Grande successo del marxismo alla conferenza nazionale dei Giovani Socialisti austriaci! - Falcemartello

Breadcrumbs

Pubblichiamo un'interessante corrispondenza dall'Austria, apparsa originalmente sul sito In defence of Marxism. Lo scorso ottobre in Austria si sono tenute le elezioni politiche e i socialdemocratici hanno vinto di misura, battendo la destra che da anni governava il pasese. Come conseguenza, si è avviato un dibattito molto interessante nella sinistra e nel movimento operaio, di cui lo svolgimento della conferenza nazionale dei Giovani Socialisti non è che un riflesso.

 ---

"Chi  ha i giovani  ha il futuro" Lenin

I Giovani Socialisti austriaci, l’organizzazione giovanile ufficiale del Partito Socialdemocratico, sono, con diverse migliaia di membri e parecchie centinaia di attivisti, di gran lunga la forza dominante tra i giovani di sinistra in Austria. I Giovani Socialisti austriaci sono oggi probabilmente l’unica organizzazione giovanile socialdemocratica al mondo che dichiara apertamente di essere marxista, di lottare per il socialismo e contro qualsiasi forma di collaborazione di classe. C’è da dire che la tendenza marxista austriaca Der Funke ha giocato un ruolo importante nello spostamento a sinistra dei Giovani Socialisti, il quale si è ulteriormente manifestato nell’ultima conferenza nazionale che si è tenuta a Vienna il 4 e 5 novembre.

La conferenza nazionale

L’egemonia delle idee marxiste ha trovato persino espressione nello slogan del congresso: “Per un governo di minoranza!”. Ciò significa che l’SPÖ (il Partito Socialdemocratico austriaco) non dovrebbe entrare in una coalizione con partiti borghesi. L’SPÖ dovrebbe invece governare da solo e provare a conquistare la maggioranza in parlamento, volta per volta e su ogni singola questione, col fine di portare avanti una politica offensiva per quanto riguarda le questioni sociali.

Lo slogan “per un governo di minoranza” corrisponde in pratica allo slogan “per un governo dei lavoratori”.

Si tratta di una vecchia parola d’ordine portata avanti in passato da Der Funke che non è mai stata presa in seria considerazione da nessuno nel  movimento operaio. Oggi, poco dopo le elezioni nazionali, se ne discute nei media, nel partito ed è diventato lo slogan dei Giovani Socialisti. Basta questo a dimostrare che qualcosa è cambiato nella politica austriaca.

Il nuovo presidente eletto dal congresso, Torsten Engelage, ha detto nel suo discorso che i Giovani Socialisti devono basarsi sulle dottrine del socialismo scientifico e devono diventare “un’organizzazione giovanile operaia di massa”. Ha detto inoltre che “il Manifesto del Partito Comunista è uno dei testi più moderni e al passo coi tempi” e che la strategia dei Giovani Socialisti deve essere “lottare per le più piccole riforme e allo stesso tempo tenere ben presente che il nostro obiettivo finale è il Socialismo”.

Negli anni ’70 i Giovani Socialisti d’Austria adottarono un programma riformista di sinistra. Le idee degli austromarxisti, Otto Bauer e Karl Renner, tornarono ad essere di moda. Dopo la caduta del muro di Berlino, i “blairiani” austriaci presero la maggioranza dei Giovani Socialisti. Nel 2000 un’alleanza di sinistra tra gli austromarxisti e la Tendenza Marxista Der Funke prese nuovamente la maggioranza.

I Giovani Socialisti oggi si sono spostati più a sinistra persino che negli anni ’70. Ciò si può notare in particolar modo nelle risoluzioni che hanno adottato riguardo i sindacati e i partiti, che in molti casi rappresentano un diretto attacco contro la burocrazia. Ad esempio, è stata approvata una risoluzione che chiede che tutti i funzionari sindacali e di partito ricevano il salario di un operaio specializzato, slogan tradizionale di Der Funke. E’ stata adottata anche la rivendicazione della democratizzazione dei sindacati e della “nazionalizzazione sotto il controllo operaio”. Comunque la rivendicazione più interessante riguardante il versante sindacale è stata “la costruzione di una corrente di sinistra nel movimento operaio”, che è un altro slogan tradizionale della tendenza marxista Der Funke.

Questo spostamento a sinistra è anche andato oltre il pacifismo tipico del riformismo di sinistra. Per esempio è stata approvata una risoluzione che dice che gli attivisti di sinistra devono entrare nell’esercito per indebolirlo come strumento della controrivoluzione. La risoluzione rivendicava di fatto la formazione di consigli di soldati.

In un caso la Tendenza Marxista è stata persino in grado di sconfiggere la maggioranza. Una delle risoluzioni della maggioranza diceva che il Kosovo deve rimanere parte della Serbia e che le truppe della NATO devono lasciarlo. Noi abbiamo spiegato che è giusto che la NATO si ritiri dal Kosovo ma allo stesso tempo che un ritorno dell’esercito serbo, come rivendicato dalla risoluzione, porterebbe alla guerra civile. Abbiamo spiegato che non può esserci soluzione per il Kosovo nei limiti del capitalismo e che è necessaria una rivoluzione nell’intera regione balcanica per risolvere il problema. Dopo il nostro intervento la risoluzione della maggioranza è stata bocciata dalla conferenza.

