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“Rifondazione Comunista, irriducibile opposizione di classe a Pd e Pdl”

Sotto un sole cocente e un clima assai stanco, si è tenuto il Congresso regionale toscano di Rifondazione Comunista. Un clima che riflette una situazione di stanca più generale del partito toscano. Dal 2010 al 2011 il tesseramento ha subito un ulteriore calo, scendendo sotto i 5000 iscritti e attestandosi verso i 4800.

I Gc rappresentano solo l'8% del partito. Il gruppo dirigente abbarbicato attorno alla posizione della giunta regionale, guarda a sè stesso spesso come a un gruppo di buoni amministratori, l'ala sinistra di quel “buon governo” targato Pd toscano (su cui vi rimandiamo al documento politico).

Anche sul piano sindacale, ci si riempie la bocca di “rapporto con il mondo del lavoro” per finire in verità a individuare tale rapporto in una sorta di diplomazia con la maggioranza Cgil. Non ci stupisce che metà della giornata congressuale sia stata portata via dai saluti istituzionali e sindacali: ha parlato Enrico Rossi, governatore del Pd, ma anche segretari provinciali della Cgil da cui abbiamo potuto ascoltare frasi mielose sulla necessità di un nuovo compromesso tra capitale e lavoro. O ancora: è intervenuto un esponente regionale dell'idv che ha sottolineato che giustamente in Europa siamo gruppi diversi e come questo non fosse un problema, ma soprattutto che il gruppo dei liberal democratici "è il migliore" . La realtà si prende gioco della fantasia, e ci dice di quanto sia lontana la "Syriza italiana" così come intesa dal compagno Ferrero.

I fatti, però, hanno la testa dura. E noi crediamo che la lotta di classe che si svilupperà nel nostro paese, come nel resto d'Europa, non potrà che investire anche Rifondazione Comunista. Per questo abbiamo presentato un documento alternativo nel congresso, raccogliendo 24 voti contro i 72 della maggioranza. Un documento che indica quale dovrebbe essere il terreno di costruzione concreto del partito in Toscana e che è il risultato del lavoro e dell'esperienza che la tendenza marxista del partito ha accumulato in questi anni.

Una doverosa precisazione: i compagni della terza mozione, dopo aver letto la mattina stessa del congresso il documento e averci chiesto di apportare lievi modifiche sulla parte internazionale, hanno deciso di sottoscriverlo nella sua interezza.

Benissimo. Siamo i primi ad esserne lieti. Qualche volta convergono, qualche volta divergono, qualche volta dicono che siamo arroganti, qualche volta che siamo unitari. Il problema è che sembrano esserci molte linee diverse, senza che nessuna sia davvero chiara. Si prenda anche questo caso: al congresso regionale ci hanno chiesto di togliere ogni riferimento a Syriza dal nostro documento e allargare il discorso a tutta la sinistra anticapitalista europea. Non ci abbiamo trovato nulla di male, visto che non facciamo di Syriza un feticcio. Quello che ci è sembrato solo un problema di forma, abbiamo scoperto dopo essere un problema politico: i nostri compagni a Pisa ci hanno fatto notare infatti che i compagni della terza mozione in quella zona ritengono che Syriza sia finanziata dall'imperialismo! Siamo i primi a sottolineare le molte mancanze e i limiti di quella forza politica, ma l'accusa è decisamente ridicola.

Se questo fosse davvero il motivo dietro alla richiesta di emendamento che poi abbiamo accettato, compagni, che metodo è? Quand'è che elaborerete una idea per poi aggregare sulla base della linea che ne discende, invece di decidere prima chi vi conviene aggregare e su quella base elaborare la linea?

I compagni della terza mozione hanno poi presentato un'ordine del giorno per l'uscita dalla giunta toscana che abbiamo volentieri sottoscritto e votato, come sempre e senza alcuna modifica. Quella è infatti anche la nostra linea.


*neoletti Comitato Politico Regionale Rifondazione Comunista Toscana

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