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Il 5 aprile i fascisti di Casapound hanno fatto irruzione nella scuola elementare Parini, momentaneamente vuota perché in ristrutturazione. Questa provocazione era ancor più grave perché la scuola si trova a pochi metri dalla casa e dalla lapide di Valerio Verbano, militante antifascista assassinato dai Nar nel 1980. Anche grazie all’appello di Carla, madre di Valerio, qualche centinaio di antifascisti accorrono sul luogo e a fine giornata i fascisti si accordano con la polizia per andarsene. Il giorno dopo, probabilmente grazie ad Antonio Lucarelli (capo gabinetto del sindaco ed ex leader romano di Forza Nuova) entrano in uno stabile abbandonato dell’Acea in via Val d’Ala, nello stesso quartiere. Nei giorni successivi (anzi, nelle notti successive) sono cominciate le aggressioni contro attivisti studenteschi (anche giovanissimi) e militanti di sinistra. Due volte sono stati improvvisati cortei dagli antifascisti del quartiere ed uno è arrivato nei pressi dello stabile scontrandosi con la polizia schierata a difesa dei fascisti.

Lo striscione che hanno messo recita “Occupazione Scopo Abitativo” ed è falso come il loro presunto antagonismo. Innanzi tutto non è un’occupazione, ma un’assegnazione, com’è loro abitudine. Infatti anche il loro quartier generale, un’immobile di pregio nella centralissima via Napoleone III, gli è stato dato nel 2004 dall’allora presidente della regione Francesco Storace. E non c’è nessuno scopo abitativo, visto che le 17 famiglie di cui parlano sempre, là non ci stanno. L’unico scopo che hanno è quello di avere una base nel quartiere per fare le loro attività. Nessuno di loro è del quartiere o della zona: oltre ai soliti leader ci sono ragazzi di fuori Roma o di quartieri borghesi come la Balduina e il Flaminio.

Adesso si dipingono come vittime e dicono di non voler cercare lo scontro: fanno così per far passare del tempo, lasciare che quel covo diventi una realtà tollerata nel quartiere e in autunno avere una base d’appoggio per entrare nelle scuole. Là vicinissimo, infatti, ci sono il Liceo Scientifico Archimede (dove andava Valerio Verbano) e l’Itis Pacinotti. La loro politica di questi anni è di mandare i loro picchiatori più avanti negli anni nelle scuole dove hanno qualcuno del Blocco Studentesco per imporre le loro “occupazioni” o “autogestioni”.

Più volte hanno cercato di infiltrarsi nel movimento studentesco, ma ormai al loro antagonismo non ci crede più nessuno, visto che i loro legami col PdL a livello cittadino e nazionale sono sotto gli occhi di tutti. Non hanno solo la copertura politica di deputati e senatori come Gramazio, Aracri, Raisi e Storace, ma hanno proprio dei loro eletti nelle fila del Pdl, come il loro vice-presidente Andrea Antonini, consigliere del XX municipio e già assessore allo sport presso lo stesso. Ma il loro padrino più benevolo – e forse più importante – è proprio il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Dopo aiuti e aiutini, il sindaco ha pensato bene di mettere nel prossimo bilancio – un bilancio di lacrime e sangue con tagli ai servizi per 125 milioni di euro e aumenti di tasse e tariffe per 283 milioni – una spesa di 11 milioni di euro (!!!) per l’acquisto dello stabile di via Napoleone III ove risiede Casapound. Questi fascisti sono così contro il sistema che si fanno comprare casa in centro dal sindaco…

Oltre alle coperture politiche, anche l’atteggiamento della polizia è abbastanza chiaro , che ha dato subito un segnale facendo partire – dopo il primo presidio, conclusosi peraltro senza scontri – 53 denunce per “manifestazione non autorizzata”.

Per cacciarli c’è bisogno di una risposta decisa, ma che sia la più larga possibile, che coinvolga non solo gli attivisti ma anche le centinaia di antifascisti del quartiere che non fanno politica o che comunque non sono organizzati. Facciamo appello, quindi, per la creazione di un coordinamento antifascista che riunisca tutte le realtà politiche, sociali e sindacali del IV Municipio per costruire insieme una mobilitazione capillare sul territorio che porti alla cacciata dei fascisti di Casapound.

 

TERAMO - Domenica 27 marzo, un’associazione legata al circuito di CasaPound approda in Val Vibrata (Te). Sono riusciti ad insinuarsi nella cittadina di Sant’Egidio senza destare sospetti nonostante l’imponente presenza di forze dell’ordine nel giorno dell’inaugurazione della sede, recitando il solito copione più volte collaudato: si presentano alla cittadinanza come un’associazione culturale, il loro slogan è “Estetica d’Azione” e come prima iniziativa promuovono una raccolta di mangime per i cani alluvionati.

L'anno scorso i deputati del Pd Quartiani e Fiano presentarono a Maroni – ripeto: Maroni – un’interrogazione parlamentare invocando provvedimenti repressivi contro i compagni che avevano contestato la presenza della Moratti sul palco delle autorità del corteo milanese del 25 aprile. Ma non si tratta di un fenomeno isolato.

“No… io non ci terrei mai ad essere un eroe, per carità… Le cose le devi fare, ma devi riuscire ad ottenere qualcosa in cambio senza doverci rimettere la tua vita.”

Queste parole, che Valerio Verbano, giovane  militante  dell’Autonomia operaia romana ucciso da mano fascista il 22 febbraio del 1980, avrebbe detto a un’amica qualche tempo prima di essere assassinato, lasciano in chi le legge, ancora oggi, un senso di amarezza e tenerezza insieme.

Dal 25 al 27 marzo si terrà a Torino il 15° congresso dell’Anpi. L’associazione partigiani, dal 2006 ad oggi, ha vissuto molti cambiamenti. Dal congresso di Chianciano si sono aperte le iscrizioni e gli organi dirigenti alle generazioni che non hanno partecipato alla lotta di Liberazione: gli antifascisti.

 

Parlare di repressione e di un osservatorio sulla questione repressiva in Italia, vuol dire analizzare la deriva securitaria, con relativa applicazione repressiva, portata avanti dagli ultimi governi sia di centrosinistra che di centrodestra. L’obbiettivo di questa politica repressiva è la ghettizzazione, la catalogazione e l’esclusione sociale sistematica, di chiunque potrebbe minare il capitalismo.

 

Novembre 2010: il gruppo neonazista di Forza Nuova tenta nuovamente di aprire una sede nella città di Bergamo, dopo aver chiuso la precedente. Ufficialmente non è una sede di Forza Nuova, ma di un circolo culturale intitolato a Antoine de Saint-Exupéry: l’autore de “Il Piccolo Principe”.

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