Pacioli • Dalle parole ai fatti LA REPRESSIONE CONTINUA! - Falcemartello

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Crema - Nei mesi scorsi in molte scuole è partito un boicottaggio dei contributi scolastici facoltativi, ritenuti esosi e lesivi del diritto allo studio.

Il ministero stesso è intervenuto sulla questione del non pagamento dei contributi affermando che essi sono assolutamente facoltativi e pertanto i non paganti non possono subire nessuna ripercussione.

Il messaggio del ministero, tuttavia, sembra non essere stato recepito da tutti i presidi.

Al Pacioli di Crema, dopo le minacce del mese scorso avanzate dal preside di discriminare gli studenti non paganti, si è passati ai fatti: disattivate le password scolastiche a tutti gli studenti “non in regola”!

La disattivazione comporta che lo studente non potrà più accedere alla propria mail scolastica, non potendo così più ricevere le circolari della scuola, i compiti, le esercitazioni né notizia di eventuali iniziative scolastiche.

La disattivazione come prevedibile sta causando non pochi disservizi agli studenti.

Il preside tuttavia non si ferma qui: tra le minacce avanzate compare anche quella di non assicurarli contro gli infortuni. Se ciò fosse confermato lo studente non avrebbe più diritto nemmeno all’assicurazione!

Di certo gli studenti non sono stati con le mani in mano. Alle assemblee studentesche convocate dal preside (cosa alquanto strana ma capita anche questo nella scuola del preside-manager) hanno risposto con il boicottaggio e alla discriminazione con un esposto al Ministero dell’istruzione.

Anche in questo caso “lo sceriffo” non ha fatto attendere la sua reazione: a seguito del boicottaggio della sua assemblea sono state azzerate le iniziative studentesche (assemblee, monte ore di classe) avanzate dagli studenti.

Quello che ci attende nei prossimi giorni è un inasprimento della lotta, una lotta che si sta dimostrando (come tutte le lotte) altamente educativa. Educativa perché fa capire agli studenti che non ci sono margini di trattiva con un sistema economico creato per avvantaggiare i pochi a danno dei molti. Fa capire come la crisi capitalista non guardi in faccia nessuno, che tu sia studente, precario o disoccupato, essa ti farà pagare tutto: istruzione, sanità, welfare.