Le principali attività decise al congresso sono il sostegno alla campagna “Giù le mani dal Venezuela”, la campagna di solidarietà con Oaxaca e la campagna “Noi siamo la ÖGB” (la ÖGB è la confederazione sindacale austriaca), tutte promosse da Der Funke.

Al congresso è stato anche deciso che i Giovani Socialisti parteciperanno alla costruzione delle “forze di resistenza sociale”, specialmente nell’eventualità di un governo socialdemocratico pro-capitalista, in modo che i giovani possano vedere la chiara differenza tra i Giovani Socialisti e il partito. Nel prossimo periodo il compito principale della tendenza marxista sarà controllare i dirigenti per assicurarsi che alle parole seguano i fatti. Questo è sempre stato il limite dell’austromarxismo, cioè del riformismo di sinistra austriaco.

Contraddizioni

La principale ragione dello spostamento a sinistra dei Giovani Socialisti non è nei dirigenti ma è stata la pressione esercitata dalla tendenza marxista. Ecco un esempio: mentre la conferenza adottava idee marxiste rivoluzionarie nelle risoluzioni, si svolgevano manovre burocratiche dirette contro i marxisti rivoluzionari. Il delegato della sezione più grande dei Giovani Socialisti (Florisdorf), Willi Waitz, è stato estromesso dalla direzione per essere un sostenitore della Tendenza Marxista. Era candidato alla direzione contro un cosiddetto marxista che si opponeva allo slogan per un “Governo di minoranza” e ha ricevuto il 17% dei voti. Questo è stato un successo perché i sostenitori della tendenza marxista rappresentavano solo il 5% dei voti totali.

Come è stato possibile?

Ci si potrebbe chiedere come sia possibile che in un paese piccolo e relativamente ricco come l’Austria l’organizzazione giovanile socialdemocratica si stia muovendo nella direzione del marxismo rivoluzionario. I leader del partito potrebbero pensare che i Giovani Socialisti siano impazziti.

In realtà questo processo è il risultato di tre fattori: la tradizione di sinistra dei Giovani Socialisti, l’acuirsi delle tensioni sociali in Austria e il lavoro costante della tendenza marxista, Der Funke.

Il lavoro della tendenza marxista è una combinazione tra una paziente politica di fronte unico con l’ala sinistra dei Giovani Socialisti da una parte, e l’organizzazione di campagne indipendenti dall’altra.

Negli ultimi due anni la tendenza marxista ha lanciato cinque grandi campagne. Abbiamo organizzato una mobilitazione nazionale contro il fascismo, uno sciopero nazionale studentesco contro i tagli al diritto allo studio all’università, il grandioso meeting con il presidente venezuelano Hugo Chavez a Vienna, una manifestazione contro la visita di George Bush e una campagna contro una coalizione dell’SPÖ con i partiti borghesi.

Allo stesso tempo la tendenza marxista è sempre stata ferma nelle sue posizioni teoriche  e nelle parole d’ordine perché volevamo rendere chiara la differenza tra l’austromarxismo e lo stalinismo da una parte, e il marxismo rivoluzionario dall’altra. Solo per spiegare la serietà della nostra battaglia teorica, tre anni fa ci fu una lotta politica sul programma dei Giovani Socialisti che durò un anno. Ciò avveniva nonostante tutte le correnti interne ai Giovani Socialisti coinvolte nella discussione si dichiarassero marxiste. Questa discussione e la fermezza della tendenza marxista nel dibattito fu estremamente importante perché ora molte delle nostre posizioni teoriche sono state confermate dallo sviluppo degli eventi.

Due anni fa venivamo percepiti come una minaccia dai dirigenti dei Giovani Socialisti che cercarono di isolare la tendenza marxista. Giravano persino voci di un’espulsione. Il risultato fu che una parte della direzione che voleva contrastarci perse le sue posizioni dirigenti. Concentrati a combattere una lotta di frazione contro di noi, trascurarono la costruzione dei Giovani Socialisti.

Il punto di svolta in questa situazione fu costituito dalla rivoluzione venezuelana e dall’assemblea con Hugo Chavez a Vienna. Da un lato la rivoluzione venezuelana mostrava nella pratica la correttezza delle nostre idee, dall’altro il meeting con Chavez, organizzato principalmente da noi, fu il più grande raduno di sinistra da molto tempo in Austria.

Oggi, dopo l’attacco, siamo molto più forti di prima e la situazione ha subito una svolta.

Il lavoro della tendenza marxista nei Giovani Socialisti è stato enormemente importante. Come risultato, oggi in Austria abbiamo un’organizzazione giovanile socialdemocratica che ha adottato molte idee e posizioni fondamentali del marxismo rivoluzionario ancora prima che la lotta di classe e il processo di trasformazione delle organizzazioni del movimento operaio siano cominciati. I giovani socialisti possono quindi diventare un importante punto di riferimento per ampi strati di lavoratori e giovani.

I Giovani Socialisti Austriaci al momento non sono perfetti e hanno una direzione riformista. Ma allo stesso tempo sono anche un prodotto dell’enorme lavoro della tendenza marxista.

E proprio grazie a questo lavoro sono probabilmente l’organizzazione giovanile più a sinistra tra i partiti tradizionali di massa nel movimento operaio internazionale dalla caduta del muro di Berlino.

Come conseguenza dell’aumento della nostra forza, finita la conferenza, ora la burocrazia viennese dei Giovani Socialisti ha lanciato un duro attacco alla tendenza marxista, di cui tratteremo in un altro articolo.

Novembre 2006