Gli studenti contro lo sfascio dei trasporti - Falcemartello

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Crema. I continui tagli agli enti locali hanno portato in Lombardia un aumento del 23% del costo dei trasporti. Ciò ha fatto scattare una serie di vertenze su tutto il territorio. Dopo i pendolari della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano, a Crema gli studenti del Comitato in difesa della scuola pubblica si sono organizzati per affrontare il problema, legato ai pullman.

Dopo svariati volantinaggi contro il caro trasporti gli studenti del Csp hanno chiesto un incontro all’assessorato all’istruzione di Crema. Le proposte dei rappresentanti d’istituto del Csp (presente in sette Consigli d’istituto su nove) erano per un abbattimento del costo di accesso all’istruzione: un fondo fra i comuni per ammortizzare il costo dei biglietti e comodato d’uso gratuito o parzialmente gratuito dei libri di testo. La riunione si è conclusa con un finto appoggio da parte dell’assessore la quale ha chiesto ai vari rappresentanti di fare un censimento sui comuni di provenienza degli studenti, ribadendo che l’istituzione locale è impossibilitata attualmente a fare qualsiasi cosa. Inoltre l’assessore della provincia a fine riunione ci ha suggerito di non fare volantinaggio o altro mentre loro cercavano di “aiutarci” con la soluzione.

Nonostante le risposte deludenti degli enti, il gruppo dei rappresentanti non demorde e si unisce in un coordinamento contro il caro trasporti. La discussione si inizia a fare più avvincente quando qualche giorno prima scatta un nuovo aumento tramite la soppressione del settimanale valido cinque giorni e la sua sostituzione con uno di sette giorni, non utilizzabile da studenti e lavoratori in quanto i mezzi non vengono usati il sabato e la domenica. Inoltre, all’ennesima riunione si presentano anche i manager dell’Adda trasporti (l’azienda di trasporto su gomma) con una proposta: dateci uno spazio pubblicitario e di vendita dei nostri titoli di viaggio dentro gli istituti e noi diamo qualche soldo alle vostre scuole. La linea comune dei rappresentanti è: “no, non si accetta l’ingresso di aziende dentro la scuola!” Non solo, i rappresentanti decidono di avviare una mobilitazione contro azienda e Provincia. Nel giro di una settimana le principali scuole cremasche convocano assemblee d’istituto, comitati studenteschi e assemblee dei collettivi per discutere del problema e di come muoverci contro Azienda e Provincia. Le parole d’ordine che escono dalle assemblee sono chiare: sciopero degli studenti e del biglietto e unità con i lavoratori.

Subito dopo la presa di posizione degli studenti e i vari articoli sulla stampa locale, alcuni comuni del territorio si schierano con i pendolari e con gli studenti. Partono raccolte firme e in pochi giorni si raggiungono centinaia di firme; alla protesta si aggiungono anche i comitati per i pendolari (formati da lavoratori).

Certamente la lotta per il trasporto pubblico è appena partita, siamo coscienti di andare a toccare interessi del capitale enormi. Interessi difesi anche da buona parte delle istituzioni. Sappiamo però, anche vedendo il grande seguito raccolto, che uniti possiamo vincere questa lotta.