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Il gruppo brasiliano Esquerda Marxista (Sinistra Marxista) ha tenuto in rapida successione, alla presenza di una sessantina di militanti e di diversi simpatizzanti, una scuola quadri ed un congresso, nel quale ha deciso all’unanimità di unire le proprie forze a quelle della Tendenza Marxista Internazionale, di cui FalceMartello fa parte.

dal sito In defence of Marxism

Ciò rappresenta un punto di svolta per il marxismo su scala internazionale. Questo gruppo rappresenta infatti l’ala sinistra del PT e riunisce nelle sue fila dirigenti delle fabbriche occupate brasiliane e del Movimiento Negro Socialista, oltre ad importanti leader sindacali e giovani rivoluzionari.

Siamo entrati in contatto con questi compagni tramite il lavoro svolto dalla CMR (Corriente Marxista Revolucionaria), sezione della TMI in Venezuela, nelle fabbriche occupate del paese; un lavoro analogo a quello messo in pratica da Esquerda Marxista in Brasile. Da qui i primi approcci, che nel loro sviluppo hanno rivelato un’analisi della rivoluzione venezuelana molto vicina alla nostra. Nelle discussioni successive ci siamo trovati d’accordo su tutti i temi più importanti.

Questi compagni vengono da una tradizione “lambertista” (da Pierre Lambert, leader e fondatore di questa tendenza settaria che si richiama al trotskysmo, ndt), con cui hanno rotto precisamente a causa del loro lavoro nelle fabbriche occupate, della loro analisi della rivoluzione venezuelana e del loro metodo di lavoro all’interno del movimento operaio, vale a dire gli stessi elementi che li hanno avvicinati a noi. Possiamo tranquillamente affermare che è stata la rivoluzione venezuelana a far avvicinare il gruppo brasiliano alla TMI. La rivoluzione separa settari e riformisti dagli autentici marxisti, ma unisce i veri rivoluzionari.

Esquerda Marxista entra ora nella TMI, e questo è un fatto d’immensa importanza per la costruzione di un’autentica internazionale rivoluzionaria, in controtendenza rispetto ad una tradizione fatta di gruppi settari isolati, ai margini del movimento operaio, vittime di continue divisioni e dispersione di forze. In questo caso invece abbiamo l’esempio di vere tendenze rivoluzionarie che si unificano. L’adesione del gruppo brasiliano alla nostra internazionale rappresenta un importante passo in avanti nella costruzione di una tendenza marxista in America Latina, anche perché siamo sicuri che ci saranno molti altri gruppi nella regione che finiranno per unirsi a noi.

Prima del congresso si è tenuta una scuola quadri durata quattro giorni. L’ordine del giorno era il seguente: 1) Rapporto sulla recente riunione del Comitato Esecutivo internazionale della TMI, e specialmente sugli sviluppi dell’internazionale; 2) Il marxismo e lo stato; 3) La teoria della rivoluzione permanente; 4) Prospettive mondiali; 5) Colletta. In primo luogo c’è stata però una riunione straordinaria per organizzare la lotta contro gli attacchi sferrati al movimento delle fabbriche occupate, relativa ad aspetti legali, processuali, ecc…

Le fabbriche occupate

L’anno scorso vi è stato, infatti, un attacco concertato contro le fabbriche occupate, specialmente CIPLA e Interfibra. Come abbiamo già scritto in altri articoli, lo stato ha organizzato una vera e propria operazione militare contro queste fabbriche. Alla CIPLA i principali attivisti politici e sindacali sono stati immediatamente licenziati dopo la presa della fabbrica da parte della polizia, e molti di loro sono ora sotto processo. Da allora gli attivisti licenziati sono stati 250 circa.

Malgrado tutto, ed in queste terribili condizioni, la fiamma della resistenza operaia non si è ancora spenta. Come si è visto ad esempio durante le elezioni del Comitato Nazionale del PT. Ci sono ancora diversi militanti del partito che lavorano alla CIPLA e oltre 40 di questi hanno votato per i compagni di Esquerda Marxista, recandosi a votare per loro presso la sede centrale del Pt regionale, sostenendoli come gli unici affidabili ai loro occhi, prendendo in mano i volantini di appoggio alla candidatura dei compagni in modo che tutti potessero vederli. Cosa che ha subito alzato il morale dei compagni di Esquerda marxista, e dimostrato che anche con la fabbrica sotto controllo poliziesco le idee dei lavoratori più avanzati sono chiare.

