Brasile - Falcemartello

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Il discorso del deputato Babà nella riunione del direttivo nazionale
del Pt che ha deciso la sua espulsione.

 

Compagni e compagne,

 comincerò col dire che non mi sono mai sentito a posto con la mia coscienza come negli ultimi mesi. Lo dico con la tranquillità di un combattente che oggi viene espulso dal Partito dei Lavoratori, riunito in questo tempio della borghesia, il “Blue Tree Park Hotel”… 5 stelle.

Ho parlato del “Blue Tree Park Hotel” (e molti di voi hanno riso) perchè c’è una differenza abissale con quella baracca di Vera Cruz, in San Bernardo dos Campos (San Paolo) dove venne creata la Centrale Unica dei Lavoratori, la Cut, quando ogni delegato ricevette un cuscinetto sottile per dormire. C’era un freddo tremendo, al punto che la metà della delegazione del mio Stato, Parà, tornò a casa con la polmonite da quel meraviglioso incontro che formò la Cut, nella culla delle più importanti lotte operaie dalle quali emerse il compagno Lula.

Ma in questi anni ci sono stati cambiamenti incredibili nel Pt, e questa è la discussione che dovremmo fare. Ma voi preferite rinchiudervi in questo hotel, in modo che i militanti non ascoltino la discussione che culminerà con la nostra espulsione.

Non devo difendermi. Ho già difeso questo Partito dei Lavoratori dal 1980, quando entrai a farne parte a Parà, nel primo sciopero dell’Università federale.

Da allora fino ad oggi, con molti compagni della mia corrente, la Corrente Socialista dei Lavoratori (Cst), abbiamo costruito il Pt scontrandoci con tutti quelli che oggi sono i nostri “alleati” al governo, come il Sig. Jàder Barbalho (del Pmdb). Sono stato arrestato quando ero consigliere provinciale, proprio quando a governare c’era Jàder Barbalho. E oggi è molto probabile che il Pt finisca col dare il proprio appoggio alla carica di prefetto, nel comune di Adanindeua, città vicina a Belém, al figlio di Jader Barbalho. Ma questo fa parte dei negoziati che si sono realizzati con lo stesso Barbalho perchè il suo gruppo parlamentare votasse la Riforma previdenziale.

La stessa riforma alla quale noi tutti ci siamo opposti. Non si tratta solo di Babà, noi tutti alla Camera dei Deputati, quando governava Fernando Henrique Cardoso, abbiamo votato contro; noi tutti abbiamo impedito quella votazione che proponeva di tagliare le pensioni. Invece ora la maggioranza del nostro gruppo ha votato a favore.

Ma non siamo qui solo per mettere in discussione la Riforma previdenziale. Il nostro dibattito è molto più profondo, perchè in questo governo c’è il Pt assieme al Ptb, il Ppb di Maluf, il Pmdb di Jader Barbalho e Sarney… e poi qualcuno ha il coraggio di affermare che noi stiamo al lato della destra, come ha detto il deputato Adao Preto (del Mst e Rio Grande do Sul) riferendosi alla deputata Luciana Genro.

Andiamo compagni! Chi ha impedito che Antonio Magalhaes (Pfl Bahia, rappresentante dell’oligarchia del Nordest) fosse giudicato? Le decisioni vennero dal governo e anche su questo si è fatto un accordo con il Pmdb. In cambio abbiamo visto che il deputato e nipote di questo senatore ha difeso fianco a fianco con i leader del governo la Riforma previdenziale, per garantirsi i voti del Pfl (Partito del Fronte Liberale) del Pmdb, del Ptb…

Questa è la realtà dei fatti… ma non finisce qui. Che politica economica è quella che si vanta del fatto che “i tassi d’interesse si stanno abbassando, che si riduce il rischio paese, che è calato il dollaro”. Abbiamo già sentito questi discorsi con il precedente governo.

Lula disgraziatamente, dopo l’approvazione della riforma previdenziale ha affermato che era “superfelice” per questa votazione. “Superfelice” per togliere soldi ai pensionati? Per aver attaccato gli impiegati pubblici? Per la repressione contro i sindacalisti che sono stati trascinati per i capelli dalla polizia quando sono entrati nella Camera dei Deputati… o “superfelice” perchè le truppe d’assalto della polizia, sollecitate dal ministro della Previdenza, Berzoini, in accordo con il governo, hanno trascinato via la compagna Heloisa Helena e altri dirigenti sindacali…?

“Superfelice” per questo?

Dico ai compagni della maggioranza della direzione: pensate che questa è la cosa più giusta di questo mondo? Non è questo che io ho imparato in questo partito; con totale dedizione ho imparato a lottare, a scontrarmi… sono entrato nel movimento sindacale nel 1980, e proprio per questo sono entrato nel Pt e ancora oggi continuo a difendere i lavoratori…

Forse Lula è “superfelice” di vedere un milione di disoccupati in più, per colpa della sua politica economica? Che politica economica è questa che ha assegnato le terre a solo 13 mila famiglie, quando ce ne sono altre 200mila accampate sui cigli delle strade di tutto il paese? Sarà che è “superfelice” anche perchè quest’anno ha destinato 155 miliardi di real per pagare gli interessi ai banchieri, mentre ha investito nel paese solo 1,4 miliardi?

Quando nella bonifica delle acque ha speso solo il 2,8% di quanto era previsto nel bilancio? E’ questa la politica di cui vi sentite orgogliosi?

Una politica corretta per il capitale, è ovvio, per questo si riduce il “rischio paese”, perchè quelli che non corrono nessun rischio sono loro, i banchieri, sono loro che fanno questi calcoli, che controllano l’economia e proprio per questo vivono nel migliore dei mondi possibili. Questa politica è un palese tradimento verso tutto quello per cui ci siamo impegnati a fare in tutta la campagna elettorale.

