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I primi anni tra carcere, poesia e lotta politica

Militare nel partito è il nostro modo di esistere; ma il posto di combattimento dei letterati, il loro banco di prova, è sulla carta bianca. Il nostro compito è saper traformare in poesia la nuova moralità dell'uomo comunista che si va delineando chiaramente in milioni di uomini in tutto il mondo: e ci riusciremo nella misura in cui saremo anche noi parte di questi milioni. Sarà questo il nostro modo dialettico di realizzare quel passaggio «dal particolare all'universale» che l'estetica classica considera come fondamentale della poesia

Italo Calvino

Vladimir Vladimirovič Majakovskij nacque a Bagdadi il 7 luglio del 1893, in Georgia, da una famiglia di modeste condizioni. Il padre, ispettore forestale, morì quando Vladimir era ancora piccolo, lasciandolo con le sue sorelle e la madre. Bagdadi, all'epoca, era un piccolo paese rurale della Georgia, allora parte del vasto Impero russo, abitato da non più di 5mila anime, al confine con la foresta dell'Ajameti, a circa 170 kilometri da Tblisi.

Vladimir Vladimirovič Maja-kovskij nacque a Bagdadi (Georgia) il 7 luglio del 1893, da una famiglia di modeste condizioni. All’indomani della prima grande rivoluzione russa del 1905, si trasferì a Mosca insieme alla famiglia. Il contatto con l’ambiente cittadino e con la condizione operaia portò il giovane ad orientarsi alle idee politiche dei socialisti russi e proprio a Mosca cominciò la sua attività di militante rivoluzionario aderendo al Partito operario socialdemocratico russo.

Nel mese di aprile è uscito “Fedeli alla classe: la Cgl Rossa tra occupazione alleata e svolta di Salerno (1943-45)”. Il libro scritto da Francesco Giliani è frutto di lungo lavoro di ricerca storica che nasce da uno spunto di Pierre Brouè, con il quale l’autore è stato legato da una profonda amicizia oltre che da una collaborazione politica. Uno studio attento e rigoroso che indaga il processo di ricostruzione della Cgl, ad opera di un gruppo di operai rivoluzionari, dopo la caduta del fascismo e durante l’occupazione alleata del Sud tra il 1943 ed il 1945. Il testo affronta un periodo della storia del movimento operaio italiano troppo spesso rimosso non solo dalla storiografia liberale ma anche da quella legata al Partito comunista italiano. Lo fa a partire da materiale largamente inedito tratto da fonti d’archivio italiane ma soprattutto da materiale degli analisti dell’Oss (Office of strategic services), i servizi segreti Usa dell’epoca.

 

La casa editrice Ponte alle Grazie ha recentemente pubblicato “Un anno sognato pericolosamente”, libro nel quale il filosofo sloveno Slavoj Žižek fornisce un'interpretazione e delle chiavi di lettura rispetto ai movimenti sociali che hanno attraversato il 2011.

Hieronymus Bosch è stato un pittore tra i più grandi e originali di tutti i tempi. I suoi lavori sono stati dipinti cinquecento anni fa, eppure sembrano incredibilmente moderni, anticipando il surrealismo. È l’arte di un mondo sconvolto, attraversato da tendenze contraddittorie - un mondo in cui la luce della ragione si è estinta e dove le passioni animali hanno preso il sopravvento, un mondo di terrore e violenza, un vero incubo. In breve, un mondo come il nostro. Alan Woods lo esamina dal punto di vista del materialismo storico.

La casa editrice Nova Delphi ha da poco pubblicato una selezione di articoli (inediti o pubblicati moltissimi anni fa in Italia e ormai irreperibili) di John Reed, la voce del giornalismo rivoluzionario e militante in America. Nel nostro paese conosciamo Reed principalmente per I dieci giorni che sconvolsero il mondo e Messico insorto, due reportage sulla Rivoluzione d’Ottobre e la Rivoluzione messicana di Zapata e Villa. Gli articoli di questo volume riguardano invece l’eroica lotta dei lavoratori americani negli anni ‘10.

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