Ora l’amministratore imposto alla fabbrica dal tribunale sta licenziando tecnici e colletti bianchi. Evento significativo, dato che questi non hanno mai appoggiato concretamente l’occupazione, ma vedono adesso, attraverso fatti concreti, che i loro impieghi non sono tutelati dai padroni, mentre l’attuale amministratore ha aumentato il proprio stipendio a livelli molto superiori a quelli considerati accettabili anche da un punto di vista borghese.

Ecco un esempio del livello raggiunto dalla repressione: Esquerda Marxista ha un consigliere eletto con il PT a Joinville, il compagno Mariano, organizzatore di assemblee e proteste in appoggio ai lavoratori di CIPLA o a lotte come quella sul costo del trasporto pubblico. Questo compagno è coinvolto in 19 cause giudiziarie distinte, tra cui quella per interruzione di pubblico servizio, ed è attaccato anche all’interno del PT, ma è sostenuto massicciamente dalla classe operaia della città. Alla fine di quest’anno si voterà, e una delle battaglie in cui i compagni sono coinvolti è quella per garantire la sua rielezione.

I compagni hanno analizzato a fondo la situazione. Non sono sorpresi dagli attacchi alle fabbriche, quanto dal fatto che queste siano state dirette e controllate dagli operai per quasi cinque anni. La loro prospettiva infatti è sempre stata indirizzata ad allargare il movimento di occupazione per evitare l’isolamento delle fabbriche sotto controllo operaio. La Flasko lo è ancora, malgrado i tentativi compiuti dalle autorità statali per riprenderne possesso. In altre fabbriche controllate dal movimento la lotta continua. È vero comunque che la situazione oggettiva non è più quella del tempo in cui nacque il movimento delle fabbriche occupate, ed uno sguardo alla situazione brasiliana ci aiuterà a comprendere questa situazione.

La situazione oggettiva del Brasile

Il Brasile sta sperimentando un livello di crescita economica molto elevato, più del 5%. Il paese sta assistendo a un’enorme massa di investimenti esteri diretti, secondo i nostri compagni nel 2007 maggiore di quella che ha interessato la Cina. Si aprono nuove fabbriche con migliaia di operai, in alcune aree manca manodopera qualificata ed il tasso di disoccupazione, anche se ancora elevato, è il più basso degli ultimi anni. C’è però anche l’altra faccia della medaglia. Se da un lato infatti questo processo di crescita spiega la relativa assenza di lotta di classe, dall’altro esso rafforza il proletariato brasiliano, all’interno del quale esiste una situazione contraddittoria.

Il governo Lula ha introdotto la cosiddetta “Bolsa Familia” (Borsa Famiglia) che elargisce aiuti minimi alla fascia più povera della popolazione. Prima di essere eletto aveva promesso che, con lui al potere, tutti i brasiliani avrebbero mangiato tre volte al giorno, cosa inimmaginabile nel passato. Con questo programma, la promessa si è avverata, ed ecco perché Lula gode ancora di un forte appoggio tra le classi più sfavorite.

Ma bisogna considerare anche le privatizzazioni di imprese pubbliche, i tagli alla spesa sociale, gli attacchi alle pensioni ed alle condizioni di lavoro, i passi indietro rispetto alle conquiste del passato, che spiegano la sensazione di peggioramento  della situazione generale che si respira nei luoghi di lavoro malgrado gli aumenti salariali ottenuti in certi ambienti e la disoccupazione in calo. Si prepara quindi una reazione, in un momento probabilmente non lontano, ma al momento la situazione si mantiene relativamente tranquilla. 

