima di violenze e di provocazioni compiute dai fascisti a Pavia, specialmente ai danni dei Giovani Comunisti, del Barattolo (seriamente danneggiato da un incendio nel 2001), del Prc, ecc.

La risposta di un ampio fronte di sinistra aveva ormai annullato il problema da circa un anno, ma, come avevamo previsto, le politiche del centrosinistra, che non hanno costituito un’alternativa attraente al governo della destra, non potevano che far rialzare la testa alla feccia fascista: come in molte altre città, un nuovo nucleo neofascista si è formato, convinto di poter capitalizzare la deludente performance dei “comunisti di governo”.

Già settimane prima, noi Giovani comunisti abbiamo promosso una raccolta firme nelle scuole e in piazza per sensibilizzare più compagni possibili sulla questione. Abbiamo trovato una risposta notevole, con centinaia di giovani e lavoratori che hanno aderito alla nostra petizione che affermava l’inaccettabilità dell’apertura di una sede di Forza Nuova che sarebbe diventata un centro di violenze, provocazioni e propaganda razzista e reazionaria. Non ci siamo fidati delle promesse a mezza voce del questore, che lasciava intendere che avrebbe trovato (trasformando la questura in un’agenzia immobiliare per fascisti!) una “sistemazione alternativa”: d’altronde per noi quella sede non doveva aprire da nessuna parte!

A inaugurare la sede c’erano Roberto Fiore e Gianmario Invernizzi. Il primo è un miliardario ex aderente al gruppo terroristico Terza Posizione, fuggito in Inghilterra per anni per sfuggire alla sua imputazione nel processo sulla strage di Bologna. Il secondo è un banchiere lodigiano, che pochi giorni dopo l’inagurazione guidava una cordata di azionisti della Banca Popolare Italiana, che ha difeso l’operato di Gianpiero Fiorani dichiarando che questi meriterebbe addirittura una medaglia per ciò che ha fatto! Sono questo tipo di interessi materiali, insieme al “lavoro sporco” lasciato alla “bassa manovalanza”, che tengono in piedi Forza Nuova.

A contestare l’inaugurazione, un presidio ben più numeroso di antifascisti, promosso nel giro di 24 ore con un tam-tam e un volantinaggio a tempi di record. Il presidio si è gonfiato fino a diventare un corteo che ha aggirato la “zona rossa” stabilita dalla polizia a difesa del covo fascista e ha raggiunto il Barattolo.

Pochi giorni dopo, un misterioso “attentato” consistente nell’incendio di una catasta di legna davanti alla saracinesca della sede fascista, per un danno di circa una decina di euro volendo esagerare, diventa l’occasione per Forza Nuova per darsi al vittimismo più sfrenato accusando ovviamente “i rossi”. Il gesto cretino (ammesso che non si tratti di attentato “autarchico”) ha fatto comodo solo a loro, e questo è stato dichiarato subito dal neocostituito “Osservatorio Antifascista Pavese” che raccoglie il centro sociale, Prc Pdci e i loro giovani, l’UdU, un gruppo di anarchici e singoli antifascisti. A nessuno è sfuggita la somiglianza con analoghi eventi milanesi.

La campagna antifascista non si è fermata, anzi, è solo all’inizio. Sappiamo che non potrà avere successo se non saprà legarsi ad un discorso concreto che riguardi le condizioni sociali della maggioranza della popolazione; le chiacchiere costituzionali o legalitarie, ma in fondo ipocrite, del Comune di centrosinistra ci interessano ben poco.

La scusa che non si può impedire a Forza Nuova di aprire una sede perché è “un partito legale”, ci interessa ben poco, anche perché noi siamo per la messa fuori legge di questo che non è un “movimento politico” bensì una sorta di corpo paramilitare specializzato in provocazioni, aggressioni anticomuniste ed istigazione a pogrom contro gli immigrati, i nomadi, i musulmani, gli ebrei, gli omosessuali. Gli attivisti della sinistra e del sindacato devono imporre ai propri dirigenti una posizione ferrea su questo punto, che è amplissimamente condiviso dalla base militante ma irresponsabilmente trascurato dai vertici (anche del Prc).

A noi interessa costruire in città quei rapporti di forza, in primo luogo politici, che rendano impossibile un’offensiva reazionaria e che in ultima analisi preparino la chiusura di questa sede.

In mancanza di risposte davvero di sinistra, queste idee ora ultraminoritarie possono prendere terreno: fra pochi giorni, Forza Nuova ha convocato una fiaccolata, stile Ku Klux Klan, contro un insediamento di immigrati rumeni presso un’area dismessa. L’atteggiamento del Comune, che per anni ha perseguitato queste famiglie poverissime (anche perché in quella zona deve sorgere un centro commerciale) e non ha risolto alla radice con una seria politica sociale il problema del degrado in cui vivono, alimentando di fatto l’emarginazione e il razzismo, ha fornito la miccia di una situazione esplosiva e questi reazionari senza scrupoli sono ben disposti ad accenderla (non solo metaforicamente, per chi ricorda cosa ha fatto Forza Nuova al campo nomadi di Opera).

Noi però non staremo sicuramente a guardare!

 

04/07/2007