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La regione Toscana si appresta a dare il via alla costruzione di un nuovo impianto di combustione dei rifiuti, un pirogassificatore. La vicenda va avanti da più di un anno e negli ultimi giorni si é arrivati ad un nodo importante in cui la Giunta Regionale ha preso una decisione sul progetto. Decisione e metodologia adottate rappresentano uno dei punti più bassi raggiunti negli ultimi anni dalla Giunta incentrata sul PD.



Il problema ambientale non é semplice e, per fortuna, la partecipazione popolare é stata molto alta. Il pirogassificatore é, in sostanza, un inceneritore per rifiuti industriali. Brucia a temperature altissime, emettendo, perciò, particolato molto fine e difficilmente filtrabile (si parla di nanoparticelle di metalli). Il residuo della pirogassificazione é un rifiuto classificabile come pericoloso. La ditta costruttrice afferma che l'impianto emetterebbe quantità irrisorie di inquinanti, ma ovviamente non considera che certi inquinanti (soprattutto quelli di dimensioni più piccole) si accumulano nel terreno, nelle piante e nei tessuti animali fino a superare le soglie letali.
L'inserimento del pirogassificatore nelle zone industriali del medio Valdarno permetterà a grandi aziende private di eliminare i loro rifiuti ed ottenere energia, trasformando un costo amministrativo (le tasse sui rifiuti) in un guadagno privato.
L'agenzia locale dell'ARPAT ha espresso in modo chiaro quello che sulla stampa spesso non compare, ossia che il pirogassificatore é a tutti gli effetti un inceneritore. ARPAT, USL 11 e ufficio ambiente della provincia di Pisa hanno espresso parere tecnico-ambientale abbastanza negativo (ricordiamo anche che la stazione ARPAT con sede in zona, a S.Romano, é sotto attacco da parte della presidenza dell'Agenzia, che la vorrebbe chiudere...).

Da più di un anno a questa parte, nel Comprensorio del cuoio si sono creati numerosi comitati locali, con ripercussioni anche nell'Empolese-Valdelsa. Il movimento di cittadini si é costituito sulla necessità di opporsi ad un altro inceneritore nel medio Valdarno, perché la zona é gravata da industrie conciarie, numerose discariche ancora aperte, impianti di essiccazione delle pelli.
Le ragioni del pirogassificatore e delle proteste stesse sono apparse subito sotto caratteristiche politiche. Le ditte che progettano e producono l'impianto sono gestite da persone legate ad ex amministratori pubblici di area PD. Questi legami sono palesati, poiché quell'area politica é interessata ad avere una ricaduta positiva sui medio-grandi industriali del Valdarno. Il presidente della Regione in persona ha più volte preso parte alla presentazione dei prototipi dell'impianto.
La nascita del movimento é avvenuta quindi in modo politicamente "trasversale", avendo moltissimo sostegno anche da cittadini di destra. Questo é un fatto molto importante, poiché si é venuto a creare un conflitto tra forze di destra locali (PdL principalmente) e loro corrispettivi provinciali, regionali e nazionali. Il PdL é infatti a favore degli inceneritori e similari, ma non poteva, localmente, perdere il treno di quella protesta. Molto più coerentemente si sono comportati PRC e PdCI, da sempre contrari. Molto attiva e combattiva anche l'Unione Inquilini. Ad ogni modo, la protesta popolare si basa principalmente su una critica molto profonda al comportamento del PD.
Il movimento, i comitati e in generale la pressione della cittadinanza sugli amministratori locali ha portato alla scelta di processi di discussione e partecipazione, col risultato finale che i comuni hanno dovuto abbandonare (momentaneamente) il progetto del pirogassificatore. In particolare, il consiglio comunale di Castelfranco di Sotto, il consiglio provinciale di Pisa e la Conferenza provinciale dei servizi hanno tutti detto NO al progetto del pirogassificatore. Mancava ancora il verdetto "tecnico", considerato, dai proponenti del progetto, ben diverso da quello "politico" già emesso. In realtà anche un parere tecnico può avere caratteristiche "politiche", sia perché il pirogassificatore potrebbe produrre inquinamenti "cronici" anche sotto le soglie di legge, sia perché la scelta di una via alternativa aprirebbe la strada a nuove esperienze di gestione del ciclo dei rifiuti e del rapporto con le industrie.

Il problema nasce quando, a livello regionale, viene trovato un modo per eludere il voto negativo locale.
Lo scorso Agosto é stata approvata dalla Giunta Regionale una legge (L.R. 35/2011 "Misure di accelerazione per la realizzazione delle opere pubbliche di interesse strategico regionale e per la realizzazione di opere private") che permette alla Regione di imporre dall'alto alcuni progetti anche se non sono stati approvati localmente. Un modo di fare quasi identico a quello adottato molte volte dai governi di Berlusconi (inceneritore di Acerra, discariche nel napoletano, TAV Torino - Lione, depositi di rifiuti radioattivi, tanto per fare alcuni esempi).

Dunque, nei primi giorni di Novembre la Giunta Regionale ha approvato una delibera con cui si esprime un parere tecnico favorevole alla realizzazione del pirogassificatore proposto da Waste Recycling di Castelfranco di Sotto ed Nse Industry di Empoli. Il parere regionale sarà inviato alla Provincia di Pisa, secondo quanto previsto dalla L.R. 35/2011. Subito sono insorti i sindaci dei cinque comuni del medio valdarno pisano interessati dal progetto, insieme ai comitati di cittadini.

In base a questo "risultato" della Giunta Regionale, non rimane che chiedersi una sola cosa: come ha influito la presenza del PRC nella Giunta stessa? Qual'é il nostro ruolo di comunisti nella maggioranza, se riescono a passare leggi dispotiche come la L.R. 35/2011 ?
In sostanza, cosa ci sta a fare il PRC e tutta la FdS nella maggioranza regionale?



 

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