Rieccoci! Il Csp rinasce a Licata - Falcemartello

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Il Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) rinasce a Licata (Ag) a dimostrazione del fatto che i problemi della scuola pubblica oggi più che mai toccano le corde della nuove generazioni, ma ancora di più per puntualizzare che i giovani siciliani ci sono e sono stufi della condizione in cui versano , vogliono rendersi protagonisti di una sterzata decisiva allo stato delle cose, per migliorare le loro prospettive future.
Il Csp di Licata ha ripreso i suoi lavori su due fronti: uno è quello della legge Gelmini, che in posti come l’Agrigentino mostra tutta la sua spietatezza azzerando le prospettive di emancipazione dei giovani da uno stato di cose che li costringe all’emigrazione o lavorare per studiare, l’altro è il livello locale che vede le nuove generazioni schiacciate tra una cronica carenza di infrastrutture e la totale indifferenza di una classe politica in grado di affrontare le problematiche giovanili.
Licata, purtroppo, nel mese di marzo si è trovata alla ribalta delle cronache nazionali per lo stato in cui versa l’amministrazione locale, con un sindaco indagato per corruzione e costretto al “confino” che considera una fortuna la possibilità di governare la città senza alcuna opposizione e senza la politica. Infatti, nel tentativo di spingere alle dimissioni il primo cittadino, il consiglio comunale di Licata si è dimesso in toto.
Tutto questo mentre le casse comunali piangono ed affrontano un’insolvenza economica di proporzioni storiche che si concretizza nei fatti, solo per parlare delle scuole, con il taglio delle mense scolastiche.
Il Csp il 24 marzo si è presentato alla città con una assemblea pubblica dal titolo “In difesa della scuola pubblica” e con lo slogan “Noi ci siamo, ma non ci stiamo”.
L’assemblea pubblica ha visto protagonisti, oltre ai componenti del comitato, insegnanti, genitori, studenti, precari, disoccupati e l’assessore alla pubblica istruzione.
Era da tempo che la nostra città non assisteva ad un dibattito di tale livello sulla scuola pubblica; l’assemblea andava dalle ripercussioni dei tagli di 8mld alla scuola pubblica dovuti alla Gelmini, ma dettati dal ministro dell’economia Tremonti, alle condizioni delle studentesse madri passando per il ruolo delle lotte studentesche nelle conquiste sociali sino ad arrivare alla mancanza, non solo a livello locale, delle mense scolastiche.
Nel tentativo di difendere i lavoratori a rischio per la mancata partenza delle refezioni scolastiche ed i giovani studenti, il Csp di Licata ha fatto richiesta formale all’amministrazione di rinunciare ai propri stipendi per garantire, almeno negli ultimi mesi dell’anno scolastico, la ripartenza delle mense scolastiche; ovviamente la richiesta è caduta nel più totale silenzio di un’amministrazione che oramai è disprezzata dalla maggioranza dei cittadini licatesi.
Il Csp si propone quale protagonista nella diffusione dell’informazione sul violento attacco della borghesia Italiana alle nuove generazioni soprattutto a quelle che provengono dalle classi disagiate.
Anche a Licata il Csp crede che lottare per una scuola pubblica efficiente, soprattutto per noi del Sud, significa lottare per una prospettiva di futuro migliore, un futuro che non veda noi nuove generazioni siciliane costrette ad emigrare o a fare il braccio armato di chi ci opprime.
Seguendo le migliori tradizioni del movimento studentesco italiano e non solo, adattandolo alle situazioni locali, saremo in grado di dare una nuova prospettiva di miglioramento partendo dall’istruzione, l’informazione e la partecipazione attiva dei giovani… Insomma vogliamo essere artefici, lottando, del nostro futuro.
*Csp Licata