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In questo momento di profonda crisi del capitalismo la borghesia ha una sola arma con la quale difendere i propri profitti: abbassare i costi di produzione delle merci e, dunque, abbassare i salari, chiudendo le fabbriche che non garantiscono più un buon profitto. In tale scenario di chiusura degli stabilimenti e di licenziamenti è ancora più necessario che i lavoratori si organizzino per prendere possesso dei mezzi di produzione al fine di gestire le fabbriche sottraendole al controllo dei padroni.

Un processo simile è avvenuto, lo scorso mese, a Caen, una piccola cittadina nel distretto francese del Calvados. Qui sorge il biscottificio Jeannette, che dal 1850 produce dei famosi biscotti francesi, le madeleines, gli stessi immortalati da Marcel Proust nel suo romanzo “Alla ricerca del tempo perduto”. Ebbene questo stabilimento, con oltre un secolo di storia alle spalle e che occupa oggi una quarantina di lavoratori, aveva nel 2004 un fatturato di circa 17 milioni di euro, ridottosi a 7 milioni nel 2013 per effetto della crisi. A causa di ciò, e mancando finanziatori interessati a rilevare l’azienda, il padrone del biscottificio ha messo in liquidazione l’azienda dallo scorso 18 dicembre, e ha proposto il trasferimento della maggior parte dei macchinari in Bulgaria. Con la cessazione della produzione il 28 gennaio scorso, 37 lavoratori sono stati licenziati.

Ma proprio questi lavoratori, organizzati dal maggiore sindacato francese, la Cgt, hanno impedito lo spostamento dei macchinari e di conseguenza la chiusura dello stabilimento. Anzi, con gli slogan “ora le madeleines le facciamo noi” e “la Jeannette ci appartiene”, questi lavoratori hanno occupato la fabbrica e hanno riavviato la produzione. In una settimana sono stati prodotte 3.610 confezioni di madeleines, che lo scorso 27 febbraio sono state portate al mercato Saint-Sauveur di Caen per essere vendute: sono finite nel giro di due ore. Il ricavato, più di 3mila euro, è servito per finanziare nuove infornate: tantoché sono stati prodotti altri 1.100 chili di madeleines, nuovamente acquistati in toto il 5 marzo. Nell’ultimo mese, grazie anche alla estesa ed efficace attività di informazione attuata dalla Cgt, nella cittadina di Caen si è formato un movimento di sostegno di massa all’azione dei lavoratori della Jeannette, che continuano oggi a gestire lo stabilimento.

L’autogestione della Jeannette da parte dei lavoratori francesi è certamente un evento circoscritto a una piccola realtà, tuttavia rappresenta un esempio, un modello che oggi più di ieri è necessario seguire: i lavoratori francesi hanno dimostrato ancora una volta che è possibile che il proletariato controlli democraticamente la produzione di una azienda. Dunque è possibile, attraverso l’organizzazione dei lavoratori, estendere questo modello di gestione degli stabilimenti a tutte le aziende: è necessario che questa sia la spina dorsale sulla quale si sviluppi in tutto il mondo un movimento che abbatta questo brutale sistema capitalista e instauri un sistema più giusto ed equo, un sistema socialista.

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