E’ da tenere presente anche l’atteggiamento delle masse verso il PT. Se i più poveri sono compatti dietro Lula, ci sono invece settori importanti tra gli operai disillusi nei suoi confronti, fatto che è rappresentato dalla diminuzione della militanza all’interno del partito. In molte aree il PT è solo un guscio vuoto, come si è visto l’anno scorso nelle elezioni dei delegati al congresso nazionale a cui si supponeva avrebbero assistito 2000 delegati scelti dalla base. A causa del mancato raggiungimento, in molte zone, del quorum di votanti invece non si è andati oltre i 950 partecipanti.

Bisogna anche ricordare che all’attuale coalizione che sostiene il governo Lula partecipano vari partiti borghesi. In realtà questo governo è più a destra del precedente e molti lavoratori attivi lo vedono con chiarezza. Nel processo in corso la burocrazia della CUT, la principale confederazione sindacale, sta cercando di controllare il malcontento che serpeggia tra le sue fila.

Tale malcontento ha provocato scissioni nella CUT stessa. Benché la schiacciante maggioranza della classe operaia organizzata le sia rimasta fedele, un numero significativo di federazioni sindacali ha rotto con l’organizzazione nell’ultimo periodo, fatto che dimostra che livello abbia raggiunto, in alcuni settori della classe, la frustrazione provocata dall’attuale direzione. Purtroppo alcune forze politiche settarie, invece di organizzare il malcontento e trasformarlo in una vera e propria opposizione all’interno della direzione stessa, hanno promosso queste scissioni, con l’unico risultato di separare l’avanguardia dalla sua base e dimostrando così di non avere capito nulla della relazione tra masse e direzione! Il povero Lenin si starà rivoltando nella tomba!

Questo quadro aiuta a spiegare come mai il Movimento delle Fabbriche Occupate sia rimasto isolato e perché lo stato abbia deciso che è giunta l’ora dell’attacco. Tuttavia sarebbe sbagliato sottovalutare il livello d’appoggio e d’autorità che il movimento ha saputo guadagnarsi tra gli operai brasiliani e latinoamericani. Intere federazioni e sindacati regionali hanno sostenuto le fabbriche occupate, che sono molto rispettate anche fuori dei confini nazionali. Per esempio tra i minatori boliviani, che hanno invitato l’anno scorso al loro congresso i dirigenti delle fabbriche occupate.

Origini di Esquerda Marxista

Come già detto, Esquerda Marxista nasce in Brasile da una scissione della sezione locale dell’internazionale lambertista, la cui origine, come quella di diversi altri gruppi settari, è stato il crollo della Quarta Internazionale. Questo gruppo ha sferrato un attacco senza scrupoli contro la CMI di cui ci siamo già occupati in un altro articolo (puoi leggerlo in inglese cliccando qui)

Il gruppo brasiliano in realtà era in conflitto da anni con la direzione di quell’internazionale, non si è trattato dunque di un fulmine a ciel sereno. Sono stati il lavoro nelle fabbriche occupate e l’analisi della situazione in Venezuela a far precipitare la situazione. Il gruppo di Lambert, malgrado l’appoggio formale, non si è mai mobilitato veramente e non ha mai aiutato in alcun modo, politico o materiale, il Movimento delle fabbriche occupate.

Durante la scissione Esquerda Marxista è stata fatta oggetto quindi di manovre burocratiche e attacchi da parte dei suoi presunti “compagni”. Presi di mira quindi non solo dallo stato e dall’apparato del PT, ma anche dalla propria internazionale.

Erano riusciti a costruire un gruppo con una forza considerevole, e la maggioranza è restata con loro formando il nuovo gruppo, Esquerda marxista. In realtà la scissione è nata dal fatto che una parte di questo gruppo, rimasta con i lambertisti, aveva adottato una posizione opportunista rispetto al PT. Dopo una serie di discussioni, i compagni sono giunti alla conclusione di dover rompere con questa tendenza opportunista mantenendo però una posizione equilibrata verso il PT, che malgrado la svolta a destra rimane il principale partito della classe operaia brasiliana.  

Dopo un periodo difficile, in particolare dopo il brutale attacco poliziesco contro le fabbriche occupate, la tendenza si è rafforzata grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni, sopravvivendo sia ai colpi sferrati dallo stato che a quelli impartiti dai propri compagni. L’ambiente adesso è entusiasta e determinato a costruire una vera tendenza marxista in Brasile.

