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Una nuova insurrezione caccia il presidente Gutierrez!

Ancora una volta l’America Latina si conferma la regione avanzata dello scontro di classe. Dopo l’Argentina, il Venezuela, il Perù e la Bolivia anche l’Ecuador è attraversato da una eccezionale ondata di lotta di classe. Dopo giorni di scioperi, cortei e repressione il parlamento ha licenziato Lucio Gutierrez.

 

Un inferno creato dal capitalismo

NO all’intervento imperialista

Haiti é sconvolta da una guerra civile sanguinosa. Duecento anni fa fu il primo paese dell’America Latina a guadagnarsi l’indipendenza e ad abolire la schiavitù. Allora la vecchia Saint Domingue era uno dei paesi più prosperi del mondo, il primo produttore mondiale di zucchero del pianeta. Fu anche il primo, e l’unico, luogo dove gli schiavi neri sconfissero i latifondisti bianchi, guidati dai Giacobini Neri di Toussant l’Overture.

Un nuovo passo in avanti nella rivolta che da tempo contraddistingue l’America Latina è stato compiuto in Perù. La mobilitazione degli insegnanti, insieme a larghe fasce di lavoratori e studenti, avvenuta tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, segnala come la rabbia di tutto un continente, lungi dal placarsi, sia pronta ad esplodere in ogni momento. Il livello di radicalità dello scontro, ormai raggiunto anche in Perù, è la manifestazione della forte opposizione all’ordine sociale esistente, sempre più diffusa tra le masse.

Continua la nostra campagna di solidarietà

Nel marzo scorso è uscito il n° 6 della nostra rivista teorica In difesa del marxismo dedicato all’America Latina. Nonostante l’attenzione prevalente fosse dedicata al conflitto in Iraq, gli avvenimenti nel continente sudamericano hanno suscitato interesse e volontà di approfondire il significato rivoluzionario dei movimenti degli ultimi due anni. In soli due mesi abbiamo venduto oltre 400 copie della nostra rivista.

La crisi economica che attraversa tutta l’America Latina ha colpito duramente anche l’Uruguay. Da quattro anni il paese si trova in recessione, ma dall’inizio dell’anno, in coincidenza con l’insurrezione in Argentina, è esplosa una tremenda crisi finanziaria. Ironia della sorte per il paese rifugio dei capitali argentini e brasiliani, conosciuto come la Svizzera dell’America Latina per la riservatezza del suo sistema bancario. La perdita di riserve monetarie alla fine di agosto ammontava a 2.500 milioni di dollari, nonostante un aiuto di 460 milioni da parte del FMI a fine giugno. Alla Banca Centrale nel gennaio di quest’anno le riserve ammontavano a 3.100 milioni di dollari!

Dopo l’elezione di Uribe alla Presidenza

Il nuovo presidente della Colombia Alvaro Uribe ha subito mostrato le sue intenzioni appena insediatosi all’inizio di agosto. Ha dichiarato lo stato di emergenza per novanta giorni e introdotto una tassa di guerra per finanziare due nuove brigate dell’esercito con 13 mila soldati.

Le lotte di massa impongono la ritirata al governo

 Un anno fa una vera e propria insurrezione di massa scuoteva l’Ecuador e inaugurava il nuovo millennio. Solo a causa della fiducia malriposta dai leaders della rivoluzione nei vertici delle Forze Armate la borghesia poté riprendere il controllo della situazione. (per un’analisi più dettagliata vedi FalceMartello 137).

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