Leggerò quanto Chico de Oliveira, fondatore del Pt e brillante sociologo, ha pubblicato oggi su La Fohla de Sao Paulo, annunciando la sua uscita dal Pt: “Me ne vado dal Pt, perchè non ho votato alle ultime elezioni il Pt (un voto che ho continuato a dare fin dal 1982) per vederlo governare con un programma che non è mai stato presentato agli elettori. Nè il presidente, nè molti di quelli che oggi sono ministri, nè altri che sono stati eletti alla Camera dei deputati o per il Senato, mi hanno chiesto il voto per avanzare una politica economica disatrosa, una riforma della previdenza contro i lavoratori e a favore del sistema finanziario, una riforma tributaria favorevole all’oligarchia, un abbandono dei valori di difesa della Repubblica a favore dell’ideale liberale del successo a qualsiasi prezzo…”

Questo non riflette solo il pensiero di Chico de Oliveira, ma anche il pensiero di 7 milioni di brasiliani, che, secondo le ultime inchieste, sono quelli che hanno smesso di aver fiducia nel governo Lula. O voi non vi rendete conto di tutto questo? Un milione di lavoratori sono rimasti senza lavoro e molti di più lo perderanno continuando con questa politica economica.

Sarà che Lula si sente “superfelice” perchè 58 contadini sono stati assassinati nelle campagne, per colpa di una politica economica nella quale non ci sono soldi per la Riforma agraria?

Sappiate che prima che noi venissimo espulsi migliaia di impiegati pubblici avevano già lasciato il Pt in forma irreversibile. E questi compagni sono quelli che hanno costruito il Pt. Perchè è vero che il partito nacque nell’Abc (il cinturone industriale di San Paolo) ma l’impiegato aveva stabilità nel lavoro e poteva andare con la stella del Pt puntata sul petto, poteva fare campagne e iscrivere nuovi compagni. Loro sono stati l’anima della costruzione di questo partito, e io sono orgoglioso di aver fatto parte di questo settore e adesso veniamo ingiustamente considerati dei privilegiati e screditati agli occhi della società come se fossimo il grande nemico della nazione.

Io continuerò a lottare con i compagni Heloisa Helena, Luciana Genro e Joao Fontes e tutti compagni che stanno uscendo dal Pt con noi perchè questo è necessario. Esco a testa alta. Potrò andare alla mia università o dove voglio a testa alta…quando ci sono compagni deputati che non possono andare alle loro assemblee di base, perchè hanno tradito gli impegni assunti con gli impiegati pubblici in campagna elettorale. Ma non si tratta solo degli impiegati pubblici. Il problema è la trasformazione brutale del Pt.

Non è un caso se siamo dove siamo, in quest’hotel a 5 stelle, perchè questo è un riflesso di questo “new Pt”. Di questo “nuovo partito” che preferisce cacciare Heliosa Helena per abbracciare Roseana Sarney; che preferisce l’oligarchia del Nordest ai compagni Joao Fontes e Heloisa Helena; che preferisce Germano Rigotto (governatore del Pmdb di Rio Grande do Sul) piuttosto che Luciana Genro, che antepone Jader Barbalho al mantenimento di Babà nel Pt.

Vado via tranquillo, a testa alta, non perchè mi senta superiore, sono un militante comune, ma mi piacerebbe che tutti i compagni della sinistra del Pt percepiscano che esiste una politica sempre più accentuata volta a far entrare nel partito elementi come Flamarion Portela (governatore dello stato di Roraima con pesanti accuse di corruzione) o la moglie di Zito della città di Duque de Caxias a Rio de Janeiro (denunciata per i suoi legami con i gruppi di sterminio) come se fosse la cosa più naturale del mondo…

Ho rispettato i miei impegni con la classe lavoratrice e siatene certi: non torneremo a casa.

Voi avete cambiato la storia del partito e la nostra espulsione è parte di questa nuova storia del Pt, un Pt che non arriva ad essere neanche l’ombra di quel Pt che abbiamo contribuito a costruire. Ma i lavoratori comprenderanno e cominceranno a realizzare che non serve a niente arrivare al governo attraverso alleanze con i partiti borghesi come il Pdb, il Ppb o il Ptb.

Vado via tranquillo, cosciente di poter guardare voi tutti negli occhi, ma soprattutto, negli occhi dei miei compagni all’Università, la gente del mio Stato che ho convinto per anni a votare per il Pt e per Lula.

 

Discorso tenuto il 14 dicembre 2003 al direttivo nazionale del Pt

 

Appendice

La parabola di Lula

 

Nel febbraio del 1980 il Pt rivendicava una riforma agraria “estesa e di massa” sotto il controllo dei lavoratori; l’istruzione, la sanità pubblica e gratuita; la nazionalizzazione delle banche e delle industrie. La parola socialista entrò a far parte del vocabolario del Pt nel 1981. Nel 1983 la richiesta del governo dei lavoratori venne trasformata nella richiesta di un governo democratico e popolare.

Ma ancora alle elezioni del 1989 Lula difendeva rivendicazioni come il non pagamento del debito estero, la rottura con il Fmi e le nazionalizzazioni. Nel 1998 venne abbandonata la richiesta del non pagamento del debito, ma si mantenevano proposte come la rinegoziazione, la revisione del programma di privatizzazione e un imposta sulle privatizzazioni.

Nel 2002 è stato tolto ogni residuo di programma classista e Lula non solo ha difeso il pagamento del debito, ma si è fatto carico di tutti gli accordi con le aziende privatizzate e con il Fmi.