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Nel Comitato Politico Federale del Prc di Bologna del 4 Aprile l’area di maggioranza che al Congresso di Federazione aveva raccolto circa il 63% dei consensi ha presentato un documento alternativo a quello presentato dalla neo segreteria Donatella Bilardi, che ha ottenuto 26 voti contro 18.

 

Come prassi vuole, la segretaria, preso atto che la sua proposta politica non aveva ricevuto un mandato pieno, ha rassegnato le dimissioni.

A distanza di quattro mesi dalla conclusione dei lavori congressuali e in assenza di un accordo su segretario/a e segreteria, l' elezione di una compagna della mozione 2 a segretaria e la successiva proposta politica per il rilancio del partito a Bologna, ha avuto l’esito di ricompattare una maggioranza attraversata da imbarazzanti divisioni e competizioni di carattere personalistico dimostrando che la ricerca dell’unità e lo sbandierato superamento del correntismo (il loro) si pratica solo sul terreno della battaglia interna e contro la possibilità di un autentico rinnovamento del partito.

L'ultimo CPF conferma la lettura che abbiamo sempre dato: politicamente le due “correnti” della mozione 1 hanno il medesimo indirizzo politico, lo stesso che ha deragliato il partito nel binario morto in cui oggi si trova.

Quello che sorprende è l'analisi e le contraddizioni in cui cadono “alcune” compagne e “alcuni” compagni del circolo Navile  che hanno condiviso il percorso politico all’interno della mozione 2. Infatti, in un loro recente comunicato (in realtà mai discusso nè nel direttivo nè nella riunione del circolo) attaccano sia le cosiddette “vecchie logiche compromissorie e istituzionaliste” (leggi maggioranza) sia i compagni della mozione 2 (leggi FalceMartello) che “non hanno avuto l'umiltà di avviare la fase importante del confronto nel corpo del partito”.  Come spesso succede, quando “si vince”, come nel CPF dell'elezione della Segretaria, ha vinto tutta la mozione 2, quando “si è perso” si cerca il capro espiatorio.

Il punto è che noi non riteniamo una “sconfitta” quanto accaduto ma registriamo che non esistono “primavere” politiche di alcun tipo se la discontinuità dalla solita “logica compromissoria e istituzionalista” si nomina e si usa a seconda dei fini che ci si pone, distorcendo e occultando passaggi politici discussi e condivisi.

E’ noto che la compagna Bilardi, durante il suo brevissimo mandato, ha dichiarato la necessità di costituire una Segreteria aperta a compagni e compagne della mozione 1e che  ha chiesto ad ogni singolo segretario di circolo la disponibilità ad incontrarla per discutere dell'indirizzo politico della Federazione e di una gestione della stessa, a partire dal necessario rinnovamento del gruppo dirigente. Laddove ciò è avvenuto, l’approccio è stato molto aperto ma sempre nel segno della chiarezza politica.

Oggi sarebbe il caso di evitare il ricorso a termini come “primavera” e andare dritto alla sostanza politica senza infingimenti. Abbiamo scelto di non entrare in una palude per tornare a gestire una linea e una pratica politica che in questi anni hanno condotto il partito a Bologna alla deriva.

Non abbiamo voluto fare accordi di vertice senza alcuna base politica con un pezzo della maggioranza che in nulla si distingueva dall’altro pezzo. A differenza di quello che avrebbero voluto alcuni compagni del Navile che oggi ci criticano con tanta veemenza per le nostre “mancate aperture”.

Abbiamo preferito presentare un documento di indirizzo politico osando porre in discussione l'orientamento assunto dal nostro partito nella Giunta Provinciale, in merito a scelte strategiche su questioni  come le infrastrutture e il welfare; abbiamo osato mettere in discussione le finte gestioni unitarie, responsabili della attuale deriva di questo partito; abbiamo osato una pratica politica che non si rifaceva al peggior correntismo burocratico, dove i “capibastone” decidono di tutto senza alcun coinvolgimento democratico dei militanti.

Distanti da quella logica compromissoria che evidentemente qualcuno avrebbe desiderato fare rientrare dalla porta di servizio, dopo averne platealmente applaudito la sua uscita…

Abbiamo avanzato una proposta politica chiara che orientasse il partito ad una vera svolta a sinistra: proposta respinta dal gruppo dirigente del Prc di Bologna.  Questo percorso per noi non segna la sconfitta, continueremo con più fermezza e determinazione a proporre alla base del nostro partito un percorso politico di connessione autentica con i  movimenti di questa città,  tra i lavoratori i giovani e le donne che lottano e  vivono sulla loro pelle gli effetti della gestione della crisi del capitalismo da parte del governo Monti e dei governi locali. Ancora più consapevoli della necessità di costruire un gruppo dirigente alternativo.

 

Mario Iavazzi (coordinatore Falce Martello Bologna)
Donatella Bilardi (ex Segretaria Prc Bologna)
Carlo Simoni (Direttivo Circolo Prc Navile)

 

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