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Il documento alternativo Renforcer le PCF, renouer avec le marxisme (Rafforzare il PCF, ricollegarsi al marxismo) è stato  accettato dalla commissione congressuale per il 34esimo congresso del PCF. Questo documento è stato da poco spedito a tutti gli iscritti al partito insieme agli altri documenti in discussione nel congresso. Sarà dunque sottoposto al voto dei militanti comunisti il 29 e 30 ottobre.


Il fatto che un documento di questo tipo sia formalmente discusso in un congresso del PCF, è un avvenimento molto importante per il movimento comunista. È l’occasione per aprire una discussione ampia nel partito sulle idee e il programma del marxismo, che non hanno perso nulla della loro modernità. Renforcer le PCF, renouer avec le marxisme è l’unico documento congressuale che pone in modo chiaro la necessità  di mobilitare i giovani e i lavoratori su un programma rivoluzionario, il programma della nazionalizzazione delle principali leve dell’economia, sotto il controllo democratico dei lavoratori. L’anarchia del sistema capitalista deve essere sostituita dalla pianificazione razionale e democratica dell’economia – in Francia e su scala mondiale. È questo obiettivo che animava il PCF all’epoca della sua fondazione nel 1920. Quasi 90 anni più tardi, la crisi mondiale del capitalismo e le sue conseguenze sociali disastrose rendono drammaticamente attuali le parole d’ordine dei nostri predecessori : Socialismo o barbarie !  

Il secondo documento alternativo

Oltre a Renforcer le PCF, renouer avec le marxisme, un altro documento di opposizione è stato presentato al dibattito e al voto dei militanti comunisti :  quello sottoscritto da André Gerin, Jean-Jacques Karman e Emmanuel Dan Trang. In linea di massima questo documento è migliore del documento, particolarmente vuoto, adottato dalla maggioranza del Consiglio nazionale del partito. Si pronuncia in modo chiaro per il mantenimento e il rafforzamento del PCF. Tuttavia su questioni importanti come l’Unione Europea o la rivoluzione latino-americana (per citarne alcuni) numerose formulazioni e proposte di questo documento partono da un punto di vista nazionalista, che è assolutamente incompatibile con i principi   e gli obiettivi fondamentali del movimento comunista.

Non è questo l’unico difetto di questo testo, sul quale pubblicheremo prossimamente un’analisi più dettagliata. Invitiamo peraltro gli estensori di questo documento a fare lo stesso con il nostro e anche a discuterne pubblicamente. Li incoraggiamo a formulare delle critiche politiche, sulle nostre idee, il nostro programma e le nostre prospettive. Speriamo che sapranno elevarsi al di sopra dell’articolo nel quale Emmanuel Dan Trang, segretario di sezione di Parigi, proclamava recentemente che i militanti comunisti che difendono le nostre idee marxiste sono «esterni al partito» – e, come se non bastasse, agli ordini di una mostruosa cospirazione «anglo-sassone» ! (Leggi qui, in francese)

Per la chiarezza democratica!

L’Humanité del 13 ottobre annunciava a pagina 7, che il plico congressuale inviato a tutti gli iscritti al partito contiene un quarto documento firmato da alcuni dirigenti «liquidatori» come Pierre Zarka e Roger Martelli: Continuer l’engagement communiste. Fonder une nouvelle force politique (Continuare l’impegno comunista. Fondare una nuova forza politica). Veniamo a sapere anche che non si tratta di un «testo alternativo» – nonostante abbaia raccolto le 200 firme necessarie – ma solo di un «contributo». Perchè? Il motivo, ci spiega Zarka, è che questo congresso non avrebbe «nessuna validità», dunque «presentare un testo alternativo, significherebbe entrare in una logica che noi rifiutiamo». E per quale motivo questo congresso non avrebbe nessuna validità? Perché, prosegue Zarka, «la base comune di discussoone non esiste. Non rende conto delle diverse opinioni. Rappresenta un arretramento rispetto ai congresssi precedenti.»

Queste affermazioni hanno irritato molti militanti comunisti che sono perfettamente coscienti del «gioco» e della “logica” di Zarka e dei suoi amici. Questi ultimi cercano di far pesare la loro voce il più possibile in questo congresso ma senza dover sottomettere le loro idee agli iscritti. Perché? Perché sanno perfettamente che le loro idee liquidazioniste sono molto minoritarie nel partito, e non vogliono che questo esca alla luce del giorno. Allora si defilano dichiarando che «non vi è una base comune», che il congresso non è «valido», etc.

Detto questo, manovre di questo tipo non saranno sufficienti per distogliere i militanti comunisti dalla loro volontà di rafforzare il PCF e a dotarlo di un programma che sia all’altezza dei suoi compiti rivoluzionari. Nelle prossime settimane deve aprirsi un dibattito franco e fraterno sulle idee, il programma e la strategia del partito. Ovunque sarà possibile i promotori del documento  Renforcer le PCF, renouer avec le marxisme difenderanno lealmente le loro idee senza temere il voto degli iscritti. E facciamo appello a tutti i nostri simpatizzanti a fare lo stesso. 

14 ottobre 2008

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