Solidarietà in Italia con la rivoluzione in Egitto! - Falcemartello

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Abbiamo intervistato Nabil, un compagno egiziano che oggi  (venerdì 25 novembre) ha cominciato lo sciopero della fame e della sete in solidarietà coi giovani e i lavoratori egiziani in lotta. Quali sono le motivazioni di questo sciopero?

Il video dell'intervista.

Oggi sono state riportate le notizie di quello che sta succedendo in Egitto, e sembra che ci siano 40 o 50 morti, la realtà è che i morti sono più di 100 e i feriti più di 3000. Stanno proprio massacrando i ragazzi che manifestano a piazza Tahrir. I manifestanti pacifici non devono essere trattati così, sono giovani che vogliono fare politica, occuparsi di quello che succede nel proprio paese, non devono essere ammazzati per questo. Abbiamo visto violenze sugli attivisti, salme gettate nei secchi dell’immondizia. Una cosa inumana.

L’Onu con l’accordo di tutti i paesi membri, chiede rispetto dei morti, dell’asilo politico. Ma in Egitto il popolo non vuole asilo politico. Qui c’è un popolo che vuole fare la rivolta un’altra volta, dopo che gli hanno scippato i risultati di quella dell’11 febbraio.

Quali sono le rivendicazioni di piazza Tahrir?

Deve andare via la polizia, debbono andare via le forze dell’ordine, l’esercito, la giunta militare.

I ragazzi egiziani hanno dato all’esercito  la forza per governare il paese e ora stanno  massacrando i giovani e i lavoratori, la lotta dei lavoratori non si è fermata dopo l’11 febbraio (l’ultimo episodio contro quei giovani della fabbrica di Duimyat (Damietta) che ora stanno massacrando.

Ci sono stati dei cambiamenti economici da quando è caduto Mubarak?

Si dice ‘la borsa è caduta’, ‘la borsa sta alle stelle’: per noi non cambia nulla, noi non siamo capitalisti, noi siamo lavoratori sfruttati.

Vuoi fare un appello ai giovani e ai lavoratori qui in Italia?

Voglio fare un appello a tutte le forze politiche, a tutte le forze umane, per ribellarsi contro questi massacri dei giovani e dei lavoratori egiziani.

Ho cominciato lo sciopero della fame qui, nella Piazza di Caracalla a Roma, di fronte alla Fao. Lottiamo per i nostri diritti, per l’acqua pubblica e lottiamo anche contro il massacro del popolo egiziano.

Martedì 29 novembre, ore 16:00

sit-in sotto l'ambasciata egiziana a Roma, Villa Savoia, via Salaria 267