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L'insurrezione popolare sfida la repressione
 
Ottantasei giorni dopo il colpo di Stato militare che ha rimosso il presidente legittimo Manuel Zelaya dal potere sostituendolo con Roberto Micheletti, un individuo senza scrupoli appoggiato dai grandi capitalisti e latifondisti honduregni, la resistenza contro il golpe ha subito un’accelerazione improvvisa lunedì scorso quando è stata annunciata da Hugo Chávez la presenza di Zelaya a Tegucicalpa (la capitale dell’Honduras).

"La nostra solidarietà è permanente"
 
Dal 25 al 27 giugno si è tenuto il secondo incontro panamericano delle imprese recuperate dai lavoratori. Più di 200 lavoratori si sono riuniti nella biblioteca nazionale di Caracas per discutere delle prospettive per il movimento delle fabbriche occupate a livello internazionale. Delegazioni di lavoratori sono arrivate da ogni parte del mondo, compresi il Paraguay, la Bolivia, il Messico, l’Argentina, il Brasile, il Venezuela, l’Iraq e il Canada.

La mobilitazione contro il colpo di stato si intensifica in Honduras. Ieri , domenica 5 luglio, mezzo milione di persone (in un paese di tre milioni di abitanti) hanno manifestato nella capitale Tegucigalpa contro i golpisti. Negli scontri avvenuti attorno all'aeroporto, dove sarebbe dovuto atterrare Manuel Zelaya, il presidente legittimo, almeno due manifestanti sono stati uccisi dall'esercito.
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