Scuola quadri e congresso

Ciò si è rivelato chiaramente nel corso della scuola quadri e del congresso. All’inizio dei lavori della scuola un rappresentante della TMI ha fornito un resoconto sul lavoro internazionale ai compagni, evidenziando i progressi dell’organizzazione in molti dei paesi in cui è presente. Non è esagerato definire entusiastiche le reazioni a questo rapporto, con compagni addirittura commossi.

Ed è facile comprendere le ragioni di tanto entusiasmo, spiegate in diversi interventi: nell’internazionale lambertista non passavano informazioni di questo tipo, la situazione degli altri paesi restava nell’oscurità. Nessuno aveva mai sentito rapporti tanto dettagliati sul numero dei militanti, i progressi e le analisi del lavoro di ogni sezione, ecc…e tutto ciò ha dimostrato la serietà della TMI, in cui le cose vanno diversamente.

Si è passati poi a due giorni di discussione dedicati a stato e teoria della rivoluzione permanente. Sul primo aspetto, introdotto in modo esemplare dal compagno Castro, tutti i classici del marxismo sull’argomento, dallo stesso Marx ad Engels passando per Lenin, sono stati passati in rassegna, ed il ruolo dello stato era chiaro ai compagni usciti dall’esperienza degli interventi polizieschi dell’anno scorso alla CIPLA e non solo. Anche la discussione sulla teoria della rivoluzione permanente, peculiare per il Brasile ed ottimamente introdotta del compagno Daniel e, è stata amplia ed articolata.

La colletta

Crediamo che il momento della colletta, finora sconosciuto alla tradizione del gruppo, sia stato uno dei più importanti della scuola. I compagni che l’anno scorso hanno assistito a quella effettuata alla scuola estiva della TMI hanno pensato si trattasse di una buona idea da sperimentare nel proprio congresso, introducendo anche una novità: un bilancio dettagliato delle entrate e delle uscite nonché un preventivo per il 2008. La colletta è stata presentata dal compagno Caio che ne ha spiegato anche gli obiettivi per l’anno in corso. Sono seguiti gli interventi dei vari compagni con i propri impegni economici.

La somma raccolta è stata di 15 mila reais, circa 6000 euro, cifra enorme tenendo conto dei livelli salariali brasiliani. Inoltre i compagni si sono impegnati anche ad aumentare la propria quota mensile, alcuni addirittura raddoppiandola, il cui ammontare complessivo è di 10000 reais annui, circa 4000 euro, ciò che permetterà evidentemente di rafforzare l’apparato organizzativo.

Alcuni si sono presi impegni importanti al riguardo, valgano per tutti gli esempi di un giovane compagno che da tre mesi non riceve il suo salario ma ha promesso, non appena otterrà gli arretrati che gli spettano, di mettere l’importo equivalente a un salario di un mese intero nella colletta, o quello di chi, licenziato dalla CIPLA ed in lotta per la sopravvivenza, ha dato le poche banconote che aveva in tasca.

Il congresso

Alla scuola ha fatto seguito il congresso dell’organizzazione. Il documento principale verteva sull’analisi e le prospettive della situazione in Brasile ed affrontava anche la questione dell’affiliazione internazionale, con una richiesta formale in cui si esprimeva chiaramente il desiderio di entrare a far parte della TMI, proposta accettata all’unanimità da delegati ed invitati senza un solo dubbio o disaccordo. Quando al prossimo congresso della TMI verrà approvata questa richiesta, il gruppo Esquerda marxista diventerà la sezione brasiliana della nostra organizzazione, anche se nella pratica già opera come tale. Dopo due anni di lavoro congiunto con questi compagni possiamo ritenere il loro ingresso un fatto acquisito. In Venezuela, dove avevano un piccolo gruppo, questi compagni si sono già fusi con la CMR in un’unica organizzazione.

