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I lavoratori dello stabilimento Honda di Foshan in Cina hanno conquistato l’aumento del salario del 35% dopo uno sciopero cominciato il 17 maggio. L’accordo, raggiunto il 4 giugno, prevede un aumento medio mensile di 500 yuan in media. Un lavoratore regolare di prima linea il cui salario prima era di 1544 yuan, vedrà un aumento a 2044 yuan, corrispondente al 32,4%. Gli impiegati interni, che rappresentano una gran parte della forza lavoro e hanno giocato un ruolo chiave nello sciopero ma ricevevano salari molto più bassi, avranno un aumento di 634 yuan dagli attuali  900 – un incremento di oltre il 70%.

 da www.marxist.com

Ciò rappresenta un’importante vittoria per i lavoratori e la loro unità di fronte alla repressione da parte della compagnia e dei funzionari del sindacato “ufficiale” Acftu. Il tentativo da parte della compagnia e della Acftu di sabotare lo sciopero (con angherie sui lavoratori specializzati, il licenziamento di due leader della prima fase dello sciopero, il ricorso a scagnozzi della Acftu per attaccare fisicamente i lavoratori ecc.) è fallito. Lo sciopero stavo diventando un caso nazionale e c’era il pericolo concreto dell’esplosione di altre azioni di sciopero in altre parti del paese.

Uno sciopero breve da parte di mille lavoratori della Xingyuche Technology Company di Pechino che produce componenti per la Hyundai è stato prontamente placato con un’offerta del 25% di aumento salariale da parte della compagnia. I lavoratori erano pienamente coscienti del fatto che la  paralisi di quello stabilimento avrebbe rappresentato un duro colpo per altri stabilimenti produttivi della Hyundai (come quello Honda di Foshan) e si sono anche organizzati verso la formazione di un’organizzazione sindacale in grado di trattare con i padroni su altre questioni incombenti.

Vedendo che la repressione non poteva fermare il movimento, lo stato è intervenuto ai suoi massimi livelli per far rientrare lo sciopero pacificamente facendo concessioni sostanziali ai lavoratori. La Honda opera in Cina attraverso una joint venture con l’impresa a proprietà statale Guangzhou Automobile Group. Il vice presidente della compagnia, Zeng Qinghong, membro del parlamento, è stato mandato allo stabilimento di Foshan  per cercare di placare la lotta.

Dopo aver avuto da lui la garanzia che non ci sarebbero state ripercussioni sui rappresentanti dei lavoratori, i lavoraori hanno eletto democraticamente un comitato negoziante di 16 membri per cominciare le trattative con l’azienda. Ai negoziati c’era anche uno dei più eminenti studiosi di diritto del lavoro del paese, il professor Chang Kai.

L’accordo siglato rappresenta una netta vittoria per i lavoratori, ma soprattutto rappresenta un chiaro balzo in avanti della loro coscienza. Hanno ottenuto questa vittoria attraverso una lotta collettiva e attraverso rappresentanti eletti democraticamente. Ciò sicuramente rappresenterà un punto di riferimento per il futuro e un’ispirazione per altri gruppi di lavoratori in tutta la Cina che stanno discutendo delle lezioni dello sciopero in innumerevoli forum su internet. Una dichiarazione del “Forum operaio” dice chiaramente: “Cercheremo di fare il nostro meglio per diffondere lo spirito della lotta dei lavoratori dell’Honda in tutta la nostra madre patria e faremo sentire ai lavoratori di tutte le fabbriche della Cina il vostro spirito indomabile” (Lettera aperta di sostegno ai lavoratori della Honda in sciopero). Questo è anche il motivo per cui lo stato cinese ha cercato in tutti i modi di nascondere le lettere che i rappresentanti dei lavoratori democraticamente eletti hanno prodotto. Pubblichiamo qui le due lettere dei rappresentanti dei lavoratori della Honda di Foshan, scritte in inglese e in cinese, in modo che possano essere ampiamente diffuse:

Open Letter to the Public and All the Workers in Honda Auto Parts Manufacturing Co

Open Letter of Thanks from Worker Representatives of Honda Auto Parts Manufacturing Co., Ltd.

L’argomentazione proposta dal signor Chang è stata che la formazione di una reale rappresentanza sindacale per i lavoratori porterebbe di fatto ad una diminuzione del numero di vertenze e a relazione più “armoniose” tra capitale e lavoro, in cui i disaccordi potrebbero essere risolti attraverso la trattativa. Queste idee hanno avuto un impatto sui lavoratori  come si può vedere nella dichiarazione che hanno prodotto per annunciare la vittoria: “Solo con una reale ed efficace piattaforma di comunicazione tra le due parti si possono evitare ulteriori conflitti e stabilire una armoniosa relazione tra lavoratori e dirigenza.” Dicono. In ogni caso, è stata appresa la lezione più importante:

“Per difendere i diritti dei lavoratori e il diritto di elezioni democratiche di rappresentanti operai, i lavoratori della Honda Auto Parts Manufacturing Co. Ltd si sono fermati per quasi due settimane. Durante il blocco del lavoro abbiamo avuto il sostegno da comunità nazionali e internazionali. La solidarietà ha dato un grande incoraggiamento al morale della lotta dei lavoratori!”

Non appena i lavoratori cominceranno ad esercitare il loro potere e rivendicare miglioramenti delle loro condizioni, tutte le parole su “accordi ragionevoli”, “comunicazione efficace” e “relazioni armoniose tra lavoratori e dirigenza” verranno spazzate via e i lavoratori saranno costretti ad intraprendere il percorso della lotta, ora che hanno visto che la lotta paga.

Secondo un resoconto del Southern workers network (Rete dei lavoratori del sud), subito dopo la vittoria dei lavoratori della Honda di Foshan, 1000 lavoratori di una grande fabbrica di elettronica a Longhua, Shenzhen, sono scesi in sciopero chiedendo aumenti salariali del 30%, da 900 a 1200 yuan al mese, oltre al riposo domenicale. Si sono trovati di fronte alla risposta violenta da parte delle guardie di sicurezza e della polizia locale.

Un altro scontro che ha suscitato interesse a livello nazionale riguarda migliaia di lavoratori  di un cotonificio privatizzato a Pingdingshan, Henan. Lo sciopero era cominciato a metà maggio, con 5000 lavoratori che bloccavano i principali ingressi della fabbrica. I lavoratori protestavano contro la corruzione che c’è stata durante il processo di privatizzazione e stanno lottando contro la perdita di diritti e il peggioramento delle condizioni. Il primo giugno, circa 3000 poliziotti sono stati mandati a reprimere lo sciopero e 20 lavoratrici sono state arrestate.

9 giugno 2010

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