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Comitato Politico regionale del Prc della Puglia

Che le ragioni del profitto fossero opposte a quelle del lavoro e dell’ambiente è un assunto che il nostro partito ha fatto suo da sempre. Tuttavia, il caso Ilva di Taranto ci mostra il lato più disumano del capitalismo, quello in cui arriva a derogare anche ai principi costituzionali, asservendo a sé il governo centrale, disposto ad emanare un Decreto legge ad hoc per bypassare i provvedimenti della magistratura e consentire che la produzione non si arresti, a prescindere da ogni possibile nefasta conseguenza.

 

Ma, d'altronde, da tempo padron Riva ci insegna che, per chi ha nelle proprie mani il potere del denaro e del ricatto occupazionale, non è difficile egemonizzare gran parte del sindacato e della politica, arrivando fino a far schierare questi a sua difesa e contro giudici e popolazione locale.

 

Va però menzionato che non tutti accettano supinamente i ricatti dei Riva chinando la testa, ma persiste un’ampia fascia di lavoratori che è disposta a lottare e a non voler scegliere se sia meglio rimanere disoccupati o rimanere avvelenati. Dovere del Partito della Rifondazione Comunista è quello di non appiattirsi a fianco della sola Fiom, ma adoperarsi per tentare di unificare in un’unica vertenza le tante resistenze ai diktat padronali, nella consapevolezza che tra il Prc ed ognuna di queste soggettività ci sono punti di dissenso, ma la lotta è per un fine comune. E’ indispensabile, quindi, che il partito assuma una posizione chiara e netta in merito alla vicenda Ilva da offrire a tutti i lavoratori e popolazioni interessate, aldilà della loro collocazione sindacale o movimentista, e chiamarli a sostenerla attivamente.

Pertanto, il Comitato politico regionale del PRC Puglia afferma che l’unica strada percorribile per salvaguardare redditi e posti di lavoro e, allo stesso tempo, tutelare la salute di tutta la popolazione jonica sia quella della rinazionalizzazione dell’ILVA. La nuova società di diritto pubblico, gestita direttamente dai lavoratori, dovrà poi prontamente predisporre un piano di ingenti investimenti in ricerca per la produzione di acciaio pulito e tutte le soluzioni adeguate per rendere lo stesso sito ecocompatibile, nonché conforme a tutte le prescrizioni di legge in materia di sicurezza e prevenzione di infortuni e malattie professionali, mentre le spese per la bonifica del territorio saranno interamente addebitate agli ex titolari dell’impresa.

Inoltre, il CPR impegna l’esecutivo regionale ad assumere la sopracitata risoluzione e ad avanzarla alla lista “Rivoluzione civile” come programma politico per l’elezioni del prossimo 24 e 25 Febbraio. Tale impegno da portare in Parlamento nella prossima legislatura, non sarebbe coerente adottarlo solo da chi nutre nel comunismo una speranza di positiva trasformazione della società, ma da tutti quelli a cui sta a cuore il semplice rispetto della Costituzione della Repubblica italiana, compreso gli articoli 41, 42 e 43.

Bari 14 Gennaio 2013

 

Giuseppe Cesaria
Felice Dileo
Milvia Renna

 

(RESPINTO CON 7 VOTI A FAVORE)

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