Come già detto, questi sono passi molto importanti per lo sviluppo della TMI in America Latina e nel mondo. Il Brasile è infatti un paese strategico, quinto al mondo per grandezza, con 200 milioni di abitanti ed una classe operaia importante e con una tradizione di lotte molto combattive. Nonostante l’attuale direzione di Lula, non dobbiamo dimenticare che il PT è nato dalle lotte dei lavoratori metallurgici, principalmente nella regione di San Paolo. I compagni di Esquerda Marxista hanno alle spalle una lunga tradizione ed annoverano tra le proprie fila membri fondatori del partito come Serge Goulart. Anche la composizione sociale del gruppo è importante, considerando che ne fanno parte dirigenti del Movimento delle Fabbriche Occupate, leader sindacali e del Movimiento Negro Socialista nonché una vasto settore di giovani.

Questo gruppo potrà giocare un ruolo chiave nello sviluppo della TMI in America Latina e nella diffusione delle idee del marxismo a livello internazionale dato che i compagni hanno, per esempio, stretti rapporti in Paraguay con i dirigenti, anch’essi interessati al lavoro della TMI, delle fabbriche occupate di quel paese, legate da solidi vincoli con quelle brasiliane, oltre a contatti in Uruguay e consolidati legami con i minatori boliviani.

L’orientamento

Naturalmente nelle varie discussioni è nata anche la questione di come orientare la propria azione. In questo senso i compagni avevano già corretto le proprie posizioni nel precedente congresso del 2007, quando avevano riaffermato la necessità di costruire una tendenza marxista all’interno del PT. In precedenza infatti questo lavoro era stato abbandonato, ma l’esperienza concreta vissuta con le elezioni politiche tenutesi alla fine del 2006 li ha convinti della necessità di proseguire invece su questo cammino.

D’altra parte questa correzione di rotta non risolve da sola il problema di come costruire la tendenza ora, nelle circostanze attuali. Come abbiamo già spiegato il PT sta vivendo una fase di riflusso. Ha perso militanti e non rappresenta più un’opzione interessante per i più avanzati tra i lavoratori ed i giovani. Ecco perché è centrale la questione di come attrarre gli elementi migliori pur rimanendo dentro il partito. In questo senso la situazione brasiliana è analoga a quella di altri paesi e presuppone la necessità di un contemporaneo lavoro indipendente.

A questo proposito si è dato impulso alla campagna di solidarietà con il Venezuela, facendo nascere la sezione brasiliana di Giù le mani dal Venezuela, Tirem as Maos da Venezuela. C’è poi il fronte giovanile, presidiato da Juventud Revolucionaria (Gioventù Rivoluzionaria). Per chi fosse interessato, tutte le risoluzioni approvate sull’organizzazione, sui processi elettorali, sulla campagna per la rielezione del nostro compagno a Joinville, sulle fabbriche occupate, sulla formazione e sul Movimiento Negro Socialista sono disponibili in portoghese cliccando qui.

Conclusioni

Nel 1992 la nostra tendenza in America Latina era limitata a pochi compagni in Messico. Ora siamo presenti anche in Argentina, Venezuela, Perù, Bolivia, El Salvador, Canada e Stati Uniti e abbiamo contatti in Paraguay, Uruguay, Honduras, Guatemala, Colombia e Cile. A Cuba contribuiamo attivamente al dibattito sul destino della rivoluzione ed abbiamo partecipato anche quest’anno alla Fiera del Libro de L’Avana presentando l’opera di Trotsky La rivoluzione tradita.

Quando, 7 o 8 anni fa, abbiamo cominciato  il nostro lavoro in America latina, siamo stati attaccati da diverse sette latinoamericane in quanto “europei”  incapaci di comprendere la situazione e impossibilitati quindi a costruire qualcosa in quel contesto. Ciò dimostra solo miopia e mancanza di internazionalismo, dato che stiamo invece dimostrando, con risultati concreti, che possiamo crescere in qualunque paese, indipendentemente dal luogo in cui abbiamo la nostra base principale. Cio che serve è un’analisi, un metodo e delle prospettive corrette. Come marxisti ed internazionalisti il nostro dovere è quello di costruire la tendenza in ogni paese, e l’affiliazione del gruppo brasiliano è una tappa cruciale nel compito di portata storica che dobbiamo portare a termine. 
29 febbraio 2008.                                            

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