Storie di quotidiana resistenza a Roma - Falcemartello

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Montesacro – Il 5 aprile i fascisti di CasaPound irrompono nella scuola elementare Parini, in ristrutturazione. La scuola si trova a pochi metri dalla casa e dalla lapide di Valerio Verbano, militante antifascista assassinato dai Nar nel 1980. Anche grazie all’appello di Carla, madre di Valerio, qualche centinaio di antifascisti accorrono sul luogo e a fine giornata i fascisti si accordano con la polizia per andarsene. Il giorno dopo, probabilmente grazie ad Antonio Lucarelli (capo gabinetto del sindaco ed ex leader romano di Forza Nuova) entrano in uno stabile abbandonato dell’Acea in via Val d’Ala, nello stesso quartiere. Nelle notti successive sono cominciate le aggressioni contro attivisti studenteschi (anche giovanissimi) e militanti di sinistra. Due volte sono stati improvvisati cortei dagli antifascisti del quartiere ed uno è arrivato nei pressi dello stabile scontrandosi con la polizia schierata a difesa dei fascisti.

 

Lo striscione che hanno messo recita “Occupazione Scopo Abitativo” ed è falso come il loro presunto antagonismo: le 17 famiglie di cui parlano sempre, là non ci stanno. Nessuno di loro è del quartiere o della zona: oltre ai soliti leader ci sono ragazzi di fuori Roma o di quartieri borghesi come la Balduina e il Flaminio. Il loro obiettivo è avere una base d’appoggio per entrare nelle scuole secondo la tattica più volte utilizzata di mandare i loro picchiatori più avanti negli anni nelle scuole dove hanno qualcuno del Blocco studentesco per imporre le loro “occupazioni” o “autogestioni”. Vicinissimi sono il Liceo scientifico Archimede (dove andava Valerio Verbano) e l’Itis Pacinotti.

 

Al loro antagonismo non crede ormai più nessuno. Oltre alla copertura politica di vari deputati e senatori, hanno i loro eletti nelle fila del Pdl, come il loro vice-presidente Andrea Antonini, consigliere del XX Municipio e già assessore allo sport presso lo stesso. Ma il loro padrino più benevolo è proprio il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha pensato bene di mettere nel prossimo bilancio – un bilancio di lacrime e sangue con tagli ai servizi per 125 milioni di euro e aumenti di tasse e tariffe per 283 milioni – una spesa di 11 milioni di euro per l’acquisto dello stabile di via Napoleone III ove risiede Casapound, stabile di pregio assegnato loro nel 2004 dall’allora presidente regionale Storace. Questi fascisti sono così contro il sistema che si fanno comprare casa in centro dal sindaco…

Abbastanza chiaro anche l’atteggiamento della polizia, che dopo il primo presidio, conclusosi peraltro senza scontri, ha emesso 53 denunce per “manifestazione non autorizzata”.

È necessaria una risposta decisa e la più larga possibile, che coinvolga non solo gli attivisti ma anche le centinaia di antifascisti del quartiere che non fanno politica o che comunque non sono organizzati. Facciamo appello, quindi, per la creazione di un coordinamento antifascista che riunisca tutte le realtà politiche, sociali e sindacali del IV Municipio per costruire insieme una mobilitazione capillare sul territorio che porti alla cacciata dei fascisti di Casapound.

un comunista del Tufello

Tor vergata – L’università di Tor Vergata è tristemente nota a Roma per la presenza organizzata di Blocco Studentesco, organizzazione studentesca dei fascisti di CasaPound che già due anni fa dopo il movimento dell’onda si era resa protagonista di una feroce aggressione nella facoltà di Giurisprudenza.

I neofascisti dopo essere sostanzialmente spariti dall’ateneo durante l’autunno-inverno hanno approfittato del riflusso delle mobilitazioni per tornare a far parlare di sé. Con la collaborazione del rettore Lauro e di alcuni docenti hanno organizzato il 14 aprile nella facoltà di Lettere lo spettacolo “Disco Risorgimento”, ricevendo tra l’altro finanziamenti dall’università per diverse migliaia di euro, con l’obiettivo di legittimare il proprio spazio politico nell’ateneo per sviluppare la loro propaganda ultranazionalista.

I collettivi studenteschi Unileft e Lavori in Corso hanno risposto dapprima con dei volantinaggi di denuncia per poi provare a svolgere un presidio durante lo svolgimento dello spettacolo, nonostante le forze dell’ordine massicciamente presenti ci avessero tenuto a far sapere agli antifascisti che non garantivano assolutamente la loro incolumità. Non avevamo dubbi!

Nei giorni seguenti uno studente antifascista consigliere di facoltà di Lettere veniva minacciato pesantemente dai fascisti e il Senato accademico dopo una manovra del rettore e dei senatori legati a CasaPound nominava membro della commissione disciplinare dell’ateneo Noah Mancini, coordinatore di Blocco studentesco a Tor Vergata, ancora indagato per i fatti di Giurisprudenza. Uno squadrista più volte denunciato dovrebbe formare parte di una commissione “disciplinare” che ha il potere di sospendere gli studenti che disturbano la didattica: la Riforma Gelmini va in applicazione e i fascisti ne sono i più fedeli cani da guardia.

Di nuovo i collettivi si sono mobilitati con volantinaggi e con un documento indirizzato al Senato peraltro ignorato dalle autorità accademiche.

Abbiamo allora presentanto una richiesta firmata da 5 rappresentanti degli studenti alla riunione del Consiglio di facoltà di Lettere, con la richiesta che quest’organo deliberasse di non concedere più spazio ai neofascisti all’interno della facoltà ed esprimesse posizione contraria alla nomina di Mancini.

Dopo una discussione molto dura, nonostante l’ostruzionismo del preside, si riusciva a far approvare dal Consiglio di facoltà la presa di posizione contraria alla nomina dell’esponente di Blocco e a far inserire all’ordine del giorno del successivo consiglio la decisione di non concedere più spazi ai fascisti.

L’unione della campagna di denuncia con precise richieste al consiglio di facoltà, facendo fronte comune fra tutte le realtà antifasciste ha portato a un primo risultato. Oggi come ieri contro il fascismo solo la lotta paga!

di Daniele Argenio

Collettivo Unileft Tor Vergata