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Rendiamo disponibile ai nostri lettori un articolo di Friedrich Engels sull’Afghanistan, apparso in due puntate sul quotidiano il Manifesto il 30 marzo ed il primo aprile scorsi. Il testo è ancora di grande attualità, le grandi potenze dimostrarono di non comprendere le caratteristiche del paese dell’Asia centrale allora come gli Stati uniti e gli altri paesi imperialisti fanno oggi.

Gli Stati Uniti sono impantanati in Iraq, in una guerra sempre più impopolare che non riescono a vincere e che non vinceranno. Malgrado ciò, l’ala più reazionaria della classe dominante americana, ha preso seriamente in considerazione un attacco all’Iran.

“O Shiva mio signore, salvaci dall’artiglio della tigre, dal morso del cobra e dalla vendetta dell’afgano.” (antico proverbio hindu)

Con il lancio dell' "operazione Achille" le truppe Nato in Afghanistan aprono una nuova fase nella guerra. 4.500 uomini Nato, affiancati da un migliaio dell’esercito ufficiale afgano tenteranno di riconquistare la provincia di Helmand, puntando alla meta finale della roccaforte talebana di Kandahar.

Pakistan

Il 19 dicembre scorso si è tenuta a Rawalpindi una conferenza di rappresentanti operai da tutto il Pakistan, allo scopo di unificare tutte le lotte attualmente in atto nel paese attraverso un’unica piattaforma. Hanno partecipato oltre cinquecento delegati, in rappresentanza di oltre 63 sindacati e numerose federazioni ed associazioni operaie. Manzoor Ahmed, presidente del Ptudc (Campagna in difesa dei sindacati pakistani), nonché parlamentare, ha introdotto la riunione.

La transizione verso il capitalismo portata avanti in Cina negli ultimi vent'anni è un fenomeno che merita di essere studiato con attenzione. Offriamo ai nostri lettori un documento scritto nell'aprile del 2006 ed approvato nel congresso mondiale della Tendenza Marxista Internazionale, a cui FalceMartello fa riferimento,  tenuto nell'agosto dello stesso anno.

Duemila bombardamenti aerei negli ultimi sei mesi, almeno quattro mila vittime civili nel solo 2006, la completa disorganizzazione dell’economia, un governo fantoccio di Washington corrotto fino alle midolla, la più alta mortalità infantile al mondo (165 bambini su 1.000 nati). Questo è il quadro dell’Afghanistan “democratico” dopo cinque anni di cosiddetta “guerra al terrore” condotta dall’imperialismo. Senza contare che aree crescenti del paese sono controllate dai talebani, spesso in alleanza con signori della guerra locali.


La “Conferenza internazionale in solidarietà con la resistenza libanese contro l’aggressione imperialista” si è svolta nella sede dell’Unesco a Beirut dal 16 al 19 novembre. Lal Khan, marxista pakistano, leader della tendenza marxista “the Struggle”, è stato invitato ufficialmente ad intervenire. Pubblchiamo sul nostro sito un riassunto del suo